Le lacrime di Xarma

Tentacoli tentatori
Non bastavano i non morti a palate
Dalle feritoie della torre intravediamo lo schieramento infinito dell’esercito, il cui fronte è capitanato dai due cavalieri e il mago.

Alazon scaglia una freccia contro il mago. L’avanzata dell’armata si arresta.
Il cavaliere dei rovi estrae la spada e la erige come un parafulmini verso il cielo, mentre il mago non-morto al suo fianco evoca un tremendo terremoto che per fortuna non riesce ad abbattere il fortino in cui siamo rifugiati, sebbene il terreno circostante inizi a frantumarsi e crollare.
L’elfo, ormai avatar della divinità della luce, scocca una seconda freccia destinata a generare un’esplosione solare, che però viene deviata dal secondo cavaliere. Quando il bagliore solare si dissipa i cavalieri, seppur fumanti, sono ancora in piedi. Alle loro spalle le prime file dello schieramento sono ridotte in mucchietti di ossa.
Mentre continuiamo ad attaccarli, anche l’altro cavaliere punta la spada verso il cielo, e poco dopo le nuvole iniziano a muoversi generando un mulinello, da cui spuntano alcuni tentacoli giganti che sembrano essere fatti di ghiaccio.
Un tentacolo evoca un fulmine che abbatte la torre, che già faticava a reggere stando sopra un terreno così pericolante.
Il vortice di nuvole nel cielo si dissipa in una forma inquietante, tre buchi nelle nuvole che sembrano una faccia terrificante, al di dietro il nero più assoluto. La incorniciano 9 tentacoli giganteschi e velocissimi, che cercano di afferrarci.
Afferrano K’tot e Delezar….

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Gabil Mazar u Manan Ang
Iskar, Aidolek Eduyam Natukhayam.

???? MAATERA

Siamo circondati. Peggio per loro.
Pinus sembra riuscire a reggere la pressione, i suoi uomini meno.

Queste creature non sono così stupide da voler attraversare la barriera di lame, questo mi darà il tempo di far riprendere la guzm-nalk e il Dizhat-turg.
Stiamo attraversando la gola, la luce sembra riuscire a tenerli lontano. Si vede una torre in lontananza.

A quanto pare la morte di Dubrie ha fatto crollare le protezioni su questo luogo. I suoi uomini sono stati tutti tramutati in non morti. Non piangerò la loro morte, chissà quanta gente avranno bruciato.
Siamo riusciti ad entrare, almeno io e l’umano. La guzm-nalk ci ha detto che si vede un esercito senza fine all’orizzonte e a quanto pare sta venendo di qua. Dobbiamo sbrigarci.

Abbiamo ripulito la torre, c’è un puzzo disgustoso. Credo che abbiamo fatto fuori più di 40 ex cacciatori di streghe, solamente qui dentro.
Io, il Khulm meno brutto e il pellescura siamo usciti sul tetto. E’ pieno di fantasmi, non ce la siamo vista bene…almeno abbiamo visto che l’esercito sta arrivando.

Ci sono 3 cavalieri che guidano l’armata. Uno ha un’armatura con una trama che ricorda dei rovi. Un tizio pallido con gli occhi neri e un’asta che finisce a mezzaluna ed un tizio incappucciato. Ci prepariamo all’assedio. Cercheremo di farne fuori il più possibile. La guzm-nalk ha barricato la porta con della magia.
La Morte ci attende.
Iskar, Aidolek Eduyam Natukhayam.

