Le lacrime di Xarma

Scontro mentale
Leiman vs Drago Rosso

Leiman ci ordina di proteggerci. L’orso prova inutilmente d iusare lo scudo. L’enorme drago atterra vicino a noi terrorizzando l’elfo ciccione e il ranger. Leiman intima al drago di andarsene, ma il drago se la ride, dicendo che non sa con chi ha a che fare. sembra che Leiman riesca quasi a fermare il drago, ma egli sembra non subirne gli effetti. Il drago sta x attaccare Leiman , ma attacca Noxus, che gravemente ferito, si alza e si teloprta via.
Leiman urla:

ELACO OSUN ZAIMAC IZE AGINTI SINTA
ELACO OSUN ZAIMAC IZE AGINTI ISIL
IZ AGINTE OSUN IZAN

mentre casta la magia, il suo corpo si alza da terra e s’illumina di bianco.
Il drago ruggisce, la luce bianca si diffonde fino quasi ad accecarci.
sul drago appaiono delle strane forme di luce che gli bloccano le fauci, le zampe e la coda.
Il drago sembra inerte immobile, Leiman sviene… liberando l’influsso mentale sui vari membri.
L’elfo ciccione prova ad accecare il drago, ma le palpebre si chiudono annullando l attacco.
tutti pensano che sia il momento giusto per uccidere Leiman, sia per vendicarsi del controllo mentale, sia per prendere l’aspetto di Xarma contenuto in esso. Ma la fatina, contraria, lo tocca e si teletrasporta chissà dove.

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Il ritorno di Avia e il Drago Rosso

Riassunto del 12/04/2016

Ci teleportiamo ad Egas, per cercare Avia. E puntualmente la troviamo in taverna. Ci racconta di un forte movimento di cacciatori di streghe composto da popolani, un pò in tutte le valli. Molte cittò sono saccheggiate dagli orchi, tranne in valle centro. Dubriè è adorato in tutte le valli. Valle degli Dei e Valle dei Re hanno siglato un ‘alleanza e crato l’Ordine dei Cacciatori di Streghe, ufficializzando e legalizzando i Cavalieri addestrati da Dubriè, perchè credono che la magia sia da demonizzazare. A Valle Fonda la situazione è più tranquilla, ma anche l’achimia è stata bandita e tutti gli alchimisti sono stati messi al rogo! La magia, cmq, non funziona benissimo e i poteri di Dubriè sembrano smorzarsi. Valle Arcana è sempre più piena di non morti. Molti eserciti sono allo sbandoe la popolazione è schiavizzata, ridotta all’osso, e non c’è più sale x conservare il cibo.
Le raccontiamo degli ultimi mesi come sono andatiproponiamo di venire con noi nella terra degli elfi.
Accetta e ci teleportiamo.
Portiamo Avia al palazzo del Consiglio, ma Leiman non c’è, però l’orso ne approfitta per recuperare la Laban. Poi in giro per la città ritroviamo Leiman, che per ringraziarci ci regala una pergamena, e si porta via Avia per chiacchierare con lei. La pergamena parla di uno scudo/talismano costruito tramite l’occhio di un Drago Primevo. Lo scudo praticamente è la summa di tutti i poteri e allineamenti dei vari draghi cromatici. L’occhio lo perse in uno scontro con dei draghi metallici. dal suo sangue nacquero i draghi cromatici. Il potere dell’occhio può essere risvegliato da qualcuno con un enorme carisma e scatenerebbe uno scontro di volontà tra chi deteniene lo scudo e il potere del costrutto. Se il costrutto si svegliasse può assorbire o deflettere ogni tipo di energua elementale.
Ad un certo punto, il cielo si oscura, linee rossastre attraversano le nuvole, e cominciano e piovere grosse palle di fuoco. Ci rinchiudiamo in casa di Leiman. a quel punto appare il nostro amico drago rosso che sta x distruggere la città. Alchè decidiamo di scappare lontano dalla città e attirare il drago. C’è anche un drago dorato, sembra che stiamo combattendo. Suggeriamo a Leiman di creare un’immagine illusoria della fatina nel cielo per attirare il drago rosso. e così avviente.

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L'elfo affascinante
Ma chi ce lo fa fare di andare in giro!

È notte. Siamo all’ingresso del passaggio che porta alle Terre della Corona, non ci raggiunge nessuno, per ora. Ci lecchiamo le ferite e mi addormento. Al mattino ancora nessuno ci è venuto a cercare, ma sentiamo la minaccia incombente. Decidiamo di teleportarci nella Cittadella della Conoscenza degli elfi. All’arrivo Racael stenta a riconoscere il luogo. Il paese semi-disastrato che il suo gruppo aveva lasciato si è trasformato in una città florida e rigogliosa, dove alti palazzi di cristallo si stagliano verso il cielo come alti alberi, addirittura ornati con preziosi motivi vegetali. Tra la folla di elfi che ci osserva stupita emerge Siedimon, che riconosce il druido e lo accoglie calorosamente. Sembra felice di conoscerci, onorato anche di avere per ospite un drow, vedendolo come simbolo di una pace interraziale. Ci racconta i grandi progressi della città negli ultimi anni, e ci scorta in un palazzo in cui possiamo stabilirci e riposarci. Dopo averci ancora riempiti di calore ed ospitalità ci dà appuntamento alla sera, quando il Consiglio che guida la communità sarà lieto di conoscerci ed ascoltare le nostre avventure. Un senso di pace ci pervade, come se dopo tutte le fatiche avessimo trovato finalmente un luogo tranquillo dove finalmente riposarci. Ci laviamo e sistemiamo, poi al pomeriggio usciamo in avanscoperta (ancora sull’attenti) per esplorare la Cittadella: tutto è gradevole all’aspetto e seducente. Gli elfi stessi che la popolano sembrano più belli, affascinanti. Nemmeno io ricordavo così tanto splendore. I miei compagni, d’altro canto, abituati solo alle brutture della vita nelle loro città, sono un po’ sospettosi. Zook cerca di individuare se qualche magia altera i nostri sensi ed effettivamente scopre che gli elfi del luogo sono tutti ricoperti di un sottile velo di ammaliamento… Nella sala del Consiglio, attorno ad un grande tavolo ricavato dal tronco di un albero, sono seduti 6 elfi. Un altro, in piedi, viene verso di noi con un gesto di amicizia. Si chiama Laiman Drelion e più si avvicina a noi più percepiamo che è