Le lacrime di Xarma

La rivolta

23 Ibiliskar, notte fonda

Dal diario di Noxus

Io e Delezar ci dirigiamo verso la gilda dei ladri, per riposare. Mentre ci perdiamo nella città vuota e silenziosa, la notte viene animata dalle urla di una donna e il pianto di un bambino, ma noi proseguiamo. Una volta alle porte della città le guardie ci intimano di fermarci perchè ci devono portare dal Re. Provo a far capire che ci andiamo da soli, ma voglino comunque arrestarci.
Non possono dire a me cosa fare e cosa non fare, metto l’elmo e quasi tutti i soldati scappano, tranne uno che prova a colpirmi, ma riesco ad avvizzire il suo inutile corpo e lo mando ad abbracciare Ilun. Decidiamo di tornare al lazzaretto. Sembra che il Racael stia male, alchè Delezar tira furoi una delle pozioni di Vanadi, che sembra avere effetti positivi.
Suonano le campane del palazzo, anche il driudo si sveglia, decidiamo di andare a vedere che succede a palazzo. Nel tragitto la fata presta soccorso alla donna col bambino (Salimpur) che prima sentivamo urlare. Noi proseguiamo fino al castello, e anche li ci intimano di lasciare le armi e di consegnarci. Machi sono costoro che continuano a rompere e propormi di portarli al cospetto di Ilun? “siamo noi le armi!”, gli intimo, ma decidono di scagliarci delle frecce e dardi, che il druido riesce a fermare col vento. Racael riesce poi a convincerli di lasciare stare e andare via se vogliono vivere. I soldati scappano e noi entriamo nel portone, un cadavere casca da sopra! Sentiamo rumori di lotta e combattimenti sopra di noi, poi arrivano dei soldati, comandati da un tipo brizzolato che ci dice “Emissari! Siamo con voi! Il Re dice che siete dei traditori, ma sappiamo che non è così”. Procediamo, e mentre altri soldati si uniscono a noi, una dozzina di altri soldati ci sbarrano la strada. Il druido, spazientito, decide di onorare Ilun e frigge i corpi di quei poveretti che hanno provato a sbarrarci la strada. Alcune guardie che si erano unite a noi va via, impaurite dalle nostre magie.
Prendiamo la strada delle scuderie (quelle da cui siamo passati per uccidere Dubrì), e nel tragitto incontriamo Pappagorgia, che comincia uno sproloquio inutile sul Re e il notro tradimento “Avete scatenato una guerra civile!”. Prima che potessi scagliare la mia rabbia, Racael lo soffoca!. Si sentono le campane che suonano a morto!
Dal nulla si sentono dei rumori forti al piano inferiore, dopo un po’, il pavimento si frantuma e una grande mano metallica afferra Racael e lo trascina giù! È un’enorme armatura metallica, alta circa 3 metri, che lo sta afferrando per i piedi e lo sta scagliando al pavimento!

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Dal tramonto all'alba

22 IBILISKAR

Dopo le nostre dimostrazioni didattiche, finalmente i mercenari hanno compreso che per abbattere gli zombie bisogna colpirli alla testa.

Racael si trasforma in orso, si ricopre di fiamme magiche e carica un fianco dell’orda zombie. Abbatte gli zombie con estrema facilità, ma poco dopo è costretto a ripararsi dietro le file delle guardie perché il suo corpo è ricoperto di dolorosi graffi e morsi che gli impediscono di combattere oltre.

Alazon e Delezar dalla loro posizione scagliano incessabilmente frecce. A fine giornata gli zombie distrutti sono più di 200. A mezzanotte suonano le trombe di ritirata per cavalieri e mercenari, richiamandoli al riposo per riprendere la battaglia il giorno dopo.

