Le lacrime di Xarma

Il terrore di Dubries
Non ci ha dato nemmeno la soddifazione di schiantarlo

…veniamo condotti in una piccola cappella in cui troviamo Dubries in ginocchio sull’altare. Dietro a lui otto cavalieri anch’essi ginuflessi in preghiera.

Li ingaggiamo usando il vero nome del paladino “EBAZIAN!”. Qualcosa in lui lo scuote tantissimo, sembra terrorizzato dal risveglio della magia nella sua anima, e scappa nascondendosi dietro al grande simbolo sacro di Arin, oltre l’altare.

I cavalieri non si fanno invece prendere né alla sprovvista, né dallo sconforto di vedere il loro comandante scappare a gambe levate: si girano decisi verso di noi e combattono all’ultimo sangue per proteggerlo. Quando quasi hanno la meglio su di noi Racael decide di raggiungere Dubries e affrontarlo direttamente con la Laban.

Dubries, ancora più impaurito, invoca Arin disperatamente; subito dopo fra lui e il druido si forma un muro di luce prismatica, che però non scoraggia il nostro compagno: si lancia attraverso sempre con la lama maledetta sguainata.

Il muro prismatico, al contatto con la Laban, viene disincantato. Il paladino, in preda ad un terrore inarrestabile, per sfuggire al suo destino si scaglia contro la vetrata, che cede sotto al suo peso, facendolo precipitare per svariati metri di altezza.

Mentre ancora nella cappella lo scontro continua, e finalmente riusciamo a vedere qualche spiraglio di vittoria, dal corpo esanime di dubris inizia ad esalare una luce dorata, che si sofferma nella forma di un triangolo. Racael è troppo in alto per lanciarsi, ed ancora gli incantesimi non hanno effetto, per cui decide di lanciare direttamente la Laban dalla vetrata infranta per fare in modo che, attraversando il triangolo di luce, questo venga assorbito.

Come previsto infatti il pugnale assorbe la luce e si conficca in terra. In questo momento sentiamo che la magia è tornata ad infondere le nostre essenze. Finalmente riesco ad alzarmi in volo, quando ormai tutti i cavalieri sono morti, ed andare a recuperare la Laban sotto indicazione di Racael.

Insieme alla Laban teletrasporto nella cappella anche il corpo di Dubries e la sua maschera, che si era staccata durante il volo, rivelando un volto devastato da morsi che sembrano umani.