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Ci illumineremo in un mondo di oscurità

A breve quelle strane creature ci saranno addosso, Ktot appena in tempo riesce ad evocare una barriere di lame, che ci offre un po’ di protezione e tempo per rigenerare un po’ la fatina, intanto il druido crea una pioggia di fuoco sul lato sinistro della gola e così facendo riesce ad uccidere un bel gruppo di creature, io con uno scatto felino riesco a prendere la corona di Arin da Alazon e la alzo sopra la mia testa il bagliore di luce che emette inizia a bruciare le creature li accanto ed improvvisamente il nemico inizia a ritirarsi negli anfratti della gola. Vista la reazione del nemico Ktot evoca una sfera di luce e la posiziona sulla punta della sua spada, dismette la barriera di lame ed iniziamo ad incamminarci cercando di non uscire mai dalla luce anche Pinus con suoi guerrieri, anche se impauriti ci seguono, la strategia funziona le creature si tengono a debita distanza dalla luce, dopo aver camminato qualche ora finalmente in lontananza vediamo la torre ma c’è qualcosa che non va, dinanzi ad essa ci sono molti soldati in fila immobili ed i loro occhi sono completamente bianchi, io senza pensarci 2 volte estraggo una freccia ed abbatto uno di questi cavalieri, improvvisamente dalla torre parte una pioggia di frecce molte riusciamo a schivare anche grazie a Ktot e al Drow che mi fanno un po’ da scudi umani, come se già questo non bastasse, i cavalieri avanzano verso di noi e sopra le nostre teste notiamo un gruppo di banshee che vola appena oltre la luce sacra, io nel frattempo abbatto un altro guerriero ed anche Darcy, che nel frattempo si è rinvigorita e sdoppiata, ne abbate un po’ facendo partire una palla di fulmini. Ormai i cavalieri ci sono addosso in prima linea Rakael e Ktot li combattono a testa alta mentre una seconda pioggia di frecce parte questa volta facendo fuori alcuni cavalieri di Pinus

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Verso Valle Arcana...

31 MAATERA

Il capitano Pinus è a capo della spezione verso Valle Arcana.
Oltre noi ci sono una decina di guardie e cavalli sellati per tutti. Ogni cavallo è attrezzato con bisacce con all’interno razioni, olio e lanterna.
Pinus porta con se anche una tenda da campo.
Procediamo lungo una strada che segue il corso di un fiume in direzione di Cambry (Vedi mappa) per proseguire poi a sud fino all’incrocio con la Grande Ronda da dove parte il piccolo passo per Valle Arcana.
Il viaggio procede tranquillo con qualche sosta nelle locande.
Procediamo cosi per altri tre giorni fino a giungere, il 4 di Ibiliskar, a Cambry.
Il druido segue il consiglio del paranoico capitano Pinus e rimane in tenda a riposare, mentre guardie e i restanti emissari fannoa far baldoria in città.
Cambry è una piccola città fortificata . Gli emissari entrarno senza problemi e si ficcano in una locanda.
Scambiano quanche parola con dei mercenari di Valle Fonda che non esitano a mollare un paio di schiaffi portafortuna agli elfi. Ascoltano qualche strampalata storia di non-morti dagli occhi blu e se ne vanno.
Il giorno seguente proseguiamo verso sud fino a raggiungere la grande ronda. La Grande Ronda, la strada che circonda tutta Valle Centro, un tempo era pattugliata da due soldati ogni 50 km. Ora le guardie si limitano a stanziare nei passi principali (c’è crisi…).
Proseguiamo verso Sud-Sud est lungo una stradina che conduce al passo.

Viaggio_verso_valle_Arcana.jpg

C’e’ una transizione improvvisa: il cielo improvvisamente si ricopre di nuvole e cala una nebbiolina.
Dopo poco, dalla nebbia, arriva un urlo (magico) che indebolisce molti di noi. Darcy è senza forze, i cavalli si accasciano al suolo.
Dinnanzi a noi c’è una gola e a malapena riusciamo a scorgere delle strane creature umanoidi che camminano sulle pareti di roccia. Sono tantissime!
Ci disponiamo a cerchio, Alazon usa l’Arco di Arin e fa partire raggi di luce che colpiscono quanche creature inchiodandola al terreno.
Il druido si trasforma in un enorme Orso.
Delezar scaglia una pioggia di frecce elettriche che abbattono molte creature.
Gli altri attendono pronti per lo scontro.
Hype…

