Le lacrime di Xarma

La fine del Dracolitch
taaac!

…proprio mentre il drago alza la zampa per schiacciarmi, riesco a castare una sfera di Otiluke. La zampa del mostro si ferma attorno alla minuscola pallina che mi protegge. Io ammetto di essermela fatta addosso.

Gli altri, scaltri, aspettano che finisca l’effetto di Haste prima di rimettersi in moto e di andare a cercare il fantomatico Cavaliere del Rododendro. Alcune creature si avvicinano a loro nonostante la protezione divina della Corona, ma Alazon li scaccia con le sue frecce di luce, che però malauguratamente attraggono altri mostri con ali di pipistrello che si fiondano dall’alto su di loro.

Nella mia bollicina di salvezza, decido di non indugiare oltre e di tornare dal Maestro. Allarmata gli spiego strillando che il drago sta distruggendo la porta della città e lo incalzo a fare qualcosa di più concreto.

NAGUSIIIII NAGUSIIIII!!!! – Infastidito dall’uso improprio del suo nome vero, il maestro si surriscalda fino a diventare un ammasso incandescente che prende il volo come una palla di fuoco scagliata verso l’alto. In cielo prende la forma di un triangolo, da cui parte un cono gigantesco di fuoco che polverizza un terzo dei non morti.

Io mi gaso tantissimo, mi rivolgo al mago che armeggia sul braciere, Samufah è il suo nome, e gli ordino di radunare tutte le forze sopravvissute e di organizzare un contrattacco. Duemila difendono la porta minacciata dal drago e gli altri ottomila devono uscire a combattere gli ultimi zombie rimasti.

Nel frattempo gli altri, non ho capito come mai, ma hanno deciso di tornare indietro dal drago. Alazon intravede il cuore nero del mostro e lo colpisce con un suo dardo di luce. Il drago ferito scaglia un meteorite di ghiaccio su di loro, ma per fortuna riescono a scamparsela.

Poi, improvvisamente, succedono cose assurde (in una situazione già assurda)

1. La città si fa fredda, immobile, ghiacciata.
Le nuvole in cielo sono una cortina fitta: si tingono di viola e da uno squarcio scende una figura scheletrica, incappucciata, con in mano uno scettro sulla cui cima c’è una sfera tenuta salda da alcuni artigli. Alle spalle dello zio Keni fluttua un menhir di ghiaccio.

2. Il drago viene colpito varie volte dalle frecce del ranger, ferito gravemente si accascia sulle mura della città. Sta lì come un tappeto di pelle d’orso sbattendo la testa a destra e a sinistra fra le case all’interno delle mura. Dalla sua trachea aperta fuoriesce un lago di fiamme blu.

3. Tutto attorno alle mura si alza una fitta nebbia. Poi si dirada rivelando una foresta (ma c’è sempre stata???) che circonda la città. Il rumore di lupi, orsi, aquile, ed ogni sorta di animale selvatico che corre fuori dal bosco con una dozzina di uomini per attaccare i non morti, rompe il silenzio che era calato con la comparsa di Kernoleous Alfazard.

Racael riesce ad avvicinarsi alla testa del drago, sotto alla pioggia rovente, ed appoggia la corona al collo della bestia, che ruggisce di dolore mentre un buco nero si espande dal punto in cui è stato appoggiato l’artefatto. Rantolando per il dolore, si abbatte su un fianco, esponendo il punto debole.

Nel frattempo le viverne che ho inviato ad attaccare il drago, fanno un tentativo poco convinto e si allontanano subito dalla pioggia rovente.

Racael, Alazon, e lo schifosissimo drow si riparano in una torre, poi riescono ad uscire attraverso una breccia nel portone della città. Il fuoco del drago si sta spegnendo.
Avvicinandosi al mostro, vedono un uomo per metà orso che si sta imbibinando fra le viscere del drago.

- Aiutatemi!- urla loro il licantropo.

Non molto convinto, Alazon prosegue con il suo piano: scocca 4 frecce sul “cuore” del drago. La pietra nera trema per qualche secondo mentre il drago si agita in preda a convulsioni e spasmi di dolore.
Il licantropo riesce a saltare via appena in tempo, prima che la pietra nera esploda in una luce viola che si espande a forma di teschio.