Mentre Alazon e Racael scaricano due esplosioni solari tra le file degli zombie e Noxus evoca un paio di muri di lame, i cavalieri si ritirano. Un gruppo di soldati trasporta il cadavere del capitano all’interno delle mura. Durante la preparazione della salma però, improvvisamente, questo si sveglia trasformato in zombie. Alazon prontamente gli conficca un dardo in testa e mette definitivamente a riposo il corpo del capitano.

23 IBILISKAR

Intanto si sente l’allarme dato dalle trombe e le guardie ci comunicano disperate che fuori dalle mura i loro compagni morti in battaglia si rialzano unendosi all’orda di non morti.

Delezar preoccupato si informa se siano stati portati cadaveri all’interno: gli viene riferito che nel cimitero è stato creato un montarozzo di soldati defunti. Così si reca sul posto e lanciandosi sul montarozzo si fa saltare in aria: i brandelli dei corpi vengono sparpagliati ovunque, risolvendo il problema una volta per tutte.

Alazon accompagna in ospedale Racael, che viene accudito e riesce ad addormentarsi, ma dopo qualche ora si sveglia di soprassalto per via del morso di uno zombie, probabilmente un altro ferito che è deceduto durante la notte. Alazon, che era rimasto a vegliare sull’amico, abbatte lo zombie ma i due sono molto preoccupati per la ferita del druido…

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MA K’TOT DOVE’È?

22 IBILISKAR

La battaglia fuori dalle mura della città imperversava. Clangori e urla riecheggiavano nel cielo…difficile riportare una cronaca degli eventi.
Ad u tratto tuttavia l’attenzione degli emissari del drago viene attirata da un gruppo dei mercenari dell’ascia (circa un centinaio) che erano rimasti accerchiati dai non morti. Questi ultimi nonostante cadessero sotto i loro colpi, continuavano a rialzarsi in quanto nell’esercito amico la notizia di colpire alla testa o bruciare i nemici non si era ancora diffusa. Alazon e Delezar iniziano a scagliare grappoli di frecce nell’intorno dei mercenari, cercando di favorire la creazione di un varco verso le retrovie, ma solo grazie all’evocazione di un muro di fiamme del druido, i mercenari avendo finalmente coperte le spalle da un lato, sembrano riuscire ad avanzare verso le retrovie, ma non senza perdite…
Neanche il tempo per esultare della seppur misera vittoria con Delezar che per infondere coraggio levava al cielo la corona di Arin, e son i soldati di Kris a necessitare di supporto. Guidati dal loro illuminato capitano, sfruttando il corridoio sacro creato dal nano, cercano di avanzare ad incudine per ‘pulire’ le mura dai nonmorti e permettere al nano di allargare il corridoio all’uscita della città. Con l’aiuto delle frecce di Arin degli elfi e delle fiamme di Ilun dell’elfo oscuro, lentamente l’incudine avanza, nonostante il rianimarsi di alcuni nemici alle spalle che rallentano l’andatura. Dall’alto delle mura si ha la percezione che fra l’esercito dei mercenari inizi a diffondersi la voce di colpire alla testa i nemici.
Nel frattempo la fatina dopo un tentativo, infruttuoso, di chiedere aiuto al maestro, perlustra la città alla ricerca di una eventuale presenza di non morti.
Ma la vera domanda che gli eroi si pongono durante l’assedio della città da parte dei non mort: MA K’TOT DOVE’È?