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Delezar l'astuto

Finalmente Chielvarin arriva alla gilda ed inizio a raccontargli tutto ciò che ci è accaduto con la lady, finita la mia storia Chielvarin si allontana dicendomi che indagherà subito. Decido di attendere il suo ritorno nella gilda per non destare in giro troppo sospetto, quando rientra mi dice che gli alti ranchi sono un po’ in subbuglio, e che sta succendo qualcosa di strano e che molti soldi stanno girando per loschi affari ed inoltre ha saputo che sicuramente prima del consiglio di fine mese ci sarà un giorno dove Dubrì si troverà da solo all’interno del castello e che se qualcuno volesse fargli qualcosa, sarebbe quello il momento giusto, con sommo rammarico del re. Inoltre mi consiglia di non essere avventanto e di andare via dalla città come egli stesso a breve farà. Infine mi saluta raccomandandomi di non vederci prima di un anno. A questo punto decido di raggiungere i miei compagni, anche sapendo che non sarà di certo un’imprese semplice. Come prima cosa mi dirigo alla taveerna per chiedere informazioni, ma come un pivello Regalo 5 monete d’oro all’oste per un’informazione inutile.
Decido allora di tornare alla gilda dove ora c’è il mio vecchi amico Lauratelim, che mi chiede ancora una volta di portarlo alla terra degli elfi, anche se vorrei davvero tanto questonon è il momento quindi prendo tempo, inoltre vengo a sapere da lui, che il bardo Param questa notte terrà un cncerta nella prima parte alta della città. Lo attendo in gilda con la speranza che passi per raccogliere le sue cose e quando avevo ormai quasi perso le speranze eccolo comparire, gli chiedo di portarmi con lui in cambio lo aiuterò a trasportare le sue cose, Param acconsente subito e ci mettiamo in cammino, superiamo senza difficoltà la prima parte di mura ed arrivamo alla taverna dove si terrà il concerto; gli do una mano a prepare il palco e poi mi metto in sala in disparte, quando vedo un uomo distintamente vestito rubare 2 sacchetti a 2 uomini e poi accomodarsi da solo ad un tavolo, senza perdere tempo mi siedo con lui offrendogli da bere e dicendogli che avevo visto, seduta stante prova a pugnalarmi ma la mia mano è più veloce del suo pugnale, cerco di tranquillizzarlo dicendo che siamo colleghi e che voglio dopo parlare, lui acconsene ma solo dopo il conerto. Appena il conerto di Parim termina usciamo all’esterno e gli chiedo un metodo per entrare nella parte più alta della città dopo un po di contrattazioni decide di aiutarmi per 100 monete d’oro 50 subito e 50 la mattina dopo vicino le mura dove abbiamo appuntamento. A quel punto decido di passare lanotte in taverna, appena sveglio faccio un’abbondante colazione e raggiungo il collega il quale mi dice che si è informato su di me e mi devo ritenere forunato di essere amico di quell’altro. Gli do il resto della ricompesa e lui mi porge un sacchetto condei vestiti da servo ed una cuffia per nascondere le orecchie, mi cambio alla sfelta in taverna e lo raggiungo nuovamente, mi porta su di una stradina secondaria, percorriamo un po’ di strada fino a quando non raggiungiamo una picca porta dove il collega bussa e dice che sono il nuovo aiutante di casa beyntor, passando alla guardia un sacchetto tintinnante. Passiamo la porta senza problemi e finalmente mi ritrovo nella parte nobile dellacittà,inizio a scrutare le varie ville cercando la carrozza che ci ha condotto qui, prestando attenzione a non farci scoprire dalle guardie fino a che non en vedo una che sembra essere lei; mi avvicino alla villa busso al campenello e viene fuori un maggiordomo, a quel punto gli chiedo se li vi erano delle persone ma lui dice che la casa è disabitata, mi allontano e dopo qualche minuti mi raggiunge chiedendomi quante monete d’oro avessimo pagato per l’ultima missione, a quel punto capisco do la mia risposta, ed il maggiordomo mi chiede di attenderlo in posto a mia scelt dove mi verrà a chiamare nel caso in cui lady Cyndine acconsentirà di farmi entrare nella villa. Gli dico di venire fuori la taverna appena saprà qualcosa. Intanto perdo mezza giornata facendo cose a caso per non dare nell’occhio, alla sera mi avvio in taverna ma non entro essendo una taverna per ricchi io dare troppo nell’occhie e per fortuna il maggiordomo arriva quasi subito chiedendomi di seguirlo. Finalmente entro invilla e raggiungo i miei compagni, ai quali racconto tutto quello che ho saputo. La mattina seguente il maggiordomo ci dice che a pranzo avremo lady Cyndine che ci vuole parlare, arrivata l’ora di pranzo, arriva e ci sediamo a tavola, dove ci inizia a spiegare che dopodomani Dubrì si troverà da solo al castello e che quello sarà il momento buono per colpire lui e le sue fedelissime guardi; inoltre ci chiede se abbiamo bisogno di armi o di oggetti, ognuno di noi trasmette la propie richieste io chiedo frecce particolari, e veleni.

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La carrozza più pazza del mondo
Gabil Kron de Khun-Khuzd

Celyn ci ha comprato una carrozza e dato del cibo. Non so quanto sia influente, ma non hanno ucciso i suoi servitori nella città sulla scala. Il cocchiere è giovane, per giunta impaurito. Il drow non ha perso tempo e l’ha fatto spaventare. Ci ha fatto quasi rimettere l’osso del collo.

Abbiamo raggiunto la carrozza di Celyn, rimango sempre più convinto che ci sia qualcosa che non vada. Non si è fatta più vedere. I suoi servitori dicono che si rifiuta di incontrarci, è stanca dal viaggio.

Questa mattina ho sfidato una delle guardie, un certo Reielm. Non male come guerriero, ma se sono tutti così non ci daranno troppi fastidi nel caso di schermaglie. Sembra comunque un uomo d’onore, mi sta simpatico. Ho chiesto a quel kos dekhel di spiare nella carrozza, non vi è riuscito.
Ci siamo messi nuovamente in cammino, ho cercato magia nella carrozza della donna, ci sono due aure magiche, incantamento ed evocazione. La donna si rifiuta di parlarci anche se abbiamo chiesto udienza per avere qualche chiarimento.

Siamo arrivati nella casa che ci ha predisposto l’umana, ci sono dei servi e birra. Che siano ringraziati tutti i vaurmornlos, birra. Dobbiamo aspettare in casa, non possiamo uscire o salterà l’accordo. Siamo chiusi in una gabbia dorata.
L’elfo brutto, quello PIU’ brutto dei due, è uscito dalla carrozza prima di arrivare nei quartieri nobili, e’ andato a parlare con i suoi “amici”, meglio capire con chi abbiamo a che fare.

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Addio mia bella fattoria
Gabil Kron de Khun-Khuzd

L’elfo e l’umano sono tornati in città sperando di riuscire ad entrare. Speriamo riescano, almeno questa volta, a trovare questo “gancio”. Gli brauzag della fattoria hanno provato ad attaccarci. Qualcuno è morto, peccato.

Dei tizi, in piena notte, hanno contattato la fata. Da quel che ho capito sono degli “ammiratori”, o almeno così li hanno definiti. Per me sono esaltati, fanatici di una missione che ha altro a che vedere con i loro beceri scopi.

Quella barathaz der drakh ha sterminato quei poveretti…senza motivo. Abbiamo dovuto simulare un furto e incendiato la casa, sperando che basti a coprire le nostre tracce.

Siamo arrivati alla Scala dei Giganti, il posto è molto suggestivo…peccato i cadaveri nella fossa davanti la città. Anche questo posto non è amichevole. Speriamo arrivi Dubries e che sia ragionevole.

Dubries non si è presentato, in compenso è arrivata questa “Celyn”, una dug brizag. Non mi piace, ha qualcosa in mente. Dice che ha intercettato la nostra lettera prima che arrivasse a Dubries, che se l’avesse letta lui ci avrebbe ucciso orribilmente con il suo esercito. Ci farà entrare in città, dice di avere il nostro stesso obiettivo, per il “bene della gente”. Accetteremo l’offerta, ma non mi fido.

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La segretissima Gilda dei ladri
ma anche no

Finalmente l’alba giunge, ci avviciniamo alla corrotta guardia, e gli porgo il dazio anche per il compagno druido, lui ci fa cenno di seguirlo andiamo sul retro ed entriamo con lui all’interno della città, l’unica raccomandazione che ci fa è quella di stare lontano dei carri e che se volessimo delle informazioni di dirigeci alla taverna della botte piena. La città è un po’ diversa da come me la ricordavo in giro a parte le guardie non c’è nessuno, strana come cosa.
Decididiamo di incamminarci verso la taverna che troviamo chiusa ma in un battibaleno forzo la serratura, all’interno non c’è nessuno allora decidiamo di perlustrarla al volo, io dietro il bancone trovo una botole segreta dove all’interno ci sono delle bevande ed un sacchetto d’oro, decido di prendere l’oro chudo la botola ed usciamo rimettendo tutto apposto.
Facendo 2 passi giungiamo in una piazza dove notiamo molta gente che si accalca per prendere il cibo lanciato dalle guardie che a loro volta lo raccolgono dai carri che avevamo visto in precedenza.
Il druido prova ad avvicinarsi ad una persona per chiedere info ma, questa lo guardo con ambiguo sospetto ed accellera il passo andandosene. Attendiamo un po’ di tempo e ciò ridirigiamo alla taverna che finalmente sta aprendo. Io entro da solo e come si usa in questi casi chiedo direttamente se conoscevano Chielvarin mio compare di scorribande in tempi passati. L’oste stranamente mi consiglia di essere più discreto nel proferire con tanta poca prudenza quelle parole ed intanto mi raggiunge anche Racael e l’oste va in cucina a prendere del buon cibo. Quando torna l’oste si siede con noi ed iniziamo una allegra chiacchierata che viene interrotta da 2 loschi figuri, un ragazzetto di una 20ina di anni ed un uomo di 30 di nome Wofang. Dicono che se voglio incontrare chi dico di voler incontrare devo segurli da solo, accetto e con dei segnali pressochè invisibili faccio cenno al druido di seguirmi da lontano. Mentre ci incamminiamo i 2 mi prendono sottoil braccio chiedo di lasciarmi ma loro non lo fanno ed allora per ricambiare il gesto cerco di fare un altro giro delle mie braccia con le loro. Dopo un po’ giungiamo al vico delle violette, i 2 fanno una bussata incodice ed entriamo in uno stanzone arredato. Da lontano scorgo Chielvarin, è cambiato poco da come lo ricordavo alto carismatico sopracciglia folte e dei bai baffi. Ci salutiamo modo nostro, e mi presenta la gente che è li con lui Tanirest di Fuori, un uomo nero basso rozzo, Neitit una ragazza e Param un giovine con un mandolino ed un flauto poi rivedo 2 vecchieconoscenze, il mio caro amico elfo Lauratelim Lorimlan ed infine lo zoppo. Dopo un po di convenevoli chiedo di far entrare il Druido e che di lui ci si puo fidare, svelo che lui fa parte degli emissaari del drago primevo e che mi sono unito al gruppo per salvare la terra dalla fine. Dopo un po di spiegazioni parole d’onore e tanto oro

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Anche Arin l'avemo sfonnato!
come uccidere l'ultimo avatar senza morire

Nonostante fossimo arrivati al cospetto dell’avatar di Arin lo scontro proseguiva con quest’ultimo a dirigere il gioco. I suoi dardi divini continuano a colpirci in rapida successione me, Noxus e Rakael…Tuttavia qualcosa iniziava a cambiare: le frecce di Delezar incantate col potere del fulmine e le tigri evocate da Racael (il quale era riuscito a restare concentrato, seppur trafitto da una delle freccie divine di Arin), spingono l’Avatar ad alzarsi in volo copiosamente ferito. D’arcy prima e Delezar poi con dei potenti colpi fanno volare via l’elmo della creatura, ma una mutazione inaspettata si manifestò ai nostri occhi. L’avatar si dissolse in una vera e propria esplosione solare, ricompattandosi in una sferica di una luce abbagliante mitigata da una serie di placche dorate sulla sua superfice. La sfera luminosa aveva oltre alle calotte superiori ed inferiori, tre file di tre placche ciascuna: accanto alla sfera resta fluttuante il potente arco apparentemente inerme. Alazon Delezar, Noxus e K’tot restano accecati dal bagliore della sfera. La prima fila di placche inizia a girare. Il combattimento imperversa: un colpo di Noxus distrugge una placca delle tre centrali. Quella che sembrava una sfera fin troppo inerte lasciava partire cinque dardi dalle 5 placche rimaste ancora integre delle due fasce inferiori che colpiscono Racael, Noxus, Delezar e K’tot. Dopo questo attacco la prima fascia emanava una luce intesa ancor di più della sfera stessa. Dopo i colpi andati a segno di D’arcy e K’tot ed una freccia di delezar una placca. Ma ora era la seconda fascia di placche ad iniziare a roteare: di lì a breve sarebbero partiti 2 dardi che tuttavia si sarebbero infranti sul suolo. I fulmini in rapida successione di D’arcy e Racael spaccano un’altra placca e Noxus dal basso riesce ad infrangere la calotta inferiore…ma il peggio doveva ancora arrivare…la terza fascia si illuminò e partì un’esplosione solare per centinaia di metri: i danni furono ingenti! Il mondo pareva essersi ferma: gli emissari del drago primevo continuavano a colpire la sfera rompendo una ad una altre placche: Alazon e Delezar seppur accecati si affidavano al loro istinto elfico per scoccare precise frecce….Noxus dal basso infieriva….Racael e K’tot supportavano il gruppo….D’acry sfoggiava i suoi potenti attacchi magici… l’avatar di Arin ripeteva lo schema precedente di attacco, ma la seconda esplosione solare fu di intensità ben minore della precedente, forse dovuto la fatto che l’intera terza fascia di placche era ormai andata distrutta. La battaglia continuava fra raggi, incantesimi, frecce e cure. Fin quando l’ultima placca ormai rimasta non venne infranta da un dardo incantato di D’arcy: un enorme ondata di energia benevole ci invase, curandoci e ridonandoci la vista (ad eccezione del drow). Ll’arco divino si posò a terra…io intimorito mi avvicino e nel momento in cui lo impugno.sento l’aura divina di Arin che mi invade…e che comunica con me…

Sembrava impossibile…ma gli Avatar son stati tutti sconfitti…ora i loro poteri scorrono in noi…Iskar in K’tot…Ilun in Noxus…Amalur in Racael…e Arin in me…
Dobbiamo riprendere il nostro cammino, questa volta nel vero senso della parola. Raggiungiamo il barbaro che ci attendeva a difesa dei nostri tesori sacri e ci teletrasportiamo…ma di nuovo qualcosa va storto! Ci troviamo in una locanda: mentre Noxus crolla a letto distrutto ed io resto a controllare la situazione, D’arcy e Racael (che sembrano conoscere questo posto) si dirigono dall’oste insieme a K’tot, la quale alla vista di del nano e del suo elmo minaccioso, urla spaventata, ma l’ars oratoria di Racael e D’arcy l’ammaliano a tal punto che mentre loro escono, l’oste resiste senza urlare ai tentativi del nano di sedurla. Il druido e la fatina in giro per la città vengono avvicinati da molti avventori tra cui i membri delle famiglie Salipar e Allister che se li contendono. I due stressati tornano alla locanda dove trovano il nano, scottato dalla delusione amorosa, che aveva accettato di disinfestare una misteriosa cantina di un misterioso vecchietto dai dei misteriosi animali. Mentre D’arcy si faceva il bagno nello champagne, io, K’tot, Racael e Noxus ci dirigiamo alla cantina. Arrivati avanziamo guardinghi e titubanti (COME MAI IN QUESTA AVVANTURA!!!) e con due colpi di spade facciamo fuori ben 12 topi! Intaschiamo 10 monete d’oro! Torniamo alla locanda e dopo aver riposato siam pronti a partire. Troviamo tutto il paese ad attenderci: ora siamo conosciuti come gli eroi sterminatori di topi!
Saldato il conto partiamo alla volta di Criss nella fattoria da noi già visitata. La casa è vuota: la fata resasi invisibile e volata fuori dalla casa, ci riferisce che fuori c’è il padrone di casa con moglie a figlia, ma anche otto guardie. Ma mentre pensiamo al piano…la mano di Noxus…esplode!!!!!!

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Criss è in crisi

Il saggio elfo Delezar si incammina in direzione di Criss. Dopo buffe vicenditudini con un gruppo di poveri accampati nelle campagne arriva a scorgere la capitale di Valle Centro. Intorno alle possenti mura ci sono centinaia e centinaia di persone ammassate e accampate alla buona. Dai diversi tratti somatici Delezar capisce che sono giunti da un pò tutte le Valli. Chiedendo qua e la un pò di informazioni capisce che sono tutti qua per cercare asilo a Criss, l’unica città rimasta indenne ai vari cataclismi (morti che camminano da sud-est, incendi a nord) grazie al Santo Dubrie.
Delezar, scoraggiato dall’enorme massa di gente, desiste nel cercare il suo “gancio” per entrare in città, cosi torna alla fattoria.
Nel frattempo Racael e Alazon si danno da fare per sistemare il terreno rovinato dalla sfera di acido di Darcy.
Il gruppo, riunitosi, decide di teletrasportasi all’imbocco del passaggio per le terre della Corona.
Ad aspettarli, oramai quasi mummificato, c’è il barbaro.
Il nano Knut decide di provare lo scudo , e dopo svariati tentativi, finalmente attiva l’oggetto magico:le palpebre dell’occhio si aprono rivelando una pupilla di drago.
Il nano, ingrandito e pompato più che mai esce nella radura per affrontare l’avatar di Arin. Arriva la prima lancia di luce, si ripara dietro lo scudo ma viene trafitto e impalato a terra. Non va!
Racael allora decide di lanciare un incantesimo che permette di muoversi alla velocità del vento in forma incorporea per provare a raggiungere il nemico.
Grazie alle protezioni del nano e a un pò di fortuna arriviamo dinnanzi all’avar di Iskar: è molto simile al quello di Ilun, ha però un armatura che risplende di intensa luce.
Inizia lo scontro!

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Teleport a caso e barbarie varie

Dal diario di Noxus "Teleport di qua, teleport di là, teleport errato, teleport a caso… Alla fine ci troviamo vicino Criss e io voglio solo portare oblio nelle anime di questi maledetti umani. E invece no, ci troviamo a dover evitare massacri x raggiungere lo scopo comune… Almeno siamo entrati in una fattoria e abbiamo spaventato a morte la famigliola triste e polverizzato un paio di guardie… Mentre la fatina andava in giro, stimolando la gente a darsi fuoco in nome di futili divinità. Vediamo se entro un paio di giorni potrò mandare un altra anima ad Ilun e mangiare qualche cuore ancora pulsante … "

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Come uccidere l'avatar di Amalurra
e sparpagliarsi per le Valli

Il combattimento continua a ritmi vertiginosi. Quando finalmente Delezar e D’arcy riescono ad eliminare gli ultimi due cani rabbiosi, quella che sembrava una vittoria conquistata, si tramuta in un’ulteriore battaglia da affrontare: con un ruggito che sembra far tremare la terra stessa, compare l’avatar di Amalur con le sembianze di un enorme leone crudele! La situazione pare volgere al termine in pochi secondi: Alazon viene stretto fra i denti del leone, rimanendo per un interminabile tempo sospeso fra la vita e la morte, Delezar viene bloccato sotto la potente zampa dell’enorme felino, Noxus, K’tot e D’arcy non sembrano riuscire a liberarsi dall’insidiosi rovi che si ergono animati da potente magia, il druido quasi intorpidito nel trovarsi di fronte la proiezione terrestre di Amalur si limita a curare i compagni in difficoltà. Ma pian piano le cose cambiano. Delezar sottrattosi dalla presa del leone si allontana per poter scagliare frecce con maestria elfica, D’arcy evocata e liberata dal druido riesce finalmente a dar libero sfogo alla sua potenza magica, Noxus con la testardaggine del popolo a cui appartiene ingaggia il leone in un combattimento corpo a corpo: i suoi fendenti vibrano talmente veloci e ravvicinati che sembra che la sua ombra avesse preso forma per combattere al suo fianco! Solo Alazon, sospeso fra le vita e la morte nelle fauci della belva, e K’tot, imprigionato nonostante la sua possanza, in un terreno a lui non congeniale, non riuscivano ad aiutare i propri compagni in battagli. Tuttavia quando la belva inizia a mostrare evidenti ferite nonostante i suoi poteri rigenerativi, e la forza gli stava venendo meno, lasciando cadere perfino Alazon dalla sua bocca, K’tot riesce finalmente a liberarsi e camminando a grandi passi nell’aria sospinto dal potere del druido, si scaglia con tutta la rabbia accumulata sul felino, recidendogli la testa con un sol fendente! Lo scontro è terminato. Dopo aver soccorso i feriti, praticamente riportando Alazon nel mondo dei vivi, ormai stremati, decidono di rifugiarsi nella grotta che più di una volta aveva dato loro sicuro riparo, ma non prima che il druido indossasse la pesante pelliccia del leone rimasta come unica reliquia del potente avatar. Dopo aver ripreso le forze, con il favore del crepuscolo, il gruppo decide di ripartire, tuttavia qualcosa interferisce col teletrasporto di D’arcy…il gruppo si divide…D’arcy, Alazon e K’tot da una parte…Noxus, Delezar ed il druido da un’altra!

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I cani molesti

Una volta sconfitto il cavaliere della Luna la luce rossa che oscurava tutto sparisce
lasciando spazio alla luna così come la conosciamo, nel frattempo Noxus si avvicina
alle lame del cavaliere si china per raccoglierle e dalle lame partono dei filamenti di
oscurità che si avviluppano alle braccia del drow. Decidiamo di lasciare questo poso
ed iniziamo a camminare fino all'alba, improvvisamente ci troviamo in una foresta ed
in lontananza sentiamo dei cani abbaiare, la fatina prova a teletrasportarci ma senza
successo; il druido decide di trasformarsi in aquila per vederla situazione dall'alto ma
non riesce a prendere molta quota a causa dei rami fittissimi degli alberi, io inizio a
nascondermi e la fata si invisibilizza, arrivano li abbiamo addosso sono come dei
mastini m molto più enormi e inferociti, il primo cane attacca subito Noxus che viene
sbilanciato,la fatina lancia un globo di acido e con precisione millimetrica riesce a
prendere 2 mastini sciogliendoli, e corrodendo anche tutta la alberata intorno a quella
zona. Nel frattempo altri mastini attaccano il doppio della fatina mancandolo,
nuovamente Noxus e me azzannandomi e facendomi cadere io cerco di difendermi
come posso ma a terra la situazione diventa complicata. Il druido decide di tornare
umano ed inizia ad accorgersi che ha delle difficoltà a controllare la sua forma
animale ed in quel momento i rami iniziano ad intrecciarsi ed avvilupparci mentre
una luce verde permea i cani feriti ridandogli vigore. Continuiamo come possiamo ad
attaccare i cani fino a quanto non sentiamo un ruggito tremendo………

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