Le lacrime di Xarma

Agaist the grain

Il ranger Allan, dopo aver percorso nel buioi il cunicolo di sinistra, raggiunge una grotta naturale: ci sono sei stalattiti/stalagmiti e il pavimento è ricoperto di ossa umane. Si mette chino a quattro zampe e con non poca difficoltà, comincia a cercare il corno.
Nel frattempo il druido trasformato in pipistrello e la fatina, in formazione “dinamico duo”, sconfiggono con la magia gli elementali dell’acqua che ostacolavano il passaggio.
Allan nel frattempo trova una balestra con tre targhe metalliche raffiguranti tre divinità: Arin, Ilun e Xarma.
Il gruppo si ricompatta nella grotta e, grazie all’individuazione del magico, il nano trova tra le ossa il corno magico e un anello.
Dopo aver ispezionato il cunicolo sulla destra decidiamo di teletrasportarci a casa Fumorosso.
Finalmente c’è il tempo di riposarsi e di trascorrere un pò di tempo a “ravanare”…
Il mattino seguente, si radunano fuori la casa di Fumorosso per testare la balestra magica riuscendo, dopo vari tentativi, a scagliare una raggio di luce.
Dopo aver suonato il corno tre fulmini si schiantano nelle nostre vicinanze, e dopo il boato e il fumo compaiono tre immense figure umane: i titani.
Dopo una lunga discussione, riusciamo a non farci mangiare/schiacciare e a farci dare un passaggio verso il piano di Dama Estathè.
Saliamo sul palmo dei Titani e, stretti nei loro pugni, raggiungiamo il piano.
I titani ci lasciano davanti ad uno sterminato campo di grano. In fondo riusciamo a malapena a distinguere il palazzo bianco di Dama Estathè.
L’unico cosa è che… noi siamo minuscoli, il grano è almeno 5 volte più grande di noi!

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L'acqua mortale
e i coccodrilli svenenti

La fatina scende nella cascatella. l’acqua sbrilluccica di magia. in fondo c’è una pozza dove sembrano esserci diverse forme magiche. Alchè D’arcy lancia una potente sfera scintillante al centro della pozza facendo disperdere le presenze magiche. Il durido trasmuta in pipistrello escende anch’egli fino a raggiungere la fatina. Una volta giù nota due tunnel, uno a dx e uno a sx. in un batter di ciglia vengono invesiti dall’acqua che si alza e si abbatte su di loro! i due cercano di risalire per il cunicolo, ma un’altra ondata li riabbatte giù. D’arcy si teleporta sopra. Cral e Belhorn lanciano la corda giù per il cunicolo tenendola ben salda per permettere ad Allen di scendere a dare una mano ai due. Ma la corda è corta ed Allen lanciandosi cade rovinosamente. SPAM. L’acqua si abbatte nuovamente su Racael. Una volta giù Allen prova a chiaare Racael, che si stava già inoltrando nel tunnel di destra. E sentita la voce amica torna indietro. Ancora una volta la colonna d’acqua infierisce sul druido. Intanto il chierico cura le ferite della fatina, che ripresasi prontamente corre a teleportare anche gli altri due lontani dall acqua maledetta. Cral e Belhorn imbragano con la corda magica Avia per calarla giù. Ma il nodo non è dei migliori e quando viene calata a momenti casca di sotto e viene ridicolosomente tirata su. Allen si muove verso il cunicolo di sinistra per cercare il corno. Il druido si trasforma in coccodrillo, ma questo non gli consente di non subire danni dall’acqua che si ripercuote su di lui fino a farlo svenire. Una colonna d’acqua porta il corpo del coccodrillo a mez’aira. La fatina accorsa in suo aiuto crea una lastra di ghiaccio che taglia la colonna d’acqua in due facendo cascare il coccodrillo sulla lastra stessa. La fatina si avvicina e lo teleporta di sopra. Belhorn alla vista del druido svenuto lo cura con la benedizione di Iskar. SPAM.