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Un aiuto inaspettato

20 di Ibiliskar
Mattina

Siamo a Criss, ci teletrasportiamo nella solita taverna. Andiamo a l castello per parlare con Pappagorgia, nel cammino ci imbattiamo in diversi mendicanti che frugano nei rifiuti e che chiedono l’elemosina. il druido comincia a distribuire frutta dal suo sacchettino magico, facendo accalcare le persone come piccioni. il Drow li spaventa e tutti scappano calpestandosi a vicenda. Molte persone sono state anche ferite dai soldati e vengono curati magicamente. Andiamo a parlare al Capitano Murillo, il quale ci informa che stanno arrivando circa 7.000 soldati da Valle Forgia con il vessillo di Re Leister (lo zio del Re), in meno di un giorno. Andiamo a colloquio con Papagorgia (bla bla bla) e poi ci porta alla sala del trono, dove troviamo Re Leister e la Regina Madre accanto. il Re si lamenta della dipartita diplomatica (bla bla bla) e soprattutto di non far uscire o entrare nessuno in città.
Mentre ci allontaniamo, la fata prova a diventare invisibile, e in quell’istante scattano le campane magiche che risuonano in tutto il castello. quindi capiamo che si attivano quando viene usata la magia, avvertiamo subito Pappagorgia.
Riposo e bagnetto caldo

21 di Ibiliskar
una volta sveglia, la fatina va in giro e sente un forte vociare, è il popolo che chiama gli emissari in cerca di cibo. vola verso le mura e guardando fuori, oltre alla marea di zombie, nota due schieramenti di soldati, uno a nord ovest, è un piccolo accampamento con tendi e pochi fumi, saranno circa un migliaio di soldati, forse mercenari. Mentre a nor est, un altro accampamento enorme, forse è quello da 7.000 soldati di cui ci accennava Murillo. poi, parla con il capitano Selliter e fa ordinare ai soldati di non spaventarsi per la magia. cominciano a piovere palle d’acido e di fuoco e altre magie che devastano i corpi dei non morti.
Intanto il druido esce, si organizza con le guardie e distribuisce frutta al popolo per tutto il giorno, grazie al suo sacchetto magico.

22 di Ibiliskar
anche oggi il druido distribisce frutta, ma un drappello di soldati ci chiede di seguirli in battaglia, uccidere i non morti e aiutare far entrare le truppe allesterno che stanno combattendo i non-morti. Ovviamente contravveniamo alla richiesta del re e andiamo a fare strage di zombie.
i soldati sono infervorati dal nostro arrivo e dalla potenza con cui scagliamo le notre magie!
da lontano riusciamo a scorgere tre diversi vessilli delle truppe:

Vessillo Rosso, con due lucertole verticali – sono dei cavalieri corazzati
Vessillo Nero, con un gufo dorato in picchiata – sono dei soldati con le asce
Vessillo con un albero con un solo frutto – sno arcieri e balestrieri

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L'ira di Noxus

Notte fra i 18 ed il 19 di Ibiliskar:

il druido e la fatina continuano ad intimidire il duca Hamilcar e sua moglie prigionieri nella loro stessa stanza. Gli emissari per dar forza ulteriore alla loro minaccia fanno sfoggio di magie intimidatorie. Il duca in preda ad una crisi di terrore, che lascia tangibili tracce sui suoi pantaloni, promette di esaudire ogni richiesta: l’indomani mattina soldati e scorte di cibo per Kris saranno pronte. Racael e D’arcy volano via con un sentimenti contrastanti: soddisfazione mista a dubbi. Di notte, mentre dormiamo, durante il turno di guardia di Racael fa irruzione in taverna un cacciatore di streghe di Dubri accompagnato da 10 soldati con lo scopo di arrestarci. La reazione è immediata: il drudo trasforma tutti gli armamenti dei malcapitati in legno nel tentativo di renderli semplicemente inoffensivi, ma il Drow colmo degli insegnamenti di Ilun, lancia un terribile incantesimo che prosciuga la vita ai soldati, lasciando solo cadaveri rinsecchiti e ghiacciati, compreso quello dell’incolpevole oste. Dopo attimi di perplessità e di discussione fra noi, il druido ed il drow si occupano di occultare i cadaveri e riportano in vita l’oste che fugge non appena aver ripreso i sensi. Taircon risvegliatosi dopo una pesante sbronza resta ben poco compiaciuto del nostro operato. Ci intima subito di tornare a Kris e consegnarci al re, ma noi ribattiamo che abbiamo agito per legittima difesa e che vogliamo che sia il duca sia accusato di tradimento nei confronti del re. Alla fine decidiamo di recarci al castello, ma troviamo guardia armate ad attenderci. Taircon, seppur combattuto, onde evitare inutili ed ulteriori spargimenti di sangue fra i soldati di Punta dell’Aquila, ordina ai soldati di lasciarci andare con la promessa che saremmo tornati a Kris. Tuttavia nonostante i ripetuti tentativi della fata di tele trasportaci non ci riesce, quindi mentre noi aspettiamo il suo ritorno nella taverna del vitigno maturo, il druido trasformato in aquila vola verso Kris per ottenere un editto che affermi il tradimento del duca Hamilcar. Dopo ave sorvolato solo desolazione e morte, Racael giunge a Kris dove regna grande agitazione, poiché è riecheggiato all’interno del palazzo il suono di alcune campane (non presenti nel palazzo). Nonostante il gran trambusto, Racael riesce a conferire con il nobile Pappagorgia Guccini, il quale si mostra contrariato al racconto del druido, sostenendo che sarebbero bastate alcune monete d’oro per ottenere gli aiuti dal duca ed evitare inutili spargimenti di sangue. Detto ciò intima al druido di tornare a Kris con gli altri emissari per dedicarsi a faccende miliari ritenute più congeniali rispetto alle questioni politiche. Aggiungendo inoltre che ormai circa mille soldati stavano giungendo da Nord-Ovest. Dopo ore di volo Racel si ricongiunge con altri presso la locanda. Dopo il racconto del druido e dopo essere andati a recuperare Taircon che giaceva al vitigno maturo messo ko dall’alcol. Dopo una notte passata senza intoppi ed un sontuoso banchetto degli eroi, ci teletrasportiamo a Kris con Taircon

20 di Ibiliskar

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Qualcuno volò sul Nido delle aquile

Entriamo in una città fatta di vicoli stretti e case affastellate, che però nel complesso risulta armonica. Ci inoltriamo all’interno di questo affascinante dedalo di stradine, e ci stupiamo di trovarle così pulite.
Troviamo ad accoglierci il duca Hamilcar, un grassone stempiato.
Dopo i soliti saluti convenevoli, il capitano Taircon avanza ufficialmente le richieste di Criss: uomini per liberare la città dall’assedio dei vaganti e cibo per sfamare la popolazione al suo interno.
Il Duca, scettico, chiede da chi fosse impartito l’ordine visto che il Re Leister è morto assassinato.
Quando scopre che il nipote del re defunto è l’attuale re accenna un sorriso e si congeda nonostante le nostre spiegazioni in merito alla delicata situazione di Criss e alla minaccia del capitano di tradimento: Nido delle Aquile non intende assecondare il volere del giovane Leister.
Iniziamo ad abbozzare un piano per far cambiare idea al Duca quando una guardia ci viene incontro e ci scorta alla taverna del Perno, da cui è possibile godere del più bel panorama del Perno delle Valli.
Oltre ad una pessima cena, (il cibo è insipido, ci spiega il gestore demoralizzato, perché non è più possibile commerciare per ottenere il sale) l’oste ci propone delle ragazze per farci compagnia e solo Racael accetta per scampare alla maledizione del #mai.
Dopo prestazioni incredibili e malattie veneree ci troviamo in stanza e decidiamo di entrare al palazzo del Duca di notte, con l’intento di minacciarlo e fargli cambiare idea.
Nel cuore della notte Racael, D’Arcy e Alazon escono, camminano lungo i vicoli illuminati dalle torce accese sui muri e arrivano in zona Palazzo Ducale. Grazie a un incantesimo del druido si trasformano in piccoli topini. Non fanno in tempo a percorrere pochi metri però che un barbagianni improvvisamente afferra con gli artigli Alazon in versione topo, e vola via. Ma allontanandosi da Racael la magia si dissolve ed il ranger cade a terra ormai lontano dai suoi compagni, che decidono di proseguire nella loro missione. Racael si imbibina tra le fessure del portone d’ingresso, la fatina lo segue.
Dopo aver percorso una scalinata e un corridoio finalmente trovano la stanza del duca che sta dormendo con la moglie.
Il loro ingresso nella stanca sveglia la donna, che sveglia il marito obbligandolo ad alzarsi ed andare a controllare. I due si nascondono mentre il duca esce con una lanterna e un coltello a controllare. Non trova nulla e torna a letto lasciando la porta semichiusa.
Il druido e la fatina ne approfittano ed entrano nella stanza, sigillandola con uno spesso muro di ferro. Racael evoca una tigre, terrorizzando la coppia.

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ALLA RICERCA DI VIVERI

Appena svegli usciamo dal castello e notiamo subito delle persone in processione che pregano, ci dirigiamo sulle mura li incontriamo il capitano delle guardie e gli spieghiamo per filo e per segno tutto quello che sta succedendo nel mondo provando alla fine a convincerlo di far parte della nostra compagnia ma un po’ impaurito dice di no.
Nel pomeriggio i cavalieri ci chiedono di aprire un varco per recuperare un po’ di viveri che ormai sono praticamente terminati, acconsentiamo aprendogli un varco e li vediamo sparire in lontananza, al tramonto li vediamo ritornare, il druido si trasforma in aquila e li raggiunge per dargli una mano a rientrare al castello, Alazon scaglia una freccia di luce per spazzare via un po’ di non morti li vicino, a quel punto i cavalieri con il druido iniziano a correre al galoppo verso le mura, io vedo un non morto avvicinarsi e lo faccio fuori con una freccia di acido, la carovana riesce finalmente ad entrare in città, ma ahimè ci comunicano che le fattorie son piene di non morti ed quasi tutto il cibo trovato era marcio. Decidiamo allora di dirigervi a Nido dell’Aquila per chiedere aiuto, giungiamo li domo una mezz’ora ed entriamo in città

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Il Maestro VS Kernoleus
I round, vinciamo noi (spoiler)

AGERTOR KARKAMORR EHIN AZIERA LEHIZA MARRAAGERTOR KARKAMORR EHIN AZIERA LEHIZA MARRA… Agertor… Continuavo a ripetere le 4 lettere segrete.

- Le quattro lettere segrete. Ma come possono essere 4? Sono più parole.

Finché, finalmente, mi fu spiegato dai miei compagni che la frase stessa significava “Le 4 lettere segrete del linguaggio Arcano, che gli immortali non conoscono, e che annunziano la fine del mondo”. Ancora non lo capisco del tutto, ma a quanto pare la nuova costellazione in cielo era proprio la seconda delle quattro lettere.

Al di fuori delle mura, milioni di zombie. Il nano, pazzo, si fa aprire un cancello ed esce nella zona che ha liberato con il suo bagliore consacrato di Iskar. Credo stia cercando di creare un varco per consentire ai rinforzi, ed alle carovane di vivere, di entrare nella città.

Nel frattempo noi ci teleportiamo a Passo orchetto, e, mentre Delezar si fa prendere a morsi dalle viverne dei cavalieri, riferiamo al Maestro che la situazione nella capitale è piuttosto grave, e che dovrebbe venire a sistemare le cose.

Passando attraverso il portale del Maestro ci troviamo nuovamente al di fuori delle mura di Criss, su una collina che ha una buona visuale sulla città. Mentre discutiamo sulla tattica da adottare… a sorpresa dal portale del maestro spuntano delle lunghe dita tentacolari di ossa, che come due mani afferrano i margini del portale, forzandolo a restare aperto.
Poco dopo si affaccia un teschio terrificante, con delle fiammelle bluastre che ardono gelide all’interno delle cavità oculari: mi si ghiaccia il sangue e mi pervade il terrore. Conosco bene quell’entità, anche l’ultima volta mi ha quasi uccisa coi suoi tentacoli uscendo da un portale.