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I nuovi Cavalieri di Criss

28 di Maatera
Selimur passa a chiamare Racael riferendogli che lady Cyndine ha accettato di vederci. Ci rechiamo lì ma l’incontro risulta alquanto infruttuoso. La Lady vestita a lutto accompagnata da 2 damigelle è sulla difensiva e ancora sconvolta dalla morte di Dubris…non riusciamo ad ottenere informazioni utili, tranne che convincerci definitivamente che il nostro incarico non era partito da lei. Nel frattempo, notiamo una nuova mania compulsiva di Delezar mostrare a tutti i la sua bussola, chiedendo a tutti di prenderla in mano…(non pensate male). Dopo che Racael aveva mostrato alla Lady una susina ed un kiwi quest’ultima se ne va indignata minacciandoci di metterci al rogo per stregoneira. La giornata passa tranquilla.

29 Maatera
il re ci convoca (questa volta attorniato da guardie per comunicarci che non giungono più notizie da un forte al limite di Valle Arcana: noi diremo che ce ne occuperemo dopo il consiglio in cambio di un passaggio (5 giorni di viaggio).

30 di Maatera
il giorno del consiglio: la sala del consiglio si mostra a noi come un’arena ed al centro due schieramenti di banchi contrapposti pieni di nobili (vestiti uguali ma con un particolare di un colore diverso che richiama l’appartenenza ad un gruppo) al cui centro si trova il re equidistate da entrambe le fazioni. Dopo una serie di soporiferi ‘ordini del giorno’ (vedi verbale assemblea) si passa a discutere dalle proposte lasciate in eredità da Dubris: se il dibattito lasciava presagire un risultato incerto (oltre 4 ore di animata discussione), le votazioni sono andate pesantemente contro gli emendamenti lasciati dal Santo… ciò sottolineva come ci fossero dei chiari falchi nello schieramento a favore di Dubris: tutte le leggi a favore del popolo sono state bocciate! L’ ultimo atto inerente alla concessione dell’uso della magia è stato quello di accettarlo, ma di discuterne alla prossima assemblea. Ed infine….squillino le trombe: Racael, Delezar Noxus e Alazon vengono nominati cavalieri di Criss e di valle centro. I quali subito dopo il consiglio si recano ad iscriversi all’albo, riscuotere il vitalizio di 100 m.o. e scoprire di essere stati nominati capitani di un piccolo contigente!

31 di Maatera
La mattina dopo il malfidatissimo capitano Pinus ci viene a chiamare con 10 uomini…

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Il terrore di Dubries
Non ci ha dato nemmeno la soddifazione di schiantarlo

…veniamo condotti in una piccola cappella in cui troviamo Dubries in ginocchio sull’altare. Dietro a lui otto cavalieri anch’essi ginuflessi in preghiera.

Li ingaggiamo usando il vero nome del paladino “EBAZIAN!”. Qualcosa in lui lo scuote tantissimo, sembra terrorizzato dal risveglio della magia nella sua anima, e scappa nascondendosi dietro al grande simbolo sacro di Arin, oltre l’altare.

I cavalieri non si fanno invece prendere né alla sprovvista, né dallo sconforto di vedere il loro comandante scappare a gambe levate: si girano decisi verso di noi e combattono all’ultimo sangue per proteggerlo. Quando quasi hanno la meglio su di noi Racael decide di raggiungere Dubries e affrontarlo direttamente con la Laban.

Dubries, ancora più impaurito, invoca Arin disperatamente; subito dopo fra lui e il druido si forma un muro di luce prismatica, che però non scoraggia il nostro compagno: si lancia attraverso sempre con la lama maledetta sguainata.

Il muro prismatico, al contatto con la Laban, viene disincantato. Il paladino, in preda ad un terrore inarrestabile, per sfuggire al suo destino si scaglia contro la vetrata, che cede sotto al suo peso, facendolo precipitare per svariati metri di altezza.

Mentre ancora nella cappella lo scontro continua, e finalmente riusciamo a vedere qualche spiraglio di vittoria, dal corpo esanime di dubris inizia ad esalare una luce dorata, che si sofferma nella forma di un triangolo. Racael è troppo in alto per lanciarsi, ed ancora gli incantesimi non hanno effetto, per cui decide di lanciare direttamente la Laban dalla vetrata infranta per fare in modo che, attraversando il triangolo di luce, questo venga assorbito.

