Le lacrime di Xarma

Kernoleous back in town

Emolizard

Emolizard per voi presenta riassunto delle puntate precedenti  (//_ ;)

- Gli eroi sono tornati a Dragoniera, trovandola infestata dai vampiri

- Impavidamente riescono ad uccidere il più forte dei vampiri, per cui alcuni di questi liberandosi dall'influsso del suo potere tornano ad essere umani. Altri bruciano istantaneamente, mentre pochi rimanenti continuano a riposare nei loro rifugi.

- Il prete raduna la gente della città. Organizza gruppi di giovani virgulti per affrontare i vampiri.

 -.-.-.-.-.-.-.-.-.-.

 Sistemata la questione vampiresca il gruppo, sfinito, si abbandona ad un giorno di completo riposo. Durante la cena discutono delle future mosse da compiere. Ci sono alcune questioni aperte, quali le promesse fatte al diavolo ed al piccolo Stipnik, e le richieste di aiuto inviate ad Adrian e Fildis Treius.

Senza nessuna soluzione possibile, decidono di inviare un messaggio di s.o.s. ad Igarle, prima di andare a dormire.

Vaashna nel frattempo, poco coinvolto nei piani dei neo-compagni di avventura, decide di addestrare i giovani radunati dal prete a proteggere il villaggio.

 

Il giorno dopo,  l'unica idea sensata sembra quella di cercare di localizzare Fildis e di tentare una combo Draghesso-druidica per la quale  D'arcy comunicherà (con l'anello di Ezry) con il vecchio mentre Racael nella pozza leggerà le risposte che il vecchio scriverà su un qualche supporto. 

Il rito viene preparato, Racael si concentra e nelle acque qualcosa inizia a smuoversi. Batio e D'arcy, interessati al nuovo incantesimo, si avvicinano incuriositi, mentre il druido trema. Le acque della pozza si raffreddano ed iniziano a congelare sulla superficie mentre Racael è gelido e scosso da forti tremiti.  Col sospetto che l'incantesimo non sia andato per la giusta via, Batio scrolla il compagno, che esce dalla trance ma non riesce a interrompere la magia che sta continuando a ghiacciare il lago.

L'acqua diventa sempre più scura ed un paio di fiammelle azzurre appaiono dietro alla lastra di ghiaccio. 

I tre rimangono paralizzati, pur non riconoscendo l'aspetto dell'imminente pericolo. 

Dietro alle fiammelle ora si intravede un teschio, e pian piano anche dei tentacoli di ossa.

Spaventata, con un getto di vapore D'arcy rompe la superficie ghiacciata, ma peggiorando la situazione: i tentacoli di ossa fuoriescono dall'acqua e cercano di ghermire i tre.

 

Racael è ancora intrappolato, sente una volontà più forte della sua che canalizza il suo incantesimo.

Mentre Batio combatte i tentacoli, D'arcy ne viene avvolta e viene trascinata sott'acqua. Mentre inizia a congelare pero' Racael riesce a spezzare il vincolo con l'incantesimo: istantaneamente il teschio sotto la superficie gelata ed i tentacoli svaniscono. 

Recuperano la fatina draconica e tornano al villaggio.

 

A cena torna a farsi vivo Stipnik, carico di informazioni da spettegolare ai quattro venti. Il gruppo gli racconta l'accaduto e chiede informazioni su Kernoleous Alfazard, perché il teschio che hanno visto sembrava proprio corrispondere alle descrizioni dei loro defunti compagni di viaggio. Il diavoletto crede sia impossibile, perché Kernoleous è stato bandito da questo piano.

Durante la notte alle orecchie di Batio arriva la voce di Ezry: riferisce che la nave di Fildis è protetta da una forza oscura più potente di quella di Igarle, e che è impossibile per loro trasportarvi il gruppo. 

Dopo una lunga discussione quindi l'unica soluzione che emerge è quella di farsi teletrasportare sulla nave di Adrian… sempre sperando che sia vivo…

 

View
Nuovo viaggio, nuovo Batio!

Nella notte, I nostri sentono la voce di Igarle! Batio riesce a capire le parole arcane “_______”. Subito dopo si forma un arzo azzurro dentro la senta, l’aria si fa blu, e l’arco diventa una specie di porta! Girdando oltre la port sembra di vedere il ponte di una nave. La voce di Igarle si trasforma in un urlo pazzesco, di dolore! Batio si lancia verso la porta, ed una volta passato sente una strana sensazione di vertigine, perchè il pavimento ondeggia. Passano tutti e si accorgono di stare effettivamente su una nave, la nave volante di Adrian! Una volta passati il portale si chiude La nave non vola, è sull’acqua e ha le vele ammainate. È notte. Vengono notati da dei marinai stupiti della presenza, non sono i marinai che conoscono. Tre dei marinai attaccano urlando, i nostri cercano di calmarli e questi si fermano, ma subito dopo urlano “Intrusi!!!” e dalla stiva escono almeno circa 7 marinai. Alborg ne riconosce qualcuno: sono famosi pirati arrembatori di altre navi, dei combattenti! Dalla porta del capitano esce la piratessa sciabola alla mano “Cosa succede?!?!”, poi riconosce i nuovi arrivati e si avvicina mettendo via l’arma e dicendo agli altri che sono amici. Intanto Stipnik si è trasformato in un pappagallo e si è poggiato sulla spalla di Batio. Quando la piratessa chiede come siano arrivati la ex-fata racconta ce si sono teletrasportati per chidere aiuto ad Adrian. Alchè la piratessa da il benvenuto e fa andare vi ai marinai. I nostri e la piratessa parlano del perchè si trovino li, della storia di Fildis, del fatto che devono raggiungerlo e recuperare il libro. Quello su cui riescono ad accordarsi è il fatto che la piratessa li può aiutare, ma non vuole perdere tempo, adesso si trovano vicino al porto di Isfael in pieno mare Selvaggio, nel Ponte. Al limikte potrebbe portarli fino a porto Baracca, adto che non è sua intenzione tornare in Valle Arcana. Intanto dalla stiva esce Adrian scortato da due energumeni, ma non riescono a parlare con lui. Dato che è notte inoltrata si decidee di andare a dormire. Una volta nella stiva, Batio (dopo aver parlato con Alborg) decide di diventare invisibile per andare a “lootare” un pò di armi magiche, dato che si ricordava della stanza piena di oggetti. Ma nel momento in cui diventò invisibile, uno dei pirati se ne accorse e ne nacque una rissa. Ritornato visibile e calmata la rissa, si sentirono delle strane voci in coperta: era arrivato il demone di Zear per lo scambio, e sia i mariani che la piratessa erano di nuovo in subbuglio. Ma il carisma del demone è bastato per calmarli tutti. Raggiunto da Batio procedono allo scambio e lo stesso propose al demone un altro scambio: il libro magico di Aulric in cambio della sua trasformazione in un potente stregone elfico! Il demone come pegno gli chiede anche il suo figlio primogenito! Fatto l’accordo e andato via il demone, quando i nostri vanno nella stiva, non trovano più il vecchio Batio, ma un elfo!

View
Arrembaggi! Tradimenti! Navi maledette! Iceberg&Pinguini! Tutto su... rieduchescional channel.
Arrembaggio, Nave Maledetta, Fildis Treius, Vampira, Tradimento Zabra

Dopo una seconda giornata di navigazione verso settentrione, lungo le isole del Ponte, la nave volante ammaina le vele fino a fermarsi.
Il Capitano Zabra convoca i nostri eroi per comunicare loro che sono giunti in vista di Kaira e della costa meridionale di Valle dei Re e che lei non ha alcuna intenzione di inoltrarsi ulteriormente verso nord.
Ora tocca al gruppo trovare il mercantile che stanno cercando.
Approfittando delle ultime ore di luce rimaste prima del tramonto il gruppo si impegna nella ricerca della nave di Fildis Treius.
Dopo lunghe ricerche, soltanto gli occhi acuti dell’aquila in cui si e’ trasformato Racael colgono in lontananza, verso sud-est rispetto alla posizione della nave volante, uno strano banco di nebbia che si muove sul pelo dell’acqua, a velocita’ sostenuta, verso oriente.
Racael in forma d’aquila si avvicina per investigare e scopre che lo strano banco di nebbia ha un’aria decisamente innaturale: tondeggiante, ha la dimensione di un paio di centinaia di metri di diametro e presenta nel suo nucleo centrale una zona particolarmente densa e scura, come si trattasse di una nuvola di tempesta.
Intuendo che si possa trattare del loro obiettivo, il druido tosto rientra sulla nave volante e ne informa i compagni che subito ne informano il capitano Zandra.
La manovra di avvicinamento richiede un certo tempo per essere portata a termine e fino all’ultimo si discute nel gruppo se sia il caso di procedere all’arrembaggio subito, all’imbrunire, o attendere la mattina seguente.
Le problematiche legate alla difficolta’ di seguire una nave oscurata da un banco di nebbia nel corso di una notte senza luna convincono i nostri eroi all’azione immediata.
Racael, ancora in forma di volatile, opera un sopralluogo per accertarsi degli eventuali occupanti la nave e per capire come funzioni l’aura di oscurita’ che avvolge la nave. L’esplorazione da i suoi frutti: l’oscurita’ non e’ completa lasciando comunque la possibilita’ di vedere come si fosse immersi in una notte senza luna, mentre sulla tolda della nave sembrano esserci soltanto 5 figure, probabili marinai che costituiscono l’equipaggio del mercantile, che pero’ sembrano essere decisamente “vampireschi” avendo tentato di inseguire Racael sfoggiando oscure ali membranose.
Darcy si occupa di lanciare alcune Luci Magiche in favore di Batioz, Vaashna, Alborg e Vidarr, quindi Racael, ripartito in avanscoperta in forma avicola, atterra sulla cima dell’albero maestro della nave maledetta e lancia cola’ un incantesimo di Daylight che pero’ risulta molto limitato dall’aura di oscurita’ che avvolge la nave stessa tanto da riuscire ad illuminare parzialmente soltanto in un raggio di pochi metri.
L’arrembaggio viene eseguito calando delle funi dal parapetto della nave volante, una per ogni arrembante: 8 pirati, Zandra, Vaashna, Alborg e Vidarr. Racael e Darcy, potendo volare, non ne hanno bisogno.
Un terribile errore di Vaashna, dovuto principalmente alla sua scarsa perizia come marinaio, fa si che quest’ultimo perda la presa della cima che avrebbe dovuto depositarlo sul mercantile nemico. La caduta libera del biondo guerriero viene provvidenzialmente fermata da un Muro di Ghiaccio lanciato da Darcy che pero’, cadendo a sua volta in acqua a seguito dell’impatto con il pesante umano, non fa altro che lasciare Vaashna da solo su una zattera di ghiaccio alla deriva.
Nel frattempo gli altri nostri eroi vengono “scaricati” sulla tolda del mercantile dato che sulla nave volante si pensa bene di tagliare le cime a cui essi erano assicurati, avendo pero’ cura di non tranciare quelle che ospitavano gli 8 pirati della ciurma di Zandra.
Fatto questo la nave volante si allontana velocemente nel cielo illuminato da un rosso tramonto, lasciando i nostri eroi a vedersela, da soli, contro l’equipaggio vampiro della nave maledetta (brrrr… rabbrividiamo :).
Vaashna si rende conto di non avere alcuna possibilita’ di uscire dalla propria situazione di naufrago nonostrante urli per attirare l’attenzione di qualcuno che possa aiutarlo.
Gli altri cinque avventurieri ingaggiano una battaglia contro i cinque non-morti presenti sulla tolda del mercantile, riuscendo a metterne fuori gioco due (ovvero costringendoli a trasformarsi in nebbia) in breve tempo.
Nel frattempo la Vampira fa la sua comparsa nul campo di battaglia impegnando in battaglia soprattutto i due eroi volanti: Racael e Darcy.
La battaglia vede Batioz ricorrere a piene mani ai suoi nuovi poteri demoniaci con discreti risultati ma, dopo aver messo ko due dei marinai-vampiri grazie anche all’aiuto di un enorme orso evocato da Racael, si ritrova a confrontarsi con la Vampira che nel frattempo, abbandonate le sue scaramucce con Racael e Darcy, ha evocato a sua volta l’ennesimo Sciame di Pipistrelli.
Lo scontro impari vede Batioz soccombere dopo alcuni duri colpi assestati da entrambe le parti, vittima dell’inumana vitalita’ dimostrata dalla sua avversaria.
Nel frattempo Vidarr e Alborg sono ancora alle prese con i propri rispettivi avversari mentre Racael e Darcy si concentrano sulla Vampira sebbene vengano pesantemente disturbati anche dal fastidiosissimo Sciame di Pipistrelli.
Durante i pochi minuti passati dall’inizio del combattimento Vaashna, sul suo personale iceberg ghiacciato, si sente sempre piu’ un pinguino (pur non sapendo cosa esso sia :). Ad un certo punto viene visitato dal demone Stipnik in forma di pappagallo che lo deride per la sua triste situazione suggerendogli pero’ di togliersi l’armatura in vista di un prossimo bagno in mare.
Il saggio guerriero sacro scaccia l’uccello-demone malaugurante pur prendendo in seria considerazione il suo suggerimento.

View
Il libro dei draghi di nuovo in mani sbagliate... le nostre!
Libro dei Draghi

Mentre Vaashna è impegnato in una regata in solitaria su barche di ghiaccio (lol), il combattimento sulla nave continua senza tregua ed è molto impegnativo. I vampiri e la vampiressa sono molto forti, difficili da colpire e duri a morire.
La vampira usa le sue capacità magiche per controllare Batio che nel frattempo è a terra incosciente ma stabile dopo le cure della fatina, lo fa alzare e sotto la sua influenza lo costringe ad attaccare i suoi stessi alleati.
L’orso evocato dal druido è dietro di lui, notevolmente più forte, lo blocca senza fargli danni.
Racael intanto atterra sulla nave, si trasforma in umano e scende sottocoperta.
Alborg e Vidarr si rendono conto che forse è il caso di cominciare a fare sul serio contro i vampiri avversari.
Alborg grazie al martello magico e al suo devastante raggio distrugge prima il vampiro che ha di fronte e poi ferisce gravemente la vampira. Quest’ultima in grosse difficoltà chiede aiuto a voce alta al proprio signore Kernoleus Alfazard.
La vampira si trasforma in nebbia e vola sottocoperta.
Racael segue la nebbia che però è molto più veloce.
L’oscurità intorno alla nave si fa più scura e dopo poco cominciano ad abbattersi sulla nave potenti fulmini.
Scende ancora seguendola per quanto è possibile. Si ritrova in una stanza con dei barili accatastati su una parete e sull’altra 5 casse chiuse. Estrae il paletto di legno e il simbolo sacro di Arin e apre la cassa nel centro.
E’ vuota.
Nel frattempo il resto del gruppo entra sottocoperta per proteggersi dai fulmini magici. Batio non viene colpito per poco.
Alborg sfrutta la propria frusta per colpire Batio (senza ferirlo) e teletrasportarlo in salvo sottocoperta.
Vidarr raggiunge Racael.
Vidarr apre un’altra cassa e colpisce al colpo il marinaio vampirizzato decapitandolo.
Intanto il druido apre un’altra cassa e scopre all’interno il corpo della vampira. La trafigge col paletto e gli pone di fronte al viso il simbolo sacro di Arin.
La vampira sobbalza e gli si scaglia contro. Affonda i propri artigli nella carne provando a succhiare l’energia vitale, senza però riuscirci.
Da solo Racael non riesce ad affondare il paletto nel cuore. Vidarr se ne rende conto subito e cerca di aiutarlo.
Dalla bocca della vampira esce un nuovo sciame di pipistrelli che attaccano i due.
Dopo qualche tentativo i due hanno la meglio. La vampira esplode e si polverizza.
Racael cerca nella cassa della vampira il libro magico, trovandolo sotto uno strato di terra. Lo infila nello zaino.
I fulmini intanto hanno gravemente danneggiato la nave.
Bisogna andarsene al più presto prima.
Darcy invia un messaggio a Igarle chiedendole di essere teletrasportati presso la Fiaccola di Arin.
Si ritrovano nel mezzo di un prato rigoglioso e umido, vicini ad un enorme ed antico uliveto.
E’ notte.

View
De Civitate Arin(is)

E’ notte, e a causa del buio l’esplorazione della zona viene rimandata al mattino successivo. Di certo si sa solo che ci sono tanti ulivi.
Si fanno i turni di guardia e si cerca di recuperare un poco di energie, dopo essere scampati a vampiri e al naufragio.
Il giorno dopo, tocca a Racael/volatile andare in avanscoperta e a riportare agli altri notizie della zona circostante: effettivamente la fiaccola di Arin si trova poco distante (e questo era già presumibile la notte precedente), e ai suoi piedi si trova una città, cinta da due file di mura. Quelle più esterne contengono le abitazioni e la parte di città dove si svolge la solita vita di un borgo, mentre quelle interne contengono solo quattro edifici, ciascuno coperto da una cupola, che evidentemente sono collegati al culto di Arin o alla difesa della Fiaccola.
Fuori dalla città invece, si stende un vasto accampamento di gente di vario genere, che si scoprirà in seguito essere in attesa della processione della sacra reliquia.
L’accesso all’unica porta che permette l’accesso al borgo, è vietato. O, perlomeno, se si vuole entrare bisogna avere un permesso, che solo alcuni carri che portano provvigioni in città paiono avere.
La logica conseguenza è che i nostri avventati avventurieri “sequestrano”, grazie alle doti magiche della fatina/draconica/pepsiforme, due di questi carri e i suoi conducenti (padre e figlio).
Il figlio, maledetto ingrato, si dimostra però un problema. Quando ormai anche le guardie di guardia (e vabè, cosa dovrebbe fare una guardia altrimenti) alle porte della città sono state raggirate e convinte a lasciarli passare, ecco che il ragazzo salta giù dal carro e, diffidente nei nostri confronti, si mette a correre cercando altre guardie e metterle in guardia (eh, ancora).
Vashna, scende dal carro per rincorrerlo e ricondurlo alla ragione, ma viene poi fermato da due militi, mentre gli altri entrano in città appena in tempo. Vashna cerca scampo dal possibile arresto disperdendosi tra la folla, che però lo scambia per un prete di Arin, e allora lui giù a benedire e fare proseliti.
Gli altri intanto salutano il padre, non prima avergli “sequestrato” i soldi in suo possesso.
Iniziano poi a cercare informazioni su queste ombre che si muovono nel buio o come diavolo aveva detto la bambina.
La gente pare alquanto spaventata da questa gente, probabilmente sarà una setta o peggio qualche gilda di ladri. O forse era peggio la setta.
Comunque bisognerà fare qualcosa per mettersi in mostra e fare uscire allo scoperto queste ombre, così si beve una birra insieme o ci si mena (che tanto poi va sempre a finire nella seconda maniera).

View
Diavoli in fuga - La racconteranno i bardi per secoli

I quattro avventurieri, preoccupati, aspettano chiusi nella loro stanza discutendo sull'eventualità di un'irruzione diretta nella cerchia interna della città. Hanno abbozzato una mappa della zona fino alla chiesa dove la loro missione omicida si sarebbe dovuta compiere, proprio innanzi alla quale è stato eretto ad un nefasto patibolo.

Patibolo sul quale si aspettano di veder salire Racael, probabilmente già l'indomani. 

 

Sbuffano, aspettano, congetturano, bevono. 

Improvvisamente la penombra nella stanza pare cambiare… raffreddarsi. D'istinto controllano fuori dalla finestra, e si rendono conto che la luce emanata dalla Corona di Arin si è spenta. Quando riescono a fare una possibile ipotesi di collegamento fra questo avvenimento e la notizia che hanno avuto da D'arcy inspiegabilmente la luce torna ad illuminare il cielo.

 

Passa ancora del tempo, i quattro tornano a riposare angosciati da mille perplessità, fino a quando sentono un flebile bussare alla finestra. Inzuppata, ansimante e stremata, la piccola draconixie fa capolino nella stanza. Si appoggia sul pagliericcio e rimane in silenzio per un paio di minuti, fino a che Alborg, spazientito la esorta a parlare.

- Cercavo le parole giuste per spiegarvi com'è andata. Lo so, è una cosa strana per una lingualunga come me. Ma ne ho visti morire tanti di voi umani, ultimamente… nessuno in un modo così incasinato. Non capisco nemmeno io come sia successo.

No, no, non è morto. Ma non posso assicurarvi che sia ancora vivo, o che ce la farà.

 …

Hm per spiegarvela dall'inizio. Beh, quando vi siete avventurati in giro per questa parte della città io e Racael abbiamo deciso di andare a vedere la Corona da vicino. Pero' siccome era ancora giorno ed io sarei stata troppo visibile abbiamo trovato un grande stratagemma: Racael si è trasformato in un pellicano -

(occhi strabuzzati da parte dei 4 in ascolto)

- si, dai un pellicano. Quegli uccelli pescatori col becco enorme e la faccia un po' tonta -

 (imita il movimento di ali di un pellicano)

- poi ti faro' un disegno, Vaashna. Comunque, più ci avvicinavamo alla corona piu' la luce si faceva calda. Ad un certo punto era talmente rovente che non siamo piu' riusciti a procedere oltre. 

Siamo scesi e Racael sempre sotto forma di pellicano è atterrato nel giardino della biblioteca. Ma i monaci di qui non sono come i suoi colleghi druidi, né come gli elfi che conoscevo io. Insomma che questi, con i loro rastrelli, hanno cominciato ad attaccare il pellicano. Per fortuna Racael è riuscito ad infiltrarsi fra di loro ed entrare nella biblioteca.

 

Dico per fortuna ma non credo sia il termine migliore.

Ci siamo chiusi la porta alle spalle e Racael è tornato alla sua forma umana, mentre io sono volata sul lampadario…  mi sembrava il nascondiglio migliore. Ma non era abbastanza in alto perché io mi potessi celare. Sta di fatto che i monaci hanno aperto la porta e mi hanno vista. Così mi sono castata l'invisibilità e mi sono nascosta sotto il mantello autopulente di Racael, che nel frattempo aveva fatto i primi passi verso l'abisso.

Cioè era entrato spavaldo in biblioteca e stava raccondando ai monaci che era il tecnico supervisore delle mensole mandato da Dubris in persona.

(occhi strabuzzati da parte dei 4 ascoltatori)

 

Sì, sì, potete anche non crederci, ma è così che è andata. I monaci ovviamente non se la bevono e vanno a chiamare le guardie, che in pochi secondi accorrono e lo (ci) scortano nella famigerata caserma dei paladini con la p maiuscola di Arin. Non so se poi hanno davvero la P maiuscola, non ne ho visti di veramente forti, io.

Racael in tutto questo se ne sta pacifico, cerca di agire come la sua presenza in biblioteca fosse stata la cosa piu' naturale del mondo. Alle domande del capo delle guardie pero' cede e ammette di essere entrato agilmente dalla porta fra le due zone della città in un momento di distrazione delle sentinelle, che avevano lasciato i battenti aperti.

Firulì firulà fischiettando con le mani in tasca (scusate questa mi fa un po' ridere) ammette di aver passeggiato stile turista e di aver trovato la porta aperta della biblioteca, e perché no, di aver deciso di fare una visitina.

Cercava di tenere un basso profilo, immagino. Il problema è che il capitano deve aver fatto una di quelle magie da paladino, e sapeva benissimo (non che ci volesse una magia pero') che quelle che Racael stava raccontando erano tutte palle. Quello che pero' credo lo spaventasse un po' era che non capiva a che gioco stesse giocando quel giovanotto abbronzato, che di punto in bianco era comparso nella zona più sacra della città senza che i suoi uomini si fossero resi conto di niente.

Capito fin qui? Racael continuava a fare il gentile pellegrino ma comunque il capitano lo (ci) ha fatto sbattere in cella nei sotterranei della caserma.

Non vi dico che schifo e che puzza. In tutto erano nove celle, 6 delle quali occupate da reietti umani tumefatti dalle percosse sdraiati fra le loro stesse feci. Alla faccia dell'amore universale di Arin. 

Racael è stato buttato in una cella e le guardie si sono allontanate. Essendo nei sotterranei non c'era alcuna finestra e mi ha preso un po' la claustrofobia. Sono uscita dalla cella provocando il panico generale di quei cretini dei prigionieri, che hanno allarmato le guardie. Io sono riuscita a sgattaiolare dentro in tempo, e a nascondermi, ma le guardie hanno deciso di perquisire Racael e da lì è scoppiato il putiferio. Racael si è trasformato in orso ed in poco tempo ha dilaniato le 4 guardie che aveva davanti, ma il carceriere è riuscito a scappare e a dare l'allarme. Noi salite le scale, ci siamo incamminati nel corridoio. 

Nel corridoio tra parentesi c'erano delle finestre. Da cui potevo passare io, ma non lui. E lui aveva finito le magie di trasformazione.  Con una zampata ha rotto il vetro della finestra… ma non me la sono sentita di andarmene così.

Coff coff, sia chiaro che le vostre insignificanti vite non hanno nessun valore per chi aspira all'eterno riposino col drago primevo, ma non sono di certo una vigliacca. Anche io avevo contribuito a quel casino.

Così ho sparato tutti i miei colpi, fino all'ultimo, sulle guardie che incedevano verso di noi. Anche il capitano ha assaggiato un po' delle mie stelline, hehe. Ma i nostri incantesimi erano limitati e non siamo riusciti ad andare oltre, erano troppi i militi. Racael ha vomitato un altro orso contro un chierico rinforzato, e si è preparato all'ultima magia che aveva memorizzato: quella in cui poteva fondere il suo corpo nella pietra.

A quanto ricordi io non dovrebbe durare moltissimo, pero' forse può farcela.

Io a quel punto non avevo piu' nessuna possibilità di migliorare la situazione. Ho ringraziato Racael, gli ho detto bye bye buona fortuna e sono uscita in volo dalla finestra.

Si, ho visto anche io la Corona spenta per qualche secondo. Prima che succedesse questo da dentro abbiamo sentito delle urla, prima come di stupore e poi di trionfo. Prima che si spegnesse e poi riaccendesse. Non so cosa abbiano fatto quei maledetti.

Tra parentesi in tutto questo mi hanno vista tutti, mi chiamavano diavolo. Io scappando ho urlato al chierico che eravamo emissari di Vanadi e che quando la corona sarà nelle sue mani gliela farà pagare molto cara. Idea geniale, neh?

(senza dare la possibilità di ribattere ai suoi interlocutori) Comunque il mio racconto finisce qui. Non vi so dire altro.

La ex-fatina si cerca un posto tranquillo fra le assi del tetto, scaccia qualche ragno e si addormenta di sasso.

Nel frattempo, nei sotterranei del castello le prigioni sono deserte. Il via vai delle guardie in cerca dei fuggiaschi è finito; i detenuti sono stati trascinati via dalle loro celle e tutto tace. Racael sente l'incantesimo sciogliersi, e la sua carne indurita pian piano emerge dal pavimento della cella in cui si era rifugiato. Sente alcuni passi avvicinarsi e si appiattisce il piu' possibile nella penombra.

Una guardia scende le scale trascinando un prigioniero sanguinante. Lo sbatte in una cella che richiude e torna al piano superiore senza notare Racael.  Dopo una mezz'oretta viene trascinato giù un altro detenuto, poi di nuovo un altro. Prima che si riempiano tutte le celle, munito del mazzo di chiavi sottratto al carceriere, decide di scambiare vestiti e cella con l'ultimo prigioniero soggiunto, che fisicamente gli assomiglia moltissimo. 

Quando tutti i detenuti sono stati riportati in prigione, alle guardie sembra di averne contato uno in piu'. Ne controllano un paio e riconoscono i loro visi mutilati, così, rassicurati, tornano al piano di sopra e lasciano riposare l'esausto Racael, ansioso di recuperare un po' di energie e di memorizzare i suoi vitali incantesimi.

Al mattino le guardie ricominciano a portare fuori i prigionieri, uno alla volta. Questa volta pero' rimangono molto tempo fuori dalle loro celle, Racael capisce che non ci torneranno mai più. 

Al momento propizio si trasforma in una vipera e striscia su per le scale. Sfugge all'attacco di qualche guardia schifata ed indisturbato sfocia all'aria aperta. E' libero, finalmente,  e si allontana il piu' velocemente possibile dalla città.

 

Dopo aver fatto colazione, D'arcy ed i compagni escono preoccupati dalla taverna. Non hanno ancora trovato un'idea vincente per sfondare la cinta interna, e temono che il compagno non sia sopravvissuto alle magie dei paladini.

Nella piazzetta adiacente alla locanda un bambino indica con il dito verso il cielo, sorridendo. I nostri si voltano a guardare nella direzione verso la quale guarda il bimbo, e sembra che un bel peso improvvisamente si sollevi dalle loro viscere.

 

- Ecco, è fatto così! – sorride D'arcy

Un pellicano svolazza nel cielo sopra di loro, libero e spensierato.

 

 

View
Trip spazio-temporali e inaspettate nuove amicizie!

La sera verso il tramonto, la luce della fiaccola si spegne per qualche minuto. Il panico si sparge per la città e la gente si prostra a terra a pregare. Mentre in taverna i nostri discutono come compiere l'omicidio, Batio chiama Stipnik in cerca di news, ma ottenendo ben poche info. La mattina seguente la fata manda un messaggio a Racael x sapere se sta bene e se necessita d'aiuto. Alche Racael, che si trovava nel boschetto fuori della città, si tramuta in gabbiano e vola verso la taverna. Una volta arrivato picchietta sulla finestra, ma questa non si può aprire; allora Batio si appresta ad andare a recuperare l'amico pennuto. Aprendo la porta della stanza scoprono che per terra ci sono 6 monete d'oro e sulla porta un sacchetto di nero velluto tagliato in due da un coltello conficcato nella porta… una volta portato il pennuto in stanza, questo si ritrasforma in Racael mezzo nudo, con degli stracci. non fa in tempo ad aprir bocca che le mani cominciano a bruciare, un dolore sempre crescente per ognuno dei presenti, poco dopo il pavimento si trasforma in lava ribollente e vi cascano tutti dentro! tutti hanno una forte sensazione di cadere nel vuoto! Batio sente anche delle parole in elfico, e con quel poco che conosce riesce a capire: "Tele trasporto non autorizzato! Tele trasporto non autorizzato!Creare un perimetro! Difendete il rituale!". I nostri si sento atterra su un terreno dopo esser comparsi a circa un metro d'altezza n quel luogo.Quando si riprendono scoprono di essere su un terreno erboso, è notte (?), c'è la luna crescente, sembra ua calda sera d'estate (si sentono le cicale) e sono circondati da tantissimi elfi, con armature di foglie metalliche e armati con delle lunghe lance elfiche. le lance del primo cerchio di elfi sono puntati verso di loro, proprio sulla gola, dietro gli arcieri pronti a scoccare le frecce. dietro di loro si vedono due esseri giganteschi, titanici, di forma umana ma alti circa 30 metri. Uno dei due ha la pelle abbronzata, una tunica vere e capelli verdi, sembra quasi un salice. Il secondo gigante ha dei capelli come delle spighe di grano, con una tunica bianca; alle sue spalle na gigantesca faretra da cui escono  dei bagliori elettric. li vicino ci sono due grandi monoliti fluttuano a diversi metri da terra, tra di loro una specie di muro energetico. Dopo un pò si fa largo un'elfa vestita di un'armatura di foglie d'autunno. da come comanda gli altri sembra di rango superiore, è seguita da un altro elfo vestito con una tunica di fili intrecciati, scalzo e con uno dei fili che gli benda  gli occhi. L'elfa chiede a quello in tunica: "STIEDEL dimmi cosa senti", l'elfo i avvicina a noi: "Hanno un certo potere, ALASSEIADRIN, Vespro Scintillante, mia signora, ma non da costituire una minaccia, però reano QUALCOSA". alchè l'elfa si avvicina e pronuncia un nitido "Aurkitze Xarmagarrien". Dopodiché toglie a tutti ogni oggetto magico, bruciandosi toccando Izotez e lanciando via lo zaino con Ilun. STIEDEL dice: "Hanno qualcosa di magico, il vero aspetto è celato". Dopo l'elfa ci permette di parlare e dare spiegazione della nostra presenza, ma lo chiede a Vasna,l'unico che non sa parlare in elfico. Ovviamente non capisce che l'elfa gli sta chiedendo, questa volta in comune, come siano arrivati o come abbiano la chiave (ovvero Izotez). L'elfa viene richiamata, e si allontana dirigendosi verso i monoliti. guardando meglio si nota che per terra vicino i monoliti ci sono 5 grandi specchi, in ogni specchio si vedo centinaia di altri elfi, ma ogni specchio visualizzava un posto diverso. in uno di questi specchi sembrava ci fossero due eserciti in combattimento, nella notte, elfi contro nani! L'elfa va verso uno specchio, li c'è un uomo in tunica, con un libro in mano e sta cantinelando qualcosa, probabilmente è un mago. Per ogni specchio c'è un mago diverso e sotto i monoliti ci sono dei solchi intrecciati, c'è anche un uomo vicino ad un colonnino in legno ed un sestante che guarda tra questo e il monolite. I vari specchi sembra che rispecchino un luogo con una stagione diversa, e da quello con la neve si sente urlare "IASC; IASC, avete la chiave?!?!" "certo" (ndr: chi risponde?). Davanti lo specchio con la battaglia arriva un elfo(IOSTUNN) che dice: "Signora l'esercito nemico è quasi in posizione, si sta avvicinando il portatore?" e intanto si avvicina un soldato, un mercenario di nome CAIRA… (ndr: mi sa che mi manca un pezzo). l'elfa ritorna alla carica richiedendo info su Izotez e sul drago, ma ovviamente Vasna non sa che dire sulla spada e irrita l'elfa conle sue info circa il drago. Intanto nello specchio della battaglia infuria il combattimento tra le parti. Dopo un pò l'elfa si rivolge ai titani: "SILENIAL, IELESSAL, siete pronti?" "Tratterremo nostra madre all'interno del portale, come i nostri fratelli tratterranno i nostri zii, e poi il nostro debito sarà estinto". Intanto si vede un soldato in armatura completa con dei guanti dorati, con una morning star fiammeggiante, con la parte superiore che sembra un sole, con sopra delle rune e nell'impugnature due cerchi che si incrociano. adesso c'è un soldato in armatura completa er ogni specchio, il cielo si tinge di rosso e il mago sotto il monolite urla "L'allineamento è completo".

<u>(qui mi manca un pezzo prima della parte registrata, vado a memoria fail)
</u>
delle braccia escono dagli specchi ma i titani li respingono dentro, entrando anche loro negli specchi.
La litania dei maghi aumenta, nello specchio con la battaglia si vede che in alto nel cielo, all'altezza dell'orizzonte si staglia una figura, chi la conosce sa che quella è la spada di Iskar, che poco dopo sembra spezzarsi in due! l'esercito dei nani sembra avere la meglio nel combattimento, molti elfi vengono uccisi.
<u>
(qui inizia la parte che ho potuto registrare, che in ogni caso è stata difficilissima da sbobinare causa il vostro spam che copriva la flebile voce del master!!!)
</u>


nella battaglia parte un gigantesco raggio di energia, bianco, che devasta tutta l'armata dei nani, il raggio diventa così grosso che si allara fino allo specchio, prima colorandolo di bianco poi mandandolo in frantumi. uno alla volta tutti gli specchi vanno in frantumi, l'elfa urla di chiudere il portale, ma il soldato prova a girare la chiave infiammata in ogni modo ma non riesce a chidere il portale. ALASSEIADRIN urla ai maghi di interrompere il rituale e di alzare gli scudi. intanto si crea una sorta di cupola attorno al monolite. un istante dopo il flusso di energia si richiude rientrando all'interno della barriera, entrando nel portale. ALASSEIADRIN continua a urlare di tenere gli scudi su! un istante dopo il flusso di energia che era rientrato da una parte dilaga interamente dall'altra, verso di noi! i maghi vengo inceneriti nell istante in cui il flusso tocca lo scudo, poi incenerisce ALASSEIADRIN e tutti quelli che vengono investiti dal flusso, tutto in ochi istanti. Il simbolo del drago sui palmi brucia tantissimo e sembra che restiamo intrappolati in una bolla! tutto quello che abbiamo indosso viene incenerito, tranne noi, Izotez e Ilun. Izotez sembra addirittura splendere di più. Alborg prende Izotez, dopo aver provato a proteggersi con una spell di protezione dal freddo che non è nenahce partita. dopo un pò si riesce a distinguere il paesaggio che ci circonda. il terreno intorno a noi si sta disintegrando, crepacci enormi  di terrno che si sollevano. Il simbolo del drago brucia sempre di più. Vidal si focalizza sul simbolo, riesce a comunicare col drago primevo che gli dice "Fermatelo prima che distruga il mio guscio!". decidiamo di andare avanti, notando che il palmo ci fa da protezione contro quell'energia devastante. camminiamo mettendo le nostre mani in avanti a protezione, ma si avanza a fatica per via della resistenza del flusso di energia. oltre a avanzare faticosamente il dolore al palmo diventa + forte. ci avviciniamo tutti insieme unendo le braccia in avanti per migliorare la resistenza. si avanza a fatica e + si avvicina il raggio attorno a noi al nostro corpo. avanziamo in formazione a V con Alborg in punta con a protezione sia il palmo che Izotez. avanzando e avvicinandosi il fascio i nostri perdono prima pezzi di corpo, poi i corpi si disintegrano. con molta fatica Alborg è l'unico che riesce ad arrivare al monolite, prova ad usare Izotez come hanno fatto i vari soldati con le altre chiavi, ma non succede niente. alche Racael prova a prendere la morning flail infuocata da terra e la usa insieme Alborg con Izotez, infilandole entrambe nel portale da dove esce il fascio di energia. il fascio però finisce di disintegrare Alborg e racael afferra il moncherino di Alborg con la spada ancora attaccata e gira entrambe le chiavi sulla porta. Il flusso di energia svanisce immediatamente, facendo ritornare il buoi della notte. Racael si sente cadere e vede un gigantesco  flusso d'acqua , altissimo che investe tutto. nell'oscurità sentiamo una voce familiare, sembra il drago: "Mi avete servito bene, il vostro debito è saldato!". la sensazione che provano tutti è quella che hanno provato quando il rituale per arrivare al drgo prmevo è stato attivato, con la differenza che sono avvolti nell oscurità. sentono che le coscienze, i corpi cominciamo a riprendere coerenze, e si sentono come davanti una scelta:  i draconisci sentono che possono tornare come erano prima o restare draconici! "Adesso siete liberi" i corpi sembrano ricostruirsi. Batio chiede al drago primevo di avere qualche goccia del suo sangue. il drago:"Conosciamo la vostra missione, quando sarà il momento saremo noi a darvi il sangue. Ma in cambio, dato che il nostro sangue ha + valore delle vostre vite, resterete a nostro servizio per tutta la vita!". poco alla volta l'oscurità schiarisce fino a che i nostri non rivedono la luce del sole uscire dalla finestra della taverna. i loro corpi sono integri, così come tutti i loro oggetti. Vidal è tornato sfregiato, la pixie è tornata fatina. per terra cè la mazza  infuocata che sta incendiando il pavimento, Batio la afferra prima che il fuoco divampi nella locanda e prova anche a spegnere il fuoco. Come Izotez, Batio dovrebbe subire dei danni, in questo caso da fuoco, ma grazie ai nuovi poteri donatigli dal demone di Zear riesce ad afferrarla senza subire danni. Sulla morning star ci sono inise delle rune: SU

Alborg, Vidal e Vasna vanno in giro a cercare dei vestiti o un'armatura per il druido e uno scudo e per dare unìultima occhiata in previsione dell'omicidio che devono commettere. Batio resta in stanza per tenere la morning infuocata e chiede a Alborg di tovargli una pietra o altro che gli permetta di appoggiare la morning per terra.
Mentre sono in giro si accorgono che sono seguiti da un uomo, di nero vestito e gobbo. se lo ritrovano in ogni strada in cui vanno e in ogni negozio. tornati alla locanda lo trovano anche li, allora decidono di avvicinarlo e chidergli perchè li sta pedinando. l'uomo sembra un vecchio, col volto scavato, Vasna si avvicina e comincia a prendere contatto e scopre che ci conosce e vuole parlare con tutti i suoi compagni insieme. Così decidono di portarlo su. una volta in stanza Batio è contrariato dall'avere in stanza un ospite senza sapere chi sia e perchè. ma detto ciò il vecchio si gira, si toglie il mantello e non è più ne gobbo nè vecchio, ma un uomo più giovane, alto, col volto segnato dal vaiolo, una ustione che scende dal collo, capelli neri con fili grigi, sguardo penetrante, ha tre spade al fianco (una al fianco destro e due al fianco sinistro). Batio impugna saldamente la mazza notando chi fosse l'uomo, sudando freddo. L'uomo parla: "signori, scusate la mascherata,ma vedo che anche voi viaggiate sotto mentite spoglie. il mio nome è Vanadi! Batio tranquillo, non sono qui per farvi del male, anzi. bell'arma, interessante dove l'avete trovata? comunque volevo ringraziarvi in quanto mi avete aiutato con tutto quel casino alla fiaccola di Arin è stata molto utile" Vidal: "sei tu che l'hai spenta, quindi?" "fossi in voi non perderei tempo a rubarla, non è l'originale quella che splende in cima alla fiaccola, si può dire che sia il primo oggetto magico creato in questa era, sicuramente un primato non da poco. Ad ogni modo, so che siete in cerca di alcune reliquie degli dei e che la vostra missione non deve essere ostacolata, ma adesso la corona serve a me, devo scongiurare una certa predizione." Vasna: "una predizione che riguarda Dubrie?" "Dubrie è un idiota, ma è molto pericoloso! molto probabilmente la falsa corona si spegnerà al suo arrivo, ma ci farà guadagnare un pò di tempo. Comunque, non è di questo di cui volevo parlarvi, so che siete alla ricerca di acune reliquie degli dei e i vostri interessi coincidono con i miei e sono qui per aiutarvi. Intanto ho qui alcune cose per voi (tira fuori un sacchettino e lo lancia sul tavolo), aprite, aprite, Sono delle gemme, valgono circa 1500 monete d'oro, vi serviranno per compensare la gilda di coloro che camminano nelle ombre, dato che non vi potranno aiutare col casino che avete fatto, ma almeno così non sarebe in debito con loro e non dovreste guardarvi alle spalle in attesa di un assassino. Lasciatele pure in stanza, loro capiranno. Immagino che avete ricevuto il loro avviso di disdetta? E poi ho qui per voi un oggetto che mi è costata molta fatica per averla, quindi fate molta attenzione e usatela con cura (mette sul tavolo un altro sacchetto con dentro una collano con un ciondolo di ametista). Questo vi tornerà molto utile per trovare i nani, è un antico oggetto magico creato da uno gnomo. è l'unico oggetto magico in circolazione che permetta di giungere ai nani sul piano dove sono stati relegati. Fate attenzione, in quanto ha degli effetti collaterali sui nani o affini che lo volessero usare per fuggire dal piano in questione." Racael: "Perché ci stai aiutando? e in che senso le nostre missioni coincidono?" Vanadi:"Perché so che se non  porterete a compimento la vostra missione le sorti delle valli tutte saranno segnate! Sto solo cercando di indirizzarvi verso lidi + utili ai miei fini. Dovete sapere che si sta radunando ai confini settentrionali di quello che un tempo era lìimpero degli elfi, una gigantesca orda di orchi radunata sotto l'insegna di quel che resta della spada di Iskar, che fu spezzata in due parti in tempi memorabili durante l'ultima guerra tra elfi e nani. una delle due parti fu usata qualche secolo addietro dai nani per forgiare un'arma molto pericolosa; l'altra metà potrebbe essere usata per crearne una gemella, disponendo degli ingradienti e delle conoscenze necessari. Purtroppo al momento si trova in mano al capo degli orchi che si stanno radunando. la spada ha solo la metà del potere di un tempo, non ha + il potere di infondere il terrore tra le fila degli eserciti avversari, però è sufficiente per raccogliere attorno a se eserciti numerosi. senza di essa il capo non riscirebbe a mantenerne l'unità a lungo da poter essere una minaccia per le valli. e quindi suppongo che prima o poi tutti gli orchi sbarcheranno da questa parte delle valli, ma potremmo avere una chance di infrangere l'orda prima che ci spazzi via tutti. quindi se riuscirete a sottrarre la spada spezzata di Iskar dal capo degli orchi, voi avrete la vostra reliquia e l'esercito del Kenar avrà una speranza di fermare l'esercito degli orchi prima che arrivi a valle centro.Comunque avete tutto da guadagnarci da questo scambio, non vi chiedo nulla in cambio. quindi in bocca al lupo!" Alborg:"Cosa ne sapete di Dubrie? come mai risce ad annullare la magia intorno a se?" Vanadi:"Non so se usa qualche tipo di oggetto magico o c'è dell'altro." Racael:"Perché vai in giro con tre spade?" Vanadi:"una è un ricordo di vecchi avventurieri del passato, morti nel tempo, la chiamavano la Spada di Falak, l'ho recuperata in giro per le valli, le altre spade sono un ricordo di quando ero ancora un apprendista, non ho mai terminato il mio apprendistato e le uso ancora. Ad ogni modo, dovete scusarvi, ho dato io le vostre informazioni alla gilda in modo che potessero aiutarvi e che vi accogliessero senza problemi" Batio:"come possiamo usare il ciondolo?" Vandai:"probabilmente basta dire il nome arcano del piano in cui volete recarvi, in realtà essendo una prigione creata apposta per i nani vi basta dire solo la parola arcana giusta"

View
Finalmente i nani!

Il gruppo è ancora al cospetto di Vanadi, che risponde alle domande che gli vengono poste in modo conciso ed elusivo, a volte anche fin troppo. Difficile capire cosa non sa e cosa non vuole dire. Sembra però plausibile il fatto che l’"alleanza" con Igarle possa portare ad entrambe le parti dei vantaggi, almeno per ora.
L’ospite inatteso è molto interessato invece alle storie sul ritorno dei draghi, e in particolare su questo drago primevo che giace sotto terra, e che pare sia più potente degli dei stessi.
Che poi sta cosa l’ha detta lui, anch’io sono bravo a millantare se voglio e soprattutto se non ci sono dei nelle vicinanze a sentirmi.
Comunque dopo un po’, quando si sono esaurite le reciproche curiosità, il “momentaneo” alleato se ne va, lasciando le pietre preziose (sbav) per la gilda di fotofobici e l’amuleto del teletrasporto planare.
Alborg, Batio e la fatina escono a fare provviste e a trovare dei vestiti decenti per il rinato Falce.
Al ritorno, si fanno tutti coraggio e provano ad usare l’amuleto. Niente. Vari tentativi vanno a vuoto, di cui alcuni contemplano come destinazioni la torre di Igarle e la nave volante di Zear (sigh).
Finalmente, pronunciando la parola “Landrr” (che pare voglia dire nani, bah), tutto esplode!
Però in senso buono, un po’ come la disintegrazione di poche ore prima, indolore e soprattutto senza effetti reali sul corpo.
Infatti il gruppo si ritrova catapultato in un attimo in… un’immensa distesa di cenere dove… nevica cenere. Bel posto, davvero.
In realtà la cenere non cade dal cielo, o meglio, quella che cade dal cielo ora è solo l’effetto del teletrasporto, evidentemente.
A perdita d’cchio non vi è che questa distesa infinita di schifume, intervallata da piccole protuberanze che da esso emergono… Racael, vinto dalla curiosità, prova a toccarne una e a togliere la cenere sopra depositata. E’ un essere vivente, quello che in realtà si cela lì sotto!
Dei piccoli occhi, che ogni tanto si aprono per pochi secondi, sono l’unica prova che quell’essere è effettivamente vivente, però. Ogni mucchietto di cenere è quindi in realtà un nano… ce n’è un numero incalcolabile, tutti dormienti.
A un certo punto mi accorgo però di qualcosa che, all’orizzonte, solleva una scia di cenere. E ad arrivare, dopo poco, è un nano con le orecchie a punta… quindi un non-nano. Secondo alcuni è uno gnomo. Anche l’essere pare confermare la cosa.
Però ci ha scambiati per qualcun altro, uno gnomo che, a suo dire, era riuscito a trovare il modo di fuggire e di tornare nel nostro mondo, lo gno-mago più potente si sempre! E il suo nome era… Dimble! Andiamo bene, da quel che raccontava Allavandrel su Dimble, gli gnomi devono proprio essere messi bene…
Lo gnomo ci fa da guida verso il nostro obiettivo, il nano forgiatore di spade della distruzione dell’universo, e strada facendo ci parla di quanto ameno sia stare in vacanza lì e del fato che Dimble era riuscito sì a fuggire, ma perdendo completamente il lume della ragione. Già questo spiega tante cose.
Lo gnomo Arkanoid, ci spiega anche che, ogni tanto, qualcuno (gnomo o nano che sia) si sveglia dal torpore e, in teoria, potrebbe anche tentare di lasciare questo paradiso di cenere per tornare a “casa”. Ci sono però delle prove terribili da affrontare (in realtà nessuno le ha mai affrontate, le solite leggende metropolitane), una delle quali consiste nel restare nudi (oddio) davanti alla luce di Arin, che ti giudica per i tuoi peccati e decide se sei degno di lasciare la tua prigionia o meno. No, no, già questa prova non promette niente di buono, non mi piace.
Nel frattempo (tempo che però non sembra scorrere secondo le normali leggi a noi conosciute) una struttura spaventosa si delinea all’orizzonte, un intreccio di enormi funi di metallo che si intersecano tra loro a una certa altezza da terra e poi si innalzano verso il cielo, a perdita d’occhio. Questo è il tormento di colui che forgiò la spada la prima volta (sì, quella che serve a noi) e che la donò a Iskar che ne fece non si sa cosa, ma successe un putiferio e alla fine anche Iskar fece finta di incazzarsi coi nani per scaricare la colpa su di loro, e gli dei tutti esiliarono sti poveracci qui. Anche gli gnomi, forse perchè erano bassi pure loro e si confondevano.
Ovviamente il primo pensiero è quello di tirare giù questo tizio, ma ovviamente un metallo posto lì dagli dei non è esattamente di scarsa fattura.
La fatina, volando, prova a comunicare con il nano, che si dimostra alquanto allegro e loquace, infatti si esprime a rantoli e monosillabi. LA fatina è pure sorda, quindi si sviluppa un dialogo tra premi Nobel.
All’improvviso, giusto per rompere le balle senza essere stato interpellato, uno dei tanti nani cosparsi di cenere lì intorno comincia a parlare, dice di essere il più saggio dei nani (ma è uguale a tutti gli altri) il quale invita il gruppo ad andarsene, a lasciarli in pace, perchè la loro punizione ancora non è stata abbastanza severa e il loro peccato non ancora espiato. Questo è saggio come un uovo marcio, ma come? Arriva qualcuno che può aiutarti e tu lo mandi via?1 Vabè.
E’ lui in realtà che ci parla della spada data ad Iskar, ma io in realtà l’avevo già capito.
Anche Falce ha già capito un sacco di cose, tipo che Iskar ocn quella spada ha ucciso Xarma, ma dopo un po’ che parla mi distraggo pensando allo stufato. Che buono lo stufato… però chissà perchè qui non ho fame… Che menata, prima di tornare indietro dovremo pure tirare giù sto vecchio, chissà tra quanto mangerò ancora dello stufato, e chissà quando taglierò la testa a quella stronza di falsa piratessa ladra di navi volanti…

View
Fuga dalle Pianure di Cenere: le 4 prove degli dei ovvero "this... is... SPARTAAA!"
Pianure di Cenere, Prove degli dei

Continua il colloquio con il saggio nano ex-chierico di Iskar (a suo dire).
Nel suo incontenibile ottimismo ci conferma che la punizione che lui ed il suo popolo stanno subendo non e’ ancora sufficiente per l’espiazione dei loro grandi peccati per cui ci invita a sloggiare onde lasciarli soffrire in pace, ecchecavolo!
Mi domando quindi se tutti i nani abbiano questa peculiare tendenza all’autocommiserazione ed al masochismo o se sia una caratteristica di questo nano in particolare…

Davvero emo questi nani…

In uno sprazzo di energia vitale il saggio aggiunge che gli dei, nella loro divina compassione, hanno lasciato comunque una speranza al popolo nanico e gnomico: le Grandi Prove.
A seguito delle nostre domande arriviamo a capire che tali Grandi Prove sono di numero imprecisato ma che la prima consiste sicuramente nel sottoporsi al sacro giudizio della Luce di Arin, mentre l’ultima, quella di Iskar, prevede l’incontro con un non meglio precisato Guardiano.
Tale prova puo’ essere superata senza sconfiggere il suddetto Guardiano, ed in tal caso il sigolo individuo che superi tale ultima prova sara’ finalmente liberato dalla sua prigionia.
Per contro, sconfiggendo il divino Guardiano, si otterrebbe, ipso facto, la liberazione dell’intera genia nano-gnomica.

Che buontemponi questi dei… pensano sempre a giocare… non facevano prima a sfidarli ad una corsa nei sacchi, dico io? Meno male che il Grande Drago e’ differente…

I Sacri Emissari del Drago Padre cincischiano cercando di mettere ordine nelle informazioni fin qui raccolte omnde decidere il da farsi.

Piu’ li conosco e meno li capisco: non e’ assolutamente evidente che l’unica strada e’ quella di affrontare le Prove, sconfiggere il guardiano e liberare questi tapini dalla loro ingiusta prigionia? Boh…

A questo punto il saggio nano augura a tutti una buona sofferenza e torna a dormire ricoprendosi presto dell’onnipresente cenere.
Per fortuna interviene il piccolo Gnomo a togliere tutti dall’impasse, decidendo che e’ oramai giunto il momento di tentare personalmente le Prove, avendo atteso, inutilmente, piu’ che a sufficienza.
“Forse la vostra venuta ha questo significato, serve a ricordarci che siamo noi a doverci liberare dalla nostra stessa prigionia e che soffrire eternamente non ha scopo… posso contare sulla vostra compagnia e sul vostro aiuto nella mia ordalia?” ci chiede.
Ci metto meno di un nano(gnomo?)secondo ad acconsentire con entusiasmo, ricordandomi soltanto dopo averlo fatto che forse sarebbe stato piu’ educato lasciare che i Sacri Emissari esprimessero liberamente il proprio parere prima del sottoscritto.

E vabbe’… daro’ la precedenza ai bradipi la prossima volta…

Inizia quindi la marcia per le distese di desolata e desolante desolazione.
Non si capisce come faccia lo Gnomo, che ci precede, a decidere in che direzione andare ma forse non e’ davvero cosi’ importante…
Il tempo sembra non passare mai e senza avvertire la fatica, anche il camminare diventa presto un’attivita’ automatica, come il resiprare, il che lascia alla mente la possibilita’ di vagare libera tra i pensieri.
Presto, forse per via dello cupo scenario che ci circonda, la nostra mente viene portata a ponderare e rimuginare sui propri rimorsi e sui propri peccati.
Ci accorgiamo improvvisamente di essere rimasti tutti silenziosi e sovrapensiero per un tempo indefinitamente lungo e soltanto l’essere inciampati in Batioz che ha deciso di sostare sedendosi nella cenere, ci ha riportati alla realta’.
Batioz, Darcy ed io ci accorgiamo anche di aver pianto e ci asciughiamo le lacrime, gli altri 3 nostri compagni sembrano invece tristi ma non particolarmente provati dall’esperienza.
Il piccolo gnomo che ancora ci precede addirittura singhiozza disperato pur non rallentando il suo passo. Arrivo ad apprezzarlo per la ferrea risolutezza che dimostra nonostante la situazione.
In lontananza, di fronte a noi, sembra delinearsi la luce dell’alba e, stagliata di fronte ad essa, una semplice struttura ad arco.
Approfitto della pausa per farmi aiutare da Alborg, che sembra il guerriero piu’ esperto del gruppo a parte il sottoscritto, a cambiare la mia armatura, mettendo nello zaino quella a Bande di taglia umana e recuperando al mia gloriosa armatura a scaglie dorate donatami, oramai tanto tempo fa, dal grande Xarthasax in persona.

Se devo affrontare le Grandi Prove degli dei, voglio farlo e, se necessario, anche spirare, nella mia vera forma…

Ricomincia la marcia di avvicinamento a quello che si dimostra essere davvero un semplice arco di pietra, con il simbolo di Arin scolpito sull’architrave, alle cui spalle la luce del sole, oramai sorto, risulta quasi fastidiosa agli occhi.
Il piccolo gnomo si prende un momento di pausa, nella quale io decido di tornare alla mia vera forma draconica, indi si accinge a passare attraverso il portale incitandoci a seguirlo.
Avvicinandosi al portale, la luce del sole, presumibilmente anche la luce dello stesso Arin, diventa assolutamente insostenibile per lo sguardo costringendo tutti a chiudere gli occhi coprendoli anche con le mani.
A tutti gli altri, tranne che al sottoscritto, la luce produce anche dolore fisico, qualcosa di simile a delle bruciature.
Darcy lancia un grido di aiuto ed io, procedendo a tentoni, accorro velocemente in suo soccorso curandola e permettendole cosi’ di sopravvivere alle tremende ferite dovute alla luce di Arin.
Essendo tutti piuttosto bruciacchiati (tranne il sottoscritto), il resto del gruppo, assime allo gnomo, decide di ritirarsi tornando a distanza di sicurezza dal portale. Il sottoscritto, completamente accecato, non capisce cosa stia succedendo ma si fida delle parole di Batioz, uno dei Sacri Emissari, che lo spingono a procedere verso la luce.
Cosi’ faccio, sicuro di essere assieme ai miei compagni.
Ad un certo punto la luce scema fino a sparire e mi ritrovo dall’altra parte.
Faccio il giro attorno a portale e incontro i miei compagni che sono ancora alle prese con la luce accecante che io, pero’, non vedo piu’.
Si procede alla guarigione degli ustionati, io do fondo a quasi tutti i miei poteri curativi per rimettere in sesto lo gnomo, Alborg e, nuovamente, Darcy.
Non vedendo altre soluzioni si propende per l’ipotesi di utilizzare la Pietra di Ilun evocandone i poteri per proteggersi dall’ira divina veicolata attraverso la Luce di Arin.
Lo stratagemma funziona e permette a tutti quanti di passare finalmente indenni.

Un altro periodo indenfinito di marcia lungo le cupe Pianure di Cenere ci porta di fronte ad un secondo arco di pietra, stavolta chiuso da portoni di pietra, che riporta il simbolo di Ilun sull’architrave.
Uno scheletro, apparentemente di un nano, giace sul terreno, diviso a meta’ dal portale: dalla parte da cui arriviamo noi si trovano gambe e bacino, dall’altra parte la parte superiore dello scheletro, assieme ad un pugnale incastrato nella gabbia toracica.
Appena toccato lo scheletro diventa cenere ma il pugnale rimane e Batioz lo regala allo gnomo che pero’ lo guarda con una certa preoccupazione.
Il portone resiste a tutti i tentativi di forzarlo via forza bruta da parte mia e di Racael ed anche al tentativo di aprirlo cospargendolo di sangue effettuato da Alborg (utilizzando il suo sangue).
Di nuovo lo gnomo, oramai psicologicamente stremato dalle ultime esperienze, toglie tutto il gruppo dall’impasse offrendosi come sacrificio umano al dio dell’oscurita’ e della morte.
“E’ per questo che mi avete donato questo pugnale, nevvero? E’ questo, e null’altro, che ci chiede Ilun per passare oltre la sua porta…”
Non trovando alternative valide, il gruppo accetta l’estremo sacrificio del piccolo gnomo ed io personalmente non posso esimermi, di fronte a cotanto estremo e altruistico sacrificio, di promettere solennemente che faro’ tutto quanto e’ in mio potere per liberare la sua stirpe da questa prigionia ed adoperandomi affinche’ la sua morte non sia stata vana.
Lo gnomo, dimostrando sommo coraggio e sopportazione del dolore, si taglia le vene delle braccia cominciando a dissanguarsi. Alborg sostiene la creatura tra le braccia tenendolo nei pressi del portale, il quale si apre silenziosamente non appena lo gnomo esala il suo ultimo respiro.
Io accerto la morte della creatura e poi decido di trasportarla con noi tenendola tra le braccia.

Il terzo portale viene raggiunto dopo un altro lasso di tempo indefinibile.
Questo riporta il simbolo di Amalurra sull’architrave, e’ aperto come quello di Arin ed attraverso di esso, e solo attraverso di esso, si intravede una scena bucolica: prati erbosi, un cielo terso e soleggiato, un laghetto d’acqua fresca e cristallina, alberi rigogliosi carichi di dolci e succosi frutti, uccellini cinguettanti e teneri animaletti.
Racael sente subito il richiamo della Natura (no, non nel senso che deve fare i bisogni) ed entra nel portale subito seguito dal resto della compagnia.
Nei pressi del laghetto giace supino un nano apparentemente addormentato mentre un secondo nano, nudo, sguazza felice nel laghetto poco profondo.
I nani si dimostrano subito piu’ che amichevoli ma anche stranamente letargici nei loro discorsi, quasi inebetiti.

Qui gatta, anzi Amalurra, ci cova… bah, che nani debosciati questi due: basta un laghetto, qualche uccellino canterino, degli splendidi frutti dolci e succosi che… beh, in effetti sembrano proprio deliziosi… quasi quasi…

La compagnia scambia poche parole con i due nani senza convincerli a riprendere il loro viaggio con loro ma anche senza cedere ai loro inviti a fermarsi anche soltanto per un veloce bagnetto e magari uno spuntino.
Ripartiti, dopo un certo tempo come consueto difficilmente misurabile, essi giungono nei pressi di un portale identico a quello da cui erano entrati che riporta pero’ nelle Pianure di Cenere.
A quella triste vista nessuno esita eccetto il sottoscritto che all’ultimo momento sente mancare la sua determinazione accingendosi a tornare indietro.
Vista la situazione Alborg si offre per inseguire il draconico onde convincerlo ad passare il portale soltanto per rimanere a sua volta irretito dal fascino della natura in tutto il suo splendore.
Batioz parte per secondo nel tentativo di recuperare i due compagni ma anche lui cade preda del magnetismo esercitato dal divino paradiso della natura.
Infine soltanto Darcy riesce a convincere i tre a tornare indietro ed a farli passare oltre il portale, sebbene Alborg, ancora titubante, richieda una decisa spinta da parte di Batioz.

Altra marcia senza tempo ed i nostri eroi arrivano finalmente al quarto portale, quello che riporta il simbolo di Iskar.
Anche questo risulta aperto ed attraverso di esso si vede un’immenso ambiente il cui pavimento e’ composto da pietre quadrate di 1.5×1.5m.

Ma guarda, in questi riquadri ci sta dentro perfettamente ognuno di noi con la sua bella basetta… er… ho pensato basetta? Intendevo piedi…

Poco distante dal portale si trova una strana struttura apparentemente bidimensionale, alta circa 10 metri, composta da una sorta di energia solida, rossa e pulsante.
Non appena il gruppo supera il portale, la struttura prende a muoversi dimostrando di essere una specie di statua vivente di un enorme nano armato di un altrettanto imponente Martello a 2 mani. L’essere sembra non possedere ombra ne’ esserne colpito, il che rende difficile capire la sua profondita’ e la sua esatta forma quando rimane immobile.
La figura, il probabile Campione di Iskar, si sposta fino a mostrare un secondo portale che riluce di una qualche forma di cortina di energia, cosa che accade anche al portale che il gruppo si e’ lasciato alle spalle.
L’essere si porta accanto al secondo portale e sembra indicarlo con il suo martello, come ad invitare i nostri eroi ad abbandonare questo posto indenni.
Ricordando le parole del saggio nano seguace di Iskar, il gruppo si consulta per decidere il da farsi. Conoscendo l’indolenza dei miei Sacri Emissari chiedo subito una votazione: “Questo e’ quasi sicuramente il Campione di Iskar, sconfitto il quale libereremmo la stirpe nano-gnomica dalla sua prigionia: Volete affrontarlo o passiamo oltre senza colpo ferire?”
Incredibilmente la maggiornaza assoluta, con l’eccezione di Vidarr, ancora un po’ titubante, vota a favore del combattimento.
Estremamente soddisfatto, depongo il cadavere del coraggioso gnomo nel pressi del portale, in modo da non rischiare di calpestarlo durante la lotta, poi imbraccio scudo ed estraggo la spada, portandomi in testa al gruppo.
Al mio “Siete quindi pronti?” sento i Sacri Emissari estrarre le loro armi assumendo posizioni marziali (ecco, ora ci starebbe bene una bella foto di gruppo :), in risposta alle quali anche la ciclopica e terrificante creatura composta da pulsante energia rossa si muove riposizionandosi di fronte a noi pronto alla pugna.

“Questa non e’ pazzia… questa… e’… SPARTAAA!”

View
Polymorfh rules, sul piano-prigione dei nani almeno...
Nano rosso, idre, polymorfh, Belorin sette martelli

Al mio “Siete quindi pronti?” sento i Sacri Emissari estrarre le loro armi assumendo posizioni marziali (ecco, ora ci starebbe bene una bella foto di gruppo :), in risposta alle quali anche la ciclopica e terrificante creatura composta da pulsante energia rossa si muove riposizionandosi di fronte a noi pronto alla pugna.

“No, no, aspettate!” urla la piccola fatina: “Forse è meglio che vi potenzi un po’”.Sussurrando parole arcane distribuisce protezioni su un po’ tutti.
Alborg passa la spada magica Izotez a Vaasha, proteggendolo prima dal freddo.
Preso dall’entusiasmo dell’imminente battaglia, Vaasha rivolgendosi alla fatina dice: “Riesci a farmi diventare grosso come il nano, un bel Drago?”, la fatina guarda in alto, ci pensa un attimo… poi con un grosso sorriso e sfregandosi le mani gli risponde “Mi è venuta un idea geniale!”
Si avvicina e pronunciando una frase in arcano lo trasforma in un idra a nove teste!
“Vi piace? Non è meraviglioso?”
Increduli i compagni ammirano il prodigio.
L’enorme nano rosso si scaglia contro l’idra. Non fa nessun rumore, ma solo tanto dolore.
Colpisce duramente l’idra generando dall’impatto una luce rossa.
Batio si sposta lateralmente e colpisce il nano con uno dei suoi devastanti raggi neri.
Il raggio viene assorbito dal corpo del nano e rigettato verso il mittente.
Batio assaggia per la prima volta la forza del suo incantesimo: la botta è devastante, cade a terra e si rialza incredulo.
Racael e Darcy si spostano su un lato, Vidarr rimane dietro l’idra.
L’idra attacca con tutte le sue nove teste. Morde il nano procurandogli graffi e sgretolando parte del suo corpo. Sembra esser fatto di vetro rosso, ma molto più resistente e pesante.
Batio lascia a terra la mazza infuocata Su ed estrae la balestra.
Intanto Alborg si avvicina alla fatina: “Ne hai ancora di quelle trasformazioni?”, la fatina: “Ma certo mio caro!”, entusiasmata più che mai trasforma anche Alborg in un idra.
La battaglia è cruenta.
Racael e Vidarr provano ad evocare il primo un orso e il secondo una spada incantata, ma su questo piano questi incantesimi non funzionano. Rimangono a guardare…
Batio desideroso di collaborare si volta verso Darcy, non fa neanche in tempo a parlare che la fatina vola verso di lui trasformandolo in un idra.
“Che bello, che bello, tutte idre!” gioisce Darcy.
Batio/idra si avvicina al nano e sferra l’ultimo attacco mortale.
Il nano esplode generando una grande luce rossa, colpendo Alborg, Vaasha e Batio.
Gli effetti magici sono svaniti e tutti si ritrovano nella forma originale.
La fatina è sconsolata…
A terra ci sono scaglie di materia rossa. Dalle scaglie appaiono sei cavalieri neri, in armatura completa e fatti della stessa materia del nano.
Questa volta la prova è quella di Ilun.
Agili e forti cominciano ad attaccare le tre ex idre.
Vaasha viene colpito più volte, barcolla ma grazie ai suoi poteri riesce a resistere.
Racael prova ad evocare un animale in aiuto ma su questo piano non funziona.
Darcy mira e spara una delle sue sfere scintillanti.
Lo stesso fa Racael con la sua colonna di fuoco.
I cavalieri sono molto agili, quasi tutti schivano i colpi tranne due che si sgretolano sotto la potenza delle magie.
Alborg canalizzando gli incantesimi nel martello devasta uno dopo l’altro i cavalieri.
Il duro scontro è terminato.
Un forte vento spazza via le rimanenze dei cavalieri neri.
Vaasha stremato cade a terra. E’ ferito gravemente.
Racael si avvicina e lo cura invocando il potere di Amalurra.
Il portale da dove sono passati crolla.
Raccolgono velocemente qualche pezzo di nano rosso, Vashaa recupera il cadavere dello gnomo e passano attraverso il portale ancora aperto.
Vidarr una attimo prima di varcare la soglia urla: “Abbiamo superato le prove, chiediamo la liberazione del popolo dei nani!"
Si ritrovano in un grande spazio buio. Sotto c’è la pietra.
Racael fa luce con un incantesimo.
Si trovano al centro di una grossa sala di pietra lavorata. Ai lati ci sono innumerevoli corridoi, alcuni sono chiusi da porte finemente lavorate con delle lettere in nanico.
Attorno ci sono nani e gnomi che, ancora ricoperti da cenere, si guardano attorno increduli.
Darcy e Batio provano a parlare con loro.
Un nano afferra le mani di Batio e saltellando urla: “ Siamo a casa, siamo a casa!”
Qualche nano si inginocchia a terra e bacia il pavimento.
Gli gnomi festosi cominciano a correre attorno alla sala.
Una campana suona velocemente.
Darcy e Vidarr provano a spiegare a un nano che vogliono parlare con Ruskor, il nano fabbro che ha forgiato la lama.
“Cosa? Non nominare il nome di quel maledetto! E’ tutta colpa sua”
Poi guarda meglio i due e dice: “E tu cosa ci fai qui? E voi umani? E quel mezzo drago? Come siete arrivati?”
“Siamo noi che vi abbiamo liberato, abbiamo visto la vostra prigione e abbiamo affrontato le prove per voi” risponde Darcy.
“Eh si, voi! Non ci credo. Ah, è arrivato!, il nostro re da uscendo dal balcone”
“Chi?”
“Il re Belorin! Belorin sette martelli!”
Il re ancora impolverato dalla cenere esce da una porta al primo piano, si avvicina al balcone e srotola un grande e vecchio stendardo a forma di ventaglio raffigurante sette martelli su sfondo rosso, lo pone lungo il balcone e si affaccia, guarda commosso il proprio popolo ed esclama a voce alta: “Siamo a casa! Finalmente! Dobbiamo festeggiare, aprite le botti di birra!”

View

I'm sorry, but we no longer support this web browser. Please upgrade your browser or install Chrome or Firefox to enjoy the full functionality of this site.