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Nella Porta per l'Inferno
baby join me in death

A quanto ne so, mentre io ero impegnata a scappare qua e là in giro per le valli con il drago rosso alle calcagna, i miei prodi compagni sono riusciti a forgiare la lama maledetta.
A quanto ne so, Igarle ha detto loro che serve a raccogliere il potere dei 7 aspetti di Xarma, che si sono reincarnati in mortali sparsi qua e la. Uccidendoli, pare che la Laban assorba il potere dentro di sé.
A quanto ne so, Racael ha fatto fuori Igarle con la Laban. Meno uno.

A quanto ne so, altri due loschi figuri si sono aggiunti alla compagnia. Un guerriero peloso che quando si incazza si trasforma in orso, ed uno smilzo ranger. Umani, ovviamente. Mai che si trovino fatini carini in giro.

E a quanto ne so, invece di andare in giro a cercare gli altri aspetti di Xarma, i miei amici hanno deciso che la priorità và data alla ricerca di un fantomatico corno, con il quale possiamo trasportarci nel piano di dama Estathé. Eh sì perché a quanto pare il vecchio Negu si è infilato nel suo letto e ci stanno dando dentro alla grande (beati loro). Tanto che se il vecchio non decide di smuoversi il nostro mondo si congelerà tutto.
Ed ovviamente sta a noi vedercela con le divinità.

Le ultime notizie riguardo al corno raccontano che sia stato lasciato addosso alla salma di un antico capo tribù di Valle Erta, come parte del corredo funebre. Il corpo del re è andato alla deriva in un fiume che va a sfociare in un’inquietante caverna a forma di teschio, chiamata “Le porte dell’Inferno”, famosa anche per essere un luogo di culto dei sacerdoti di Ilun (stranamente).

La grotta infatti non ci delude: in una zona troviamo un fantastico portale che sblocchiamo velocissimamente, liberando tral’altro 14 dico 14 mostri contemporaneamente (perché a noi piace hardcore).

Nel portale succede una cosa strana. Senti che l’anima ti viene strappata via dal corpo.

I miei amici paurosoni riescono ad ancorarsi al loro vero nome e tornano indietro nei loro corpi, fuori dal portale.

Io che sono furba, convintissima di quello che stavo facendo, ho abbandonato il mio corpo e mi sono lasciata trasportare….

… all’inferno.

Nel frattempo fuori dal portale Avia raccoglie il mio corpicino e teleporta via tutti al sicuro.
Tutti tranne il povero barbaro, che per la disperazione si suicida come la sottoscritta.

All’inferno, dicevamo.

Niente di rassicurante, all’inferno. Eppure io nel paesaggio in costante cambiamento, coi vermoni volanti, e con quella figura di demone alta come il Perno delle Valli, non so come… ma mi sentivo un po’ a casa. Mi sono diretta sicura verso i demoni che in volo puntavano nella mia direzione. Al barbaro ho fatto l’occhietto: seguimi, ho tutto sotto controllo. Ne usciamo da fighi col corno sottobraccio * wink *

I demoni ci caricano sul vermone e ci portano verso la figura enormissima. Immaginavo fosse lui, quello che avevamo aiutato a conquistare la collina dell’Odio, che almeno in segno di riconoscenza avrebbe potuto regalarci il tanto agognato corno.
Non vi so dire se fosse lui, era talmente grande che sono riuscita a mettere a fuoco solo qualche scaglia della sua pelle. Prima che riuscissi a parlargli ci ha scagliati via come due caccolette, e di quello che è successo dopo, anni ed anni di sofferenza infinita all’inferno… non mi va di parlarne.

Al di fuori, a quanto ne so, penso siano passati pochi minuti. A casa di Nikal mi hanno resuscitata con la corona di Arin. Dopo un po’ di riposo siamo andati a recuperare il corpo del barbaro, ma delle creature che stavano a guardia del portale non c’era più ombra.