Kenoleus Alfazard. Maledetto arcimago nonmorto.

Il Maestro tenta di richiudere il portale ma il potere di Kernoleus glielo impedisce. Mentre noi attacchiamo le mani dello scheletro, indebolendolo, quello che può fare l’evocatore è solo concentrarsi al massimo sul suo compito, tral’altro preso alla sprovvista nel constatare che esiste qualcuno che eguagli il suo potere, se non addirittura lo superi.
Dal portale fuoriescono due creature immonde che sembrano dei cani enormi scuoiati, ma gli orsi del druido riescono a metterli fuori combattimento.

Ad un certo punto una sfera nera si genera attorno al teschio e poi vola in cielo, dirigendosi verso la città. Non abbiamo il potere di fermarla, e dopo pochi metri, essendo scura come il cielo notturno, la perdiamo di vista.
Continuiamo ad attaccare fino ad indebolire notevolmente le mani di Kerni, ed il Maestro, con un ultimo sforzo al limite della sua energia, riesce a chiudere il portale. Mi chiede di teleportarlo a Passo Orchetto, e dopo averlo abbandonato esausto, porto i miei compagni di nuovo a Criss.

Ci aspettavamo morte e distruzione, ma della sfera nera non c’è traccia. Prima di andare a riposare, scarichiamo tutte le nostre ultime magie sull’orda di non morti.

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Game of thrones

16 Ibiliskar

Ci spostiamo lungo le mura per raggiungere la porta nord, da dove entro un paio di giorno dovrebbero giungere i cavalieri fuggiti dallo scontro con l’esercito del Maestro a Passo Orchetto. Facciamo ulteriore sfoggio dei nostri poteri scagliando contro i non morti intorno alle mura di Criss incantesimi potentissimi: risulta particolarmente efficace una luce persistente, incantesimo di Ktot, che distrugge e tiene lontano i non morti per svariati metri.
Poi Ktot gira la città per curare i feriti, Delezar controlla tutto il perimetro, giungendo alla conclusione che, oltre ai profughi, fra le fila di non morti sono presenti anche contadini delle campagne circostanti.
Ci dirigiamo verso l’interno del castello e, prima di giungere alle nostre camere, notiamo che alcune guardie stanno arrestando altre guardie. Chiediamo spiegazioni e ci viene risposto che si tratta di traditori e ribelli contro l’insediamento del nuovo Re, cugino del Re morto Leister.

17 Ibiliskar

Nel cuore della notte una delle guardie che era stato incaricato di occuparsi di noi al primo arrivo a Criss, bussa alla porta di D’arcy e la informa che il re attualmente in carica è un usurpatore, in quanto il trono spetterebbe allo zio Iassem Leister, attualmente in viaggio. Rivela inoltre che la regina e i suoi fidati sono rinchiusi nelle prigioni della fortezza.
La mattina seguente decidiamo di andare a parlare con la regina.
Intimidendo ogni guardia che ostacola il nostro cammino, ci facciamo aprire la strada fino alla cella in cui è rinchiusa la Regina. Portiamo la sovrana nel cortile e veniamo intercettati dal nobile ___ ??, e da una schiera di guardie che blocca il nostro passaggio richiamando anche la presenza dell’attuale sovrano.
Iniziamo a discutere su chi sia il degno erede che debba sedere sul trono, fra il cugino, lo zio e la vedova che reclama la sua sua successione.
Alla fine dei conti la proposta del druido di un matrimonio fra il cugino e la regina sembra la soluzione più plausibile, e la situazione si calma.

Intanto la fatina usando l’anello del Messaggio, parla col Maestro e si accorda per incontrarsi a Passo Orchetto.

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