Contemporanteamente, anche attorno a Kerni vediamo esplodere un flash viola (ebbeccatiquesto!).

La pioggia rovente e la bolla di lentezza si dissipano. Samufah mi comunica che giungono voci dal fronte, che qualcosa di grave sta succedendo nel bosco. Ordino di mandare i cavalieri delle viverne ad indagare…

View
Fata vs Vampira: FIGHT!
notte infinita del 23 di Ibiliskar

La fata lancia una palla di fuoco della morte nera gigante oscura massimizzata tuttecose deluxe che incenerisce le sopracciglia della povera vampira che, indignata, fugge in una nube di pipistrelli glitterosi color pastello.
“E andiamo, so troppo forte cì”
Nemmeno il tempo di pensarlo che in ordine appaiono: un Cavaliere con l’armatura evidentemente rubata al cantante dei Lordi, un vampiro di sedicenti anni con un gusto nel vestire che Dolce e Gabbana scansateve, una tempesta di Dr. Pepper acida grande quanto mezza città e, ultima ma non ultima,una voce dal cielo che avvisa dell’imminente fine del mondo.
“Dai, rimango positiva,ce la possiamo ancora fare”
Il drago lich però dissente dato che ha la splendida idea, dopo un Double Vertical Supplex eseguito dai due titani (il terzo si sta ancora muovendo alla velocità di un bradipo rincoglionito all’interno della bolla temporale), di cadere esattamente sulle mura della città distruggendole, l’armata dei non morti in arrivo ringrazia.
“vabbè Maria io esco”
E difatti esce, raggiungendo i due prodi guerrieri che, a fianco del Sommo, guidano la difesa della città.
“Giusto in tempo per vedere la vittoria dei Titani, finalmente una gioia”
I due Titani,difatti,stanno riempiendo di botte il Drago Lich che nemmeno Sasha Grey in mezzo a 5 neri. Tutto sembra andare per il meglio tanto che una pietra nera sembra emergere dal petto del nemico (i due Titani a furia di picchiarlo gli hanno praticamente scavato la nicchia per la madonnina nel costato), fino a quando un Titano non prende fuoco per l’alitosi del drago e si accascia a terra, e l’altro viene infilzato alle spalle (pare brutto detto così) dalla coda del nemico.
“Eccheccazzo” – manifestazione di disappunto dei nostri eroi.
Ma è in queste situazione che le stelle brillano: i nostri eroi usano Haste, per andare a finire il compito iniziato dai Titani. La fatina parte a proiettile e i rimanenti due eroi danno sfoggio di uno skip alto sul posto di velocità immane.
“Ma c’è ancora la Dr. Pepper di prima, come fa la fata a volare?” direte voi
“E’ molto semplice” vi risponderebbe la fatina.
Difatti acchiappa un poveraccio con un contratto a progetto di sei mesi da guardia di passaggio, e, promettendogli l’indeterminato e le ferie pagate alla fine della battaglia, lo convince a proteggerla con il suo scudo mentre si avvicinano al drago. Tutto molto bello, non fosse che lo scudo ha il diametro di una moneta da 2 Euro e , mentre la fatina risulta protetta, il coraggioso difensore della città si sta sciogliendo per colpa della Dr. Pepper.
Indomito il guerriero difende la fata fino a crollare a terra ferito a morte
“Come ti chiami o Prode?” fata protetta dallo scudo
“PLBLBLBLBLLRLLLRLRLDFL” Guardia in preda alle convulsioni ormai esposta a millanta danni
“Grazie PLBLBLBLBLLRLLLRLRLDFL, erigerò monumenti in tuo nome, ma ora è tempo della vendetta”
Quatta quatta la nostra eroina si avvicina al drago, che nel frattempo si sta facendo una pennica sulle mura distrutte (giustamente), prende la mira e lancia una palla acida (ebbene si, più della Dr. Pepper) rivolta alla coda del mostro con l’intento di staccargliela.
Il colpo risulta di una potenza così immane che ,oltre alla coda, al drago gli si stacca pure la testa, che rotola sull’armata dei non morti, li uccide tutti, rimbalza sul vampiro e sul cavaliere nemico uccidendoli, e poi esplode in una miriade li luci arcobaleno che si trasformano in monete d’oro……………………………………………….
Si vabbè, e poi c’è la marmotta che confeziona la cioccolata.
Ovviamente la palla di acido ha lo stesso effetto di uno sparapiumini contro un treno in corsa, ma raggiunge lo splendido obbiettivo di far incazzare da morire il drago (che già è morto AHAHAHAHAHA l’avete capita?…. Ok mi getto dalla finestra), il quale si gira verso la fata.

View
Master infami e dove trovarli
Dragolich,vampiri ecc

(La prima parte descrittiva manca in quanto non sapevo di dover fare il riassunto)

Davanti agli occhi del druido (trasformatosi in uccello) lo sciame di pipistrelli si trasformava in quello che pareva essere un essere umano dalla carnagione pallida, gli occhi rossi e lunghi baffi: il vampiro si ergeva su una pila di cadaveri umani prosciugati, attorniato da una serie di viverne squartate.
La fata ed i due elfi si stavano dirigendo all’interno della mura, andando alla ricerca del druido e lasciando la difesa della città nelle mani di Stigne. Delezar indossando la corona di Arin, su suggerimento di D’Arcy, era riuscito a creare un’aura divina di protezione che teneva lontano le numerosi ombre che infestavano la città. Durante il tragitto dodici mercenari che si erano uniti al terzetto, indossando simboli sacri di Arin e intonando cori alla divinità, erano riusciti a mettersi in salvo.
Nel frattempo il maestro fluttuando in aria attorniato da pipistrelli resisteva agli attacchi delle viverne, nonostante un cavalieri fosse riuscito ad infliggergli un taglio alla gola, ma che non sembrava avergli sortito particolari effetti. Tuttavia il druido approfittando di questo istante, calando in picchiata sul vampiro gli infliggeva un incantesimo di guarigione ferendolo gravemente. Subito dopo due cavalieri su viverne con una manovra spettacolare uncinavano il maestro nella schiena e al petto: e rotando in cielo lo spezzavano letteralmente in due. Il vampiro a questo punto si tramutava in uno sciame di pipistrelli, ma mentre i cavalieri apparentemente vittoriosi, gridavano esultanti in segno di vittoria, il druido si lanciava all’inseguimento del vampiro sotto forma di pipistrelli.
Alazon riconosciuto il bagliore verde della magia di Amalurra si recava con Delezar e D’arcy nelle piazza dove era avvenuto lo scontro fra druido, cavalieri e vampiro, ma giungendo troppo tardi. Trovando solo i cavalieri festeggianti, avevano deciso di tornare a verificare come procedeva lo scontro fra Stigne ed i non morti.
Stigne nel frattempo aveva staccato un enorme pezzo di muro creato da lei stessa e mentre lo stava usando come scudo e come ‘spazza’ non morti, scatenava un’enorme tempesta di ghiaccio su quello che restava dell’avanguardia dell’esercito nemico.
Nel frattempo il druido essendo giunto al limitare termine della città, non appena vide che i pipistrelli stavano per scappare e tornare nelle file dei non morti dove non sarebbero stati più raggiungibili, prontamente decise di scagliare bagliore solare che finalmente ridusse in cenere il vampiro: in quello stesso istante accadde lo stesso almeno un terzo delle altre creature vampiresche che stavano attaccando i soldati all’interno delle mura della città. Il druido compiuta l’impresa si recò del maestro sulle mura
Nel frattempo Stigne sembrava essere provata, infatti Alazon e D’Arcy si accorsero di una creatura nera aggrappata alla schiena dell’enorme creatura di ghiaccio. Tuttavia sia le frecce divine di Alazon che gli incantesimi solitamente devastanti della fata sembravano muoversi al rallentatore per la creatura oscura che li evitava senza problemi. Nonostante i suoi movimenti sembrassero privi di logica, i suoi ripetuti colpi avevano creato una crepa nella schiena del gigante di ghiaccio tanto profonda da strapparle un pezzo di ‘pelle’ di ghiaccio. Stigne provata dal dolore si gettava all’indietro nel tentativo di schiacciare il nemico, ma facendo anche crollare un pezzo delle mura della città e mettendo a dura prova l’agilità degli elfi. D’Arcy approfittando dell’apparente scomparsa o sconfitta del nemico, curava la ferite di Stigne creando un muro di ghiaccio che andò a coprirle la pelle di ghiaccio staccatasi dalla schiena.
Ma mentre i pericoli peggiori sembravano già essersi palesati, da uno squarcio nel cielo compariva un enorme drago scheletrico con le ali grandi come interi quartieri: un gigantesco Dracolich con occhi e petto che brillavano di un luminoso fuoco color ametista.

View
La resistenza di Criss

23 di Ibiliskar

Riusciamo a sconfiggere il re e i cavalieri ossuti volanti, curiamo il Maestro e il mago del bracere. L’esercito dei non morti è vicinissimo alle mura della città, ma le difese di Criss non si attivano, sembra che ci sia qualcosa dall’interno che li impaurisce e li distrae.
Un gruppo di mille cavalieri si sgancia dal fronte dell’orda nemica e si avvia in direzione dell’altura dove ci troviamo.
Ci teleportiamo col maestro sulle mura nord ovest. La guarnigione di combattenti è terrorizzata: ci raccontano che ogni tanto qualcosa di invisibile emerge dal buio della notte, afferra gli arcieri e li porta via in volo, scomparendo nuovamente.
Il druido sente all’interno delle mura urla di gente che fugge e decide di investigare: si trasforma in aquila, raggiunge il luogo da cui sente provenire il chiasso e vede un lupo mannaro che cerca di afferrare un mercenario. Con un incantesimo inverte la forza di gravità e fa volare il mostro che in un puff di fumo, si trasforma in uno stormo di pipistrelli e vola via. Racael prova ad inseguirli.
Intanto Noxus protegge il Maestro, che sulle mura si concentra nuovamente e manovra gli elementali che nel frattempo sono stati sorpassati dallorda.
I due elfi si muovono verso le mura a sud ovest, da dove arriva il fronte nemico, preparandosi con gli archi alla battaglia, quando vedono che di fronte all’orda si trova Stinne, che sta evocando un muro di ghiaccio a proteggere la città dai primi dardi scagliati dai mostruosi arcieri.
Quando l’orda è pericolosamente vicina alle mura della città, il suo corpo inizia a mutare, la sua pelle si lacera, trasformandosi in una spaventosa creatura di ghiaccio alta 18 metri.

View
Il fuoco purificatore
pop-corn di zombie

… i due elfi continuano invano a tirare dadi e frecce. La folla rimane imperterrita e bellicosa, fino a quando un rombo di cavalieri al galoppo in lontananza li distrae, offrendo ai due la possibilità di fuggire alla chetichella.

Mentre tornano alla locanda per riposare notano che il cielo sta assumendo un colore strano, rossastro, simile ad un’alba. Ma non torna: saranno sì e no le 3 di notte.
Giunti alla loro destinazione non esitano a risvegliare i poveri compagni, che non sono riusciti a recuperare nemmeno un’ora di sonno.

Il gruppo (tranne il nano e il druido, che proprio non sono riusciti a svegliarsi) si reca sulle mura in prossimità della porta Nord. L’orizzonte è una linea continua di fuoco. Soddisfatti, chiedono conferma al Maestro del suo arrivo.

“Stiamo arrivando. Fate in modo che Kriss si arrenda al mio arrivo”

Bene. Simpatico e cordiale come al solito.
Riferiscono alle guardie delle sommosse a Palazzo e le convincono ad accorrere, sgomberando le mura e lasciando aperto il portone di accesso. Quando poi si accingono ad aprire le porte della seconda cerchia, un cavaliere sconosciuto li nforma che il re legittimo è stato incoronato e che li attende nella cappella del Palazzo.

Il re legittimo, lo zio Murnich Leister, è un uomo sulla 60ina, con un viso severo ed un corpo muscoloso, nonostante una discreta panzetta da birra lo renda un po’ più umano.
Ai lati delle volte che sovrastano la cappella sono stati impiccati il giovane re e la sua recentissima consorte, la ex-regina che fu re-incoronata regina solo poche decine di minuti prima.

La nobiltà al completo è stata riunita nella cappella, ed al loro ingresso, gli avventurieri ricevono l’attenzione generale. Davanti a tutti il re chiede loro di inginocchiarsi e giurare fedeltà: con poco interesse, per evitare futili perdite di tempo e spargimenti di sangue, tutti i membri del gruppo assecondano il re promettendo di proteggere la città.
Il re pare soddisfatto e li richiama per un’udienza privata, in cui confessa una diffidenza nei loro confronti che però, trovandosi in una situazione disperata, non può che ignorare.
Dimostra una certa saggezza chiedendo addirittura consigli su come interagire col Maestro.

È a conoscenza della situazione in tutti i suoi dettagli: dell’orda di non-morti, di come il Sunna abbia devastato a nord i regni che non si sono assoggettati al potere del Maestro, e del grandioso potere degli Emissari del Drago. Non gli resta che ascoltare i loro consigli e sperare nella promessa fattagli, che lui ed il suo regno verranno trattati con dignità.

Una guardia annuncia che il mare di fuoco all’orizzonte è giunto alle porte della città. Gli avventurieri si congedano dal Re e si avviano verso le mura, accompagnati da un nobile di rappresentanza. Lungo la via che porta fuori da Kriss, all’altezza della seconda cerchia, vengono avvicinati da una guardia che riferisce loro di essere sopravvissuto ad un’esperienza terrificante. Aveva incontrato un gruppo di figuri inquietanti che si aggiravano per la città accompagnati da una specie di sfera nera fluttuante, grande poco più di un uovo. Un uomo con capelli bianchi e strani vestiti eleganti ma logori, un altro con lunghi capelli neri e barba, ed una donna molto bella dalla pelle chiara ed occhi completamente neri come l’abisso. È rimasto ammaliato da questa donna e per qualche secondo, racconta, è come se avesse perso coscienza. Si è risvegliato a pochi metri da lei, scioccato, ed è riuscito a scappare via. Non sa nulla del gruppo di colleghi con cui era in giro di ronda, e chiede agli eroi di tornare ad indagare per salvarli.

Con il Maestro alle porte, non c’era tempo da perdere. Gli avventurieri si annotano le informazioni promettendo di ritornare e proseguono fino alle mura della città, dove li aspetta uno spettacolo sconvolgente. Ora tutto quello che è visibile è solo fuoco e fumo. Si sentono i rantoli degli zombie che si contorcono mentre vengono carbonizzati. Aspettiamo per ore che la “purificazione” abbia fine, fino a che le fiamme iniziano ad estinguersi e due giganteschi elementali della terra aprono le porte della città, lasciate semichiuse dalle guardie.

In cielo, alcuni elementali dell’aria spazzano via fumo e cenere, lasciando una situazione surreale di pace.
Il Maestro entra solenne, seguito da colonne di soldati del Sunna.

View
La rivolta

23 Ibiliskar, notte fonda

Dal diario di Noxus

Io e Delezar ci dirigiamo verso la gilda dei ladri, per riposare. Mentre ci perdiamo nella città vuota e silenziosa, la notte viene animata dalle urla di una donna e il pianto di un bambino, ma noi proseguiamo. Una volta alle porte della città le guardie ci intimano di fermarci perchè ci devono portare dal Re. Provo a far capire che ci andiamo da soli, ma voglino comunque arrestarci.
Non possono dire a me cosa fare e cosa non fare, metto l’elmo e quasi tutti i soldati scappano, tranne uno che prova a colpirmi, ma riesco ad avvizzire il suo inutile corpo e lo mando ad abbracciare Ilun. Decidiamo di tornare al lazzaretto. Sembra che il Racael stia male, alchè Delezar tira furoi una delle pozioni di Vanadi, che sembra avere effetti positivi.
Suonano le campane del palazzo, anche il driudo si sveglia, decidiamo di andare a vedere che succede a palazzo. Nel tragitto la fata presta soccorso alla donna col bambino (Salimpur) che prima sentivamo urlare. Noi proseguiamo fino al castello, e anche li ci intimano di lasciare le armi e di consegnarci. Machi sono costoro che continuano a rompere e propormi di portarli al cospetto di Ilun? “siamo noi le armi!”, gli intimo, ma decidono di scagliarci delle frecce e dardi, che il druido riesce a fermare col vento. Racael riesce poi a convincerli di lasciare stare e andare via se vogliono vivere. I soldati scappano e noi entriamo nel portone, un cadavere casca da sopra! Sentiamo rumori di lotta e combattimenti sopra di noi, poi arrivano dei soldati, comandati da un tipo brizzolato che ci dice “Emissari! Siamo con voi! Il Re dice che siete dei traditori, ma sappiamo che non è così”. Procediamo, e mentre altri soldati si uniscono a noi, una dozzina di altri soldati ci sbarrano la strada. Il druido, spazientito, decide di onorare Ilun e frigge i corpi di quei poveretti che hanno provato a sbarrarci la strada. Alcune guardie che si erano unite a noi va via, impaurite dalle nostre magie.
Prendiamo la strada delle scuderie (quelle da cui siamo passati per uccidere Dubrì), e nel tragitto incontriamo Pappagorgia, che comincia uno sproloquio inutile sul Re e il notro tradimento “Avete scatenato una guerra civile!”. Prima che potessi scagliare la mia rabbia, Racael lo soffoca!. Si sentono le campane che suonano a morto!
Dal nulla si sentono dei rumori forti al piano inferiore, dopo un po’, il pavimento si frantuma e una grande mano metallica afferra Racael e lo trascina giù! È un’enorme armatura metallica, alta circa 3 metri, che lo sta afferrando per i piedi e lo sta scagliando al pavimento!

View
Dal tramonto all'alba

22 IBILISKAR

Dopo le nostre dimostrazioni didattiche, finalmente i mercenari hanno compreso che per abbattere gli zombie bisogna colpirli alla testa.

Racael si trasforma in orso, si ricopre di fiamme magiche e carica un fianco dell’orda zombie. Abbatte gli zombie con estrema facilità, ma poco dopo è costretto a ripararsi dietro le file delle guardie perché il suo corpo è ricoperto di dolorosi graffi e morsi che gli impediscono di combattere oltre.

Alazon e Delezar dalla loro posizione scagliano incessabilmente frecce. A fine giornata gli zombie distrutti sono più di 200. A mezzanotte suonano le trombe di ritirata per cavalieri e mercenari, richiamandoli al riposo per riprendere la battaglia il giorno dopo.

Mentre Alazon e Racael scaricano due esplosioni solari tra le file degli zombie e Noxus evoca un paio di muri di lame, i cavalieri si ritirano. Un gruppo di soldati trasporta il cadavere del capitano all’interno delle mura. Durante la preparazione della salma però, improvvisamente, questo si sveglia trasformato in zombie. Alazon prontamente gli conficca un dardo in testa e mette definitivamente a riposo il corpo del capitano.

23 IBILISKAR

Intanto si sente l’allarme dato dalle trombe e le guardie ci comunicano disperate che fuori dalle mura i loro compagni morti in battaglia si rialzano unendosi all’orda di non morti.

Delezar preoccupato si informa se siano stati portati cadaveri all’interno: gli viene riferito che nel cimitero è stato creato un montarozzo di soldati defunti. Così si reca sul posto e lanciandosi sul montarozzo si fa saltare in aria: i brandelli dei corpi vengono sparpagliati ovunque, risolvendo il problema una volta per tutte.

Alazon accompagna in ospedale Racael, che viene accudito e riesce ad addormentarsi, ma dopo qualche ora si sveglia di soprassalto per via del morso di uno zombie, probabilmente un altro ferito che è deceduto durante la notte. Alazon, che era rimasto a vegliare sull’amico, abbatte lo zombie ma i due sono molto preoccupati per la ferita del druido…

View
MA K’TOT DOVE’È?

22 IBILISKAR

La battaglia fuori dalle mura della città imperversava. Clangori e urla riecheggiavano nel cielo…difficile riportare una cronaca degli eventi.
Ad u tratto tuttavia l’attenzione degli emissari del drago viene attirata da un gruppo dei mercenari dell’ascia (circa un centinaio) che erano rimasti accerchiati dai non morti. Questi ultimi nonostante cadessero sotto i loro colpi, continuavano a rialzarsi in quanto nell’esercito amico la notizia di colpire alla testa o bruciare i nemici non si era ancora diffusa. Alazon e Delezar iniziano a scagliare grappoli di frecce nell’intorno dei mercenari, cercando di favorire la creazione di un varco verso le retrovie, ma solo grazie all’evocazione di un muro di fiamme del druido, i mercenari avendo finalmente coperte le spalle da un lato, sembrano riuscire ad avanzare verso le retrovie, ma non senza perdite…
Neanche il tempo per esultare della seppur misera vittoria con Delezar che per infondere coraggio levava al cielo la corona di Arin, e son i soldati di Kris a necessitare di supporto. Guidati dal loro illuminato capitano, sfruttando il corridoio sacro creato dal nano, cercano di avanzare ad incudine per ‘pulire’ le mura dai nonmorti e permettere al nano di allargare il corridoio all’uscita della città. Con l’aiuto delle frecce di Arin degli elfi e delle fiamme di Ilun dell’elfo oscuro, lentamente l’incudine avanza, nonostante il rianimarsi di alcuni nemici alle spalle che rallentano l’andatura. Dall’alto delle mura si ha la percezione che fra l’esercito dei mercenari inizi a diffondersi la voce di colpire alla testa i nemici.
Nel frattempo la fatina dopo un tentativo, infruttuoso, di chiedere aiuto al maestro, perlustra la città alla ricerca di una eventuale presenza di non morti.
Ma la vera domanda che gli eroi si pongono durante l’assedio della città da parte dei non mort: MA K’TOT DOVE’È?

View
Un aiuto inaspettato

20 di Ibiliskar
Mattina

Siamo a Criss, ci teletrasportiamo nella solita taverna. Andiamo a l castello per parlare con Pappagorgia, nel cammino ci imbattiamo in diversi mendicanti che frugano nei rifiuti e che chiedono l’elemosina. il druido comincia a distribuire frutta dal suo sacchettino magico, facendo accalcare le persone come piccioni. il Drow li spaventa e tutti scappano calpestandosi a vicenda. Molte persone sono state anche ferite dai soldati e vengono curati magicamente. Andiamo a parlare al Capitano Murillo, il quale ci informa che stanno arrivando circa 7.000 soldati da Valle Forgia con il vessillo di Re Leister (lo zio del Re), in meno di un giorno. Andiamo a colloquio con Papagorgia (bla bla bla) e poi ci porta alla sala del trono, dove troviamo Re Leister e la Regina Madre accanto. il Re si lamenta della dipartita diplomatica (bla bla bla) e soprattutto di non far uscire o entrare nessuno in città.
Mentre ci allontaniamo, la fata prova a diventare invisibile, e in quell’istante scattano le campane magiche che risuonano in tutto il castello. quindi capiamo che si attivano quando viene usata la magia, avvertiamo subito Pappagorgia.
Riposo e bagnetto caldo

21 di Ibiliskar
una volta sveglia, la fatina va in giro e sente un forte vociare, è il popolo che chiama gli emissari in cerca di cibo. vola verso le mura e guardando fuori, oltre alla marea di zombie, nota due schieramenti di soldati, uno a nord ovest, è un piccolo accampamento con tendi e pochi fumi, saranno circa un migliaio di soldati, forse mercenari. Mentre a nor est, un altro accampamento enorme, forse è quello da 7.000 soldati di cui ci accennava Murillo. poi, parla con il capitano Selliter e fa ordinare ai soldati di non spaventarsi per la magia. cominciano a piovere palle d’acido e di fuoco e altre magie che devastano i corpi dei non morti.
Intanto il druido esce, si organizza con le guardie e distribuisce frutta al popolo per tutto il giorno, grazie al suo sacchetto magico.

22 di Ibiliskar
anche oggi il druido distribisce frutta, ma un drappello di soldati ci chiede di seguirli in battaglia, uccidere i non morti e aiutare far entrare le truppe allesterno che stanno combattendo i non-morti. Ovviamente contravveniamo alla richiesta del re e andiamo a fare strage di zombie.
i soldati sono infervorati dal nostro arrivo e dalla potenza con cui scagliamo le notre magie!
da lontano riusciamo a scorgere tre diversi vessilli delle truppe:

Vessillo Rosso, con due lucertole verticali – sono dei cavalieri corazzati
Vessillo Nero, con un gufo dorato in picchiata – sono dei soldati con le asce
Vessillo con un albero con un solo frutto – sno arcieri e balestrieri

View
L'ira di Noxus

Notte fra i 18 ed il 19 di Ibiliskar:

il druido e la fatina continuano ad intimidire il duca Hamilcar e sua moglie prigionieri nella loro stessa stanza. Gli emissari per dar forza ulteriore alla loro minaccia fanno sfoggio di magie intimidatorie. Il duca in preda ad una crisi di terrore, che lascia tangibili tracce sui suoi pantaloni, promette di esaudire ogni richiesta: l’indomani mattina soldati e scorte di cibo per Kris saranno pronte. Racael e D’arcy volano via con un sentimenti contrastanti: soddisfazione mista a dubbi. Di notte, mentre dormiamo, durante il turno di guardia di Racael fa irruzione in taverna un cacciatore di streghe di Dubri accompagnato da 10 soldati con lo scopo di arrestarci. La reazione è immediata: il drudo trasforma tutti gli armamenti dei malcapitati in legno nel tentativo di renderli semplicemente inoffensivi, ma il Drow colmo degli insegnamenti di Ilun, lancia un terribile incantesimo che prosciuga la vita ai soldati, lasciando solo cadaveri rinsecchiti e ghiacciati, compreso quello dell’incolpevole oste. Dopo attimi di perplessità e di discussione fra noi, il druido ed il drow si occupano di occultare i cadaveri e riportano in vita l’oste che fugge non appena aver ripreso i sensi. Taircon risvegliatosi dopo una pesante sbronza resta ben poco compiaciuto del nostro operato. Ci intima subito di tornare a Kris e consegnarci al re, ma noi ribattiamo che abbiamo agito per legittima difesa e che vogliamo che sia il duca sia accusato di tradimento nei confronti del re. Alla fine decidiamo di recarci al castello, ma troviamo guardia armate ad attenderci. Taircon, seppur combattuto, onde evitare inutili ed ulteriori spargimenti di sangue fra i soldati di Punta dell’Aquila, ordina ai soldati di lasciarci andare con la promessa che saremmo tornati a Kris. Tuttavia nonostante i ripetuti tentativi della fata di tele trasportaci non ci riesce, quindi mentre noi aspettiamo il suo ritorno nella taverna del vitigno maturo, il druido trasformato in aquila vola verso Kris per ottenere un editto che affermi il tradimento del duca Hamilcar. Dopo ave sorvolato solo desolazione e morte, Racael giunge a Kris dove regna grande agitazione, poiché è riecheggiato all’interno del palazzo il suono di alcune campane (non presenti nel palazzo). Nonostante il gran trambusto, Racael riesce a conferire con il nobile Pappagorgia Guccini, il quale si mostra contrariato al racconto del druido, sostenendo che sarebbero bastate alcune monete d’oro per ottenere gli aiuti dal duca ed evitare inutili spargimenti di sangue. Detto ciò intima al druido di tornare a Kris con gli altri emissari per dedicarsi a faccende miliari ritenute più congeniali rispetto alle questioni politiche. Aggiungendo inoltre che ormai circa mille soldati stavano giungendo da Nord-Ovest. Dopo ore di volo Racel si ricongiunge con altri presso la locanda. Dopo il racconto del druido e dopo essere andati a recuperare Taircon che giaceva al vitigno maturo messo ko dall’alcol. Dopo una notte passata senza intoppi ed un sontuoso banchetto degli eroi, ci teletrasportiamo a Kris con Taircon

20 di Ibiliskar

View

I'm sorry, but we no longer support this web browser. Please upgrade your browser or install Chrome or Firefox to enjoy the full functionality of this site.