Nella grotta c’era un altro passaggio, immerso nel buio più totale. Non ci è voluto molto per capire che si trattava del potere di Ilun. Abbiamo usato la luce della corona per fendere le tenebre e procedere, fin quando ci siamo trovati a camminare su un ponte che attraversata una polla di liquami organici… superpuzzolenti, che ci ha debilitati parecchio. Metà del gruppo è svenuta prima, in pochi siamo riusciti a procedere.
Ci è voluto un ennesimo teleport in casa di Nikal, ed una notte di riposo per rimetterci in sesto e buffarci come si deve. Il nano, che era stato il più tosto di tutti (ed abituato alle puzze) era riuscito ad andare oltre in avanscoperta. Prima di teletrasportarci nuovamente nella grotta ci avverte che in una stanza più avanti ha trovato una marmaglia di mostri, di cui uno che sembrava parecchio potente.

Belli buffati ci teleportiamo, quindi, ed in poco tempo riusciamo a frollare un po’ tutti i non morti che stavano nella stanza descritta dal nano. In una nicchia nel muro, che riconosco come passaggio magico, c’è uno scheletro incastonato nella roccia.
Nel teschio è inserita la pietra di Ilun, dalla quale si scaturisce il buio magico.
Proviamo in tutti i modi a tirarla fuori, ma lo scheletro non si muove e non si scalfisce.

Al che il nano ha l’idea geniale. Tira fuori la Laban, che è talmente calda da fondere qualsiasi cosa, la avvicina al teschio, che si carbonizza e lascia cadere la pietra, per fortuna intatta. Con spirito intraprendente allora va a perforare anche le altre ossa che ricoprivano le pareti della nicchia, cercando di aprire un varco nel passaggio segreto.

Ma non rimane nessun varco. Il passaggio segreto magico… forse l’abbiamo distrutto.
Ehm ma perché finisce sempre così?!?

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La forgia di Erementar

Seguo il vecchio nano passo dopo passo, gradino dopo gradino e penso che stavolta non me la caverò.
Keruz mi ordina di indossare l’armatura di scaglie di drago che ha costruito per me spiegandomi che d’ora in poi la temperatura è troppo alta. La indosso: è’ comoda, è perfetta e mi ripara dal caldo insopportabile.
Continuiamo a scendere. I gradini che prima erano di pietra ora sono di cristallo, tutto intorno a noi c’è ribollente lava e siamo costretti a fermarci spesso: è molto, molto faticoso.
Scendiamo per due giorni, incontrando dei tubi in cristallo che trasportano lava.
Durante le soste a malapena riesco a riposare, non ho ne la voglia e ne la forza di parlare e mi sembra di soffocare dentro l’armatura.
I gradini terminano in una grotta di cristallo con il pavimento costituito da un’unica scaglia di pelle di drago. Le “tubature”, incontrate lungo la discesa, terminano in una forgia di cristallo, la FORGIA DI EREMENTAR!
Finalmente! Non ce la faccio più, sono allo stremo delle forze.
Dalla sacca in pelle di drago estraggo il teschio e la lama spezzata di Iskar ( la Corona di Arin potrebbe tornarci utile…).
Appoggio il teschio a terra ed invoco il Drago Primevo per ottenere il suo prezioso sangue; in un istante il palmo della mano comincia a bruciarmi: il calore sale fin su alla spalla.
Non riesco a stare in piedi, mi inginocchio e sento la mano di Keruz che mi sostiene. Resisto.
Il guanto dell’armatura si lacera, riesco a vedere la mano andare a fuoco, lentamente comincia a scorrere il sangue nero e ribollente del Drago primevo.

Non ce la faccio, mi sento mancare.

Sento un martello battere, la terra trema, apro gli occhi e vengo abbagliato da una forte luce rossa…

“Racael! Racael! Svegliati!”

Apro gli occhi: di fronte a me il nano mi guarda e mi aiuta ad alzarmi.
Gli chiedo se è riuscito a forgiare la spada, ma la risposta è nei suoi occhi pieni di rinnovata forza.
Mi porge la spada all’interno di un fodero di pelle di drago.
Solo in quel momento mi rendo conto di non sentirmi più il braccio sinistro, quello della mano col sigillo del drago primevo.
Decido di non aprire il fodero: voglio farlo con i miei amici.
La strada di ritorno è ancora più faticosa, facciamo qualche tappa per riposarci.
Dopo due, tre giorni arriviamo finalmente alla grotta scavata dal drago rosso.
Ci sono tutti i miei amici che ci aspettano.

(vedi riassunto fatina)

Keruz ci comunica che vendicherà la morte dei suoi fratelli nani, la sua missione sarà uccidere il drago rosso.
Noi invece andremo da Igarle.
Avia ci teleporta fuori dalla casa dell’oracolo.
Ci sono due strani tipi fuori la porta che ci osservano…

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EZONEIRAT LABAN

Eravamo rimasti con D’arcy che scappava col drago rosso sempre alle costole, mentre il resto del gruppo che si avviava giù per il BUDELLO lavico, già sudaticci e provati dal caldo insopportabile. Solo Keroutz indossa l’armatura, trovata fra i tesori del drago che ora però la bestiaccia ha già provveduto a nascondere.
Scendendo i gradini Racael ha un’illuminazione: si potrebbe tornare indietro a trovare i guardiani nanici prigionieri, e chiedere a qualcuno se c’è una scorta segreta di materiali per forgiare qualche altra armatura.
Così per  l’ennesima volta risalgono verso l’ingresso, finché non scoprono con orrore che il drago ha macellato tutti i nani rimanenti, accumulando i vari resti dilaniati su un grosso tavolo di pietra.
Keroutz dichiara guerra al drago, mentre con la corona gli altri procedono a recuperare i resti del nano che sembra il capo delle guardie e resuscitarlo.
Il superstite, sconvolto dal susseguirsi degli eventi e dalla resuscitazione non voluta, ammette che una scorta segreta esiste realmente, e per fortuna ci sono parecchie scaglie di drago, utili per forgiare più di un’armatura. Il gruppo però decide che ne basta una: Racael seguirà da solo il fabbro fino alla forgia e si occuperà della spinosa questione sangue di drago primevo.
Prima di partire ricevono una comunicazione da D’arcy. E’ ancora viva ma pare che il drago le stia alle calcagna. Ha affidato Mahdioz e Nical all’entusiasta Silas, ed ora sta vagando teleportandosi qua e la cercando di sfuggire agli scrutamenti del drago rosso… e cercando di tenerlo impegnato.
Pare che Nical abbia improvato il suo anello, in modo che le comunicazioni siano bi-laterali, quindi Racael le riferisce quello che sta succedendo e che si sta avviando giù alla Forgia con Keroutz.

momento di suspance

Racael e Keroutz ritornano sfiniti e moribondi, dimagriti fino all’osso e super puzzolenti… ma vittoriosi. Il pugnale che il nano porta avvolto nel fodero sembra perfetto. Ha la stessa impugnatura della spada di Iskar, ed una lama che sembra fatta di magma incandescente che trasuda sangue nero. Dal potere che emana si capisce chiaramente che nessun mortale riuscirebbe ad impugnarla senza venir carbonizzato all’istante dalla magia oscura che trasuda.

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Drago suscettibile

Il drago rosso stava lì a giochicchiare con il nano e Albo. Faceva finta di sfondare la parete di cristallo per inondare la galleria di lava…
Avia risveglia D’Arcy con la corona. Keroutz voleva salvare a tutti i costi i nani prigionieri, però ha avuto anche la buona pensata di usare l’altro ingresso per la grotta del drago (quella che il bestione si era scavato da solo) per attirarlo fuori, mentre qualcun altro recuperava materiali per fare la corazza anticalore… o addirittura cercarne una già fatta fra il tesoro.
D’arcy, responsabile per il casino col drago primevo, nonostante i suoi zero pf decide di avventurarsi indietro e sfidare il drago. Si camuffa in draconico, si perde un po’ qua e la (scoprendo tral’altro che effettivamente ci sono un tot di nani prigionieri) e trova la galleria scavata dal drago.
Scende, chiacchiera con il bestione, lo stuzzica, ma non riesce a smuoverlo. Lui la avverte che presto alle sue spalle la raggiungeranno i suoi sgherri draconici, ma la fatina si fa beffe di lui e dei suoi draghetti… stuzzicando l’ira del drago.
Arrivano i draconici, come preannunciato, ma D’arcy li frigge tutti con una sola sfera scintillante (ghghgh), e si volta a schernire il drago… che finalmente si è incazzato sul serio. Inizia ad inseguirla, prima di corsa poi in volo. D’arcy è più veloce ma ha sempre il drago alle calcagna. Insomma che lo porta ben lontano, mentre Keroutz ed Avia riescono a recuperare un’armatura già fatta a misura di nano e a raggiungere albo e belhorn.
D’arcy arriva in una specie di cappella consacrata ad Iskar e si sente quasi salva… quando il drago in forma umana appare dietro di lei.
* puf *   teleportata in casa di Mahdioz.
Di sotto invece il resto della combriccola cerca di tornare nella grotta del drago per trovare almeno un’altra armatura… ma si trovano sotto un muro che li blocca. Il drago deve aver chiuso il passaggio.

Solo Keroutz, indossando l’armatura magica, può scendere a forgiare la Laban. Ipotizziamo che il sangue si possa trasportare nel teschio, ma Albo fa un drammatico tentativo di connessione psichica col drago primevo, che non risponde al suo appello per recuperarne il sangue ed in più gli fa un botto di danni al braccio.

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Dal drago

Racael e Lamanera sono al cospetto del drago, al quale chiedono di poter passare per andare ad utilizzare la forgia.
Il drago sembra curioso di conoscere gli altri membri del gruppo, ma soprattutto di vedere gli oggetti magici in loro possesso.
La fatina, che nel frattempo, era scesa in perlustrazione, sale a richiamare tutti gli altri.
Alborg e Darcy scendono al cospetto del drago volando mentre Keruz e Avia non riescono ad avvicinarsi all’ingresso della caverna e riscappano verso l’alto terrorizzati.
Il drago casta una spell per identificare gli oggetti magici e svela le sue vere intenzioni, cioè la volontà di trattenere tutti gli oggetti magici del gruppo in cambio della loro vita.
Ovviamente nessuno accetta e quindi il drago si infuria e cerca di uccidere tutti.
Darcy scappa verso l’alto, Racael Alborg e Lamanera sono obbligati a scendere verso la forgia di Erementar. Il drago riesce a raggiungerli con un soffio infuocato, che ferisce Lamanera.
Pochi istanti dopo, quando il drago infila la testa nella tromba delle scale, Alborg riesce a dargli una martellata e a ferirlo.
Il drago ovviamente si infuria ancora di più, e di certo non gli è di conforto la meteora ghiacciata che Lamanera gli fa cadere addosso poco dopo.
A questo punto il drago cerca con un bluff di costringerli ad uscire: finge infatti di voler rompere la barriera di cristallo e quindi di inondare tutta la caverna di lava.
Il bluff però non ha effetto e la situazione rimane quindi in stallo.
Lamanera prova una sortita, sperando di usare alcune magie per diventare più grosso e più forte, ma il drago lo scarnifica al volo con un paio di artigliate.
Gravemente ferito, Lamanera si ritrae nuovamente insieme ad Alborg e Racael, in attesa che succeda qualcosa…

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Viaggio verso il centro della terra

8 IBILISKAR
Dopo aver camminato per giorni lungo i tunnel scavati nella roccia giungiamo alla maestosa “Fortezza della Forgia”, costruita secoli fa e custodita da 200 nani della famiglia “I custodi”.
Keruz ci spiega che la fortezza un tempo era la tana di un drago rosso, cacciato da valorosi nani.
L’accesso alla fortezza, già inespugnabile a nostro parere, è reso ancora più difficoltoso da un ponte fatto di cristallo. A prima vista la scelta più ovvia è quella di percorrerlo, ma il fabbro ci spiega che si tratta di una trappola: il calore infatti brucerebbe vivo chiunque provasse ad attraversarlo.
Ci fa costeggiare il muro e dopo qualche minuto si ferma, controlla la parete e tira una leva celata ai nostri occhi.
Si apre una porta di roccia che celava un passaggio segreto. Una volta entrati ci troviamo all’ interno di un budello di pietra irregolare granitica. Camminiamo per due giorni facendo le dovute soste.

10 IBILISKAR

Il tunnel finisce dentro al ponte di cristallo: praticamente il ponte è cavo e il cristallo protegge dal calore. Lo percorriamo e giungiamo alla fortezza.
C’è una porte in pietra con delle rune naniche incise (I custodi), il chierico nano aiuta lo stanco Keruz e spinge la porta.
Ci troviamo al’interno della fortezza. Stranamente non c’è nessuno ad accoglierci (o a combatterci…), Keruz sembra perplesso. Ci sono due grate d metallo stranamente aperte.Seguiamo il fabbro che intanto si è fatto prestare un coltello dal druido.
Percorriamo qualche corridoio, incrociando un cadavere di nano, morto da qualche tempo. Scendiamo dei gradoni. Keruz ci fa fare una breve deviazione alla ricerca di cibo (funghi).
Scendendo ancora notiamo che il tunnel è stato attraversato da una creatura che ha sciolto la pietra, probabilmente con il calore, creando cosi un nuovo tunnel che scendo verso il centro della terra.
Con molte probabilità si tratta di un drago, rosso!

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Erementar here we come

dal diario di D’arcy. All rights reserved.

(si ricorda che la memoria di una pixie è molto selettiva e limitata: avvenimenti, particolari o persone possono essere stati differenti. Quello che leggete è la visione soggettiva dell’autrice, che ha un cervellino di pochi centimetri cubi)

 

 

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Keruz ci ripensa dopo aver visto l'occhio di Sauron
Andare e ho visto

Dopo una notte passata nella solita locanda ci troviamo al piano sotto per la colazione.
La maga Faira non esce dalla stanza, è spaventata. Scopriamo che è muta.
Proviamo a convincerla di seguirci ma non collabora.
Intanto in locanda entra Ruskor che a modo suo ci ringrazia per aver riportato in vita la moglie defunta sette anni prima. Gli chiediamo la cortesia di accogliere la maga Faira nella sua casa, accetta sentendosi in debito con noi.
Ci incamminiamo verso la sua casa dove veniamo invitati per un pranzo.
Ringraziamo e salutiamo (andare e ho visto).
Ci teletrasportiamo a Kaira e seguendo le indicazioni date da Ezry raggiungiamo con semplicità la casa in campagna dove attualmente risiedono Igarle, Ezry e il mercante con il suo maggiordomo.
Alborg e Avia si teletrasportano alla ormai ex montagna dell’odio per risvegliare il fabbro Keruz. Tornano dopo poco tempo con due nani (!): Keruz (vivo e vegeto) e un altro di nome Traorin (o una cosa simile).
Con Traorin mettiamo subito le cose in chiaro: Keruz DEVE forgiare la spada maledetta!
Traorin ci spiega che grazie alla magia degli gnomi ci scruta da tempo per trovare il corpo di Keruz. La sua missione è quella di scoprire la verità sulla maledizione dei nani inflitta da Iskar. Ci dice che non intralcerà affatto la nostra missione, ma che anzi ci aiuterà perché per lui l’unico modo per arrivare alla verità è quello di ricreare la spada.
Keruz è contrariato, assolutamente non rifarà lo stesso errore, non rigetterà il popolo nanico in disgrazia.
Nessuna nostra parola serve per convincerlo. Allora in maniera forzata lo obblighiamo a toccare la mano dell’oracolo Igarle, che intanto è sul letto in modalità muflone.
Keruz dopo aver toccato l’oracolo cambia idea: ci porterà alla forgia di Erementar per ricreare la spada maledetta.
Molto probabilmente l’oracolo gli avrà fatto vedere uno dei futuri possibili se la spada non venisse ricreata.

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