Come previsto infatti il pugnale assorbe la luce e si conficca in terra. In questo momento sentiamo che la magia è tornata ad infondere le nostre essenze. Finalmente riesco ad alzarmi in volo, quando ormai tutti i cavalieri sono morti, ed andare a recuperare la Laban sotto indicazione di Racael.

Insieme alla Laban teletrasporto nella cappella anche il corpo di Dubries e la sua maschera, che si era staccata durante il volo, rivelando un volto devastato da morsi che sembrano umani.

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Delezar l'astuto

Finalmente Chielvarin arriva alla gilda ed inizio a raccontargli tutto ciò che ci è accaduto con la lady, finita la mia storia Chielvarin si allontana dicendomi che indagherà subito. Decido di attendere il suo ritorno nella gilda per non destare in giro troppo sospetto, quando rientra mi dice che gli alti ranchi sono un po’ in subbuglio, e che sta succendo qualcosa di strano e che molti soldi stanno girando per loschi affari ed inoltre ha saputo che sicuramente prima del consiglio di fine mese ci sarà un giorno dove Dubrì si troverà da solo all’interno del castello e che se qualcuno volesse fargli qualcosa, sarebbe quello il momento giusto, con sommo rammarico del re. Inoltre mi consiglia di non essere avventanto e di andare via dalla città come egli stesso a breve farà. Infine mi saluta raccomandandomi di non vederci prima di un anno. A questo punto decido di raggiungere i miei compagni, anche sapendo che non sarà di certo un’imprese semplice. Come prima cosa mi dirigo alla taveerna per chiedere informazioni, ma come un pivello Regalo 5 monete d’oro all’oste per un’informazione inutile.
Decido allora di tornare alla gilda dove ora c’è il mio vecchi amico Lauratelim, che mi chiede ancora una volta di portarlo alla terra degli elfi, anche se vorrei davvero tanto questonon è il momento quindi prendo tempo, inoltre vengo a sapere da lui, che il bardo Param questa notte terrà un cncerta nella prima parte alta della città. Lo attendo in gilda con la speranza che passi per raccogliere le sue cose e quando avevo ormai quasi perso le speranze eccolo comparire, gli chiedo di portarmi con lui in cambio lo aiuterò a trasportare le sue cose, Param acconsente subito e ci mettiamo in cammino, superiamo senza difficoltà la prima parte di mura ed arrivamo alla taverna dove si terrà il concerto; gli do una mano a prepare il palco e poi mi metto in sala in disparte, quando vedo un uomo distintamente vestito rubare 2 sacchetti a 2 uomini e poi accomodarsi da solo ad un tavolo, senza perdere tempo mi siedo con lui offrendogli da bere e dicendogli che avevo visto, seduta stante prova a pugnalarmi ma la mia mano è più veloce del suo pugnale, cerco di tranquillizzarlo dicendo che siamo colleghi e che voglio dopo parlare, lui acconsene ma solo dopo il conerto. Appena il conerto di Parim termina usciamo all’esterno e gli chiedo un metodo per entrare nella parte più alta della città dopo un po di contrattazioni decide di aiutarmi per 100 monete d’oro 50 subito e 50 la mattina dopo vicino le mura dove abbiamo appuntamento. A quel punto decido di passare lanotte in taverna, appena sveglio faccio un’abbondante colazione e raggiungo il collega il quale mi dice che si è informato su di me e mi devo ritenere forunato di essere amico di quell’altro. Gli do il resto della ricompesa e lui mi porge un sacchetto condei vestiti da servo ed una cuffia per nascondere le orecchie, mi cambio alla sfelta in taverna e lo raggiungo nuovamente, mi porta su di una stradina secondaria, percorriamo un po’ di strada fino a quando non raggiungiamo una picca porta dove il collega bussa e dice che sono il nuovo aiutante di casa beyntor, passando alla guardia un sacchetto tintinnante. Passiamo la porta senza problemi e finalmente mi ritrovo nella parte nobile dellacittà,inizio a scrutare le varie ville cercando la carrozza che ci ha condotto qui, prestando attenzione a non farci scoprire dalle guardie fino a che non en vedo una che sembra essere lei; mi avvicino alla villa busso al campenello e viene fuori un maggiordomo, a quel punto gli chiedo se li vi erano delle persone ma lui dice che la casa è disabitata, mi allontano e dopo qualche minuti mi raggiunge chiedendomi quante monete d’oro avessimo pagato per l’ultima missione, a quel punto capisco do la mia risposta, ed il maggiordomo mi chiede di attenderlo in posto a mia scelt dove mi verrà a chiamare nel caso in cui lady Cyndine acconsentirà di farmi entrare nella villa. Gli dico di venire fuori la taverna appena saprà qualcosa. Intanto perdo mezza giornata facendo cose a caso per non dare nell’occhio, alla sera mi avvio in taverna ma non entro essendo una taverna per ricchi io dare troppo nell’occhie e per fortuna il maggiordomo arriva quasi subito chiedendomi di seguirlo. Finalmente entro invilla e raggiungo i miei compagni, ai quali racconto tutto quello che ho saputo. La mattina seguente il maggiordomo ci dice che a pranzo avremo lady Cyndine che ci vuole parlare, arrivata l’ora di pranzo, arriva e ci sediamo a tavola, dove ci inizia a spiegare che dopodomani Dubrì si troverà da solo al castello e che quello sarà il momento buono per colpire lui e le sue fedelissime guardi; inoltre ci chiede se abbiamo bisogno di armi o di oggetti, ognuno di noi trasmette la propie richieste io chiedo frecce particolari, e veleni.

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La carrozza più pazza del mondo
Gabil Kron de Khun-Khuzd

Celyn ci ha comprato una carrozza e dato del cibo. Non so quanto sia influente, ma non hanno ucciso i suoi servitori nella città sulla scala. Il cocchiere è giovane, per giunta impaurito. Il drow non ha perso tempo e l’ha fatto spaventare. Ci ha fatto quasi rimettere l’osso del collo.

Abbiamo raggiunto la carrozza di Celyn, rimango sempre più convinto che ci sia qualcosa che non vada. Non si è fatta più vedere. I suoi servitori dicono che si rifiuta di incontrarci, è stanca dal viaggio.

Questa mattina ho sfidato una delle guardie, un certo Reielm. Non male come guerriero, ma se sono tutti così non ci daranno troppi fastidi nel caso di schermaglie. Sembra comunque un uomo d’onore, mi sta simpatico. Ho chiesto a quel kos dekhel di spiare nella carrozza, non vi è riuscito.
Ci siamo messi nuovamente in cammino, ho cercato magia nella carrozza della donna, ci sono due aure magiche, incantamento ed evocazione. La donna si rifiuta di parlarci anche se abbiamo chiesto udienza per avere qualche chiarimento.

Siamo arrivati nella casa che ci ha predisposto l’umana, ci sono dei servi e birra. Che siano ringraziati tutti i vaurmornlos, birra. Dobbiamo aspettare in casa, non possiamo uscire o salterà l’accordo. Siamo chiusi in una gabbia dorata.
L’elfo brutto, quello PIU’ brutto dei due, è uscito dalla carrozza prima di arrivare nei quartieri nobili, e’ andato a parlare con i suoi “amici”, meglio capire con chi abbiamo a che fare.

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Addio mia bella fattoria
Gabil Kron de Khun-Khuzd

L’elfo e l’umano sono tornati in città sperando di riuscire ad entrare. Speriamo riescano, almeno questa volta, a trovare questo “gancio”. Gli brauzag della fattoria hanno provato ad attaccarci. Qualcuno è morto, peccato.

Dei tizi, in piena notte, hanno contattato la fata. Da quel che ho capito sono degli “ammiratori”, o almeno così li hanno definiti. Per me sono esaltati, fanatici di una missione che ha altro a che vedere con i loro beceri scopi.

Quella barathaz der drakh ha sterminato quei poveretti…senza motivo. Abbiamo dovuto simulare un furto e incendiato la casa, sperando che basti a coprire le nostre tracce.

Siamo arrivati alla Scala dei Giganti, il posto è molto suggestivo…peccato i cadaveri nella fossa davanti la città. Anche questo posto non è amichevole. Speriamo arrivi Dubries e che sia ragionevole.

Dubries non si è presentato, in compenso è arrivata questa “Celyn”, una dug brizag. Non mi piace, ha qualcosa in mente. Dice che ha intercettato la nostra lettera prima che arrivasse a Dubries, che se l’avesse letta lui ci avrebbe ucciso orribilmente con il suo esercito. Ci farà entrare in città, dice di avere il nostro stesso obiettivo, per il “bene della gente”. Accetteremo l’offerta, ma non mi fido.

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La segretissima Gilda dei ladri
ma anche no

Finalmente l’alba giunge, ci avviciniamo alla corrotta guardia, e gli porgo il dazio anche per il compagno druido, lui ci fa cenno di seguirlo andiamo sul retro ed entriamo con lui all’interno della città, l’unica raccomandazione che ci fa è quella di stare lontano dei carri e che se volessimo delle informazioni di dirigeci alla taverna della botte piena. La città è un po’ diversa da come me la ricordavo in giro a parte le guardie non c’è nessuno, strana come cosa.
Decididiamo di incamminarci verso la taverna che troviamo chiusa ma in un battibaleno forzo la serratura, all’interno non c’è nessuno allora decidiamo di perlustrarla al volo, io dietro il bancone trovo una botole segreta dove all’interno ci sono delle bevande ed un sacchetto d’oro, decido di prendere l’oro chudo la botola ed usciamo rimettendo tutto apposto.
Facendo 2 passi giungiamo in una piazza dove notiamo molta gente che si accalca per prendere il cibo lanciato dalle guardie che a loro volta lo raccolgono dai carri che avevamo visto in precedenza.
Il druido prova ad avvicinarsi ad una persona per chiedere info ma, questa lo guardo con ambiguo sospetto ed accellera il passo andandosene. Attendiamo un po’ di tempo e ciò ridirigiamo alla taverna che finalmente sta aprendo. Io entro da solo e come si usa in questi casi chiedo direttamente se conoscevano Chielvarin mio compare di scorribande in tempi passati. L’oste stranamente mi consiglia di essere più discreto nel proferire con tanta poca prudenza quelle parole ed intanto mi raggiunge anche Racael e l’oste va in cucina a prendere del buon cibo. Quando torna l’oste si siede con noi ed iniziamo una allegra chiacchierata che viene interrotta da 2 loschi figuri, un ragazzetto di una 20ina di anni ed un uomo di 30 di nome Wofang. Dicono che se voglio incontrare chi dico di voler incontrare devo segurli da solo, accetto e con dei segnali pressochè invisibili faccio cenno al druido di seguirmi da lontano. Mentre ci incamminiamo i 2 mi prendono sottoil braccio chiedo di lasciarmi ma loro non lo fanno ed allora per ricambiare il gesto cerco di fare un altro giro delle mie braccia con le loro. Dopo un po’ giungiamo al vico delle violette, i 2 fanno una bussata incodice ed entriamo in uno stanzone arredato. Da lontano scorgo Chielvarin, è cambiato poco da come lo ricordavo alto carismatico sopracciglia folte e dei bai baffi. Ci salutiamo modo nostro, e mi presenta la gente che è li con lui Tanirest di Fuori, un uomo nero basso rozzo, Neitit una ragazza e Param un giovine con un mandolino ed un flauto poi rivedo 2 vecchieconoscenze, il mio caro amico elfo Lauratelim Lorimlan ed infine lo zoppo. Dopo un po di convenevoli chiedo di far entrare il Druido e che di lui ci si puo fidare, svelo che lui fa parte degli emissaari del drago primevo e che mi sono unito al gruppo per salvare la terra dalla fine. Dopo un po di spiegazioni parole d’onore e tanto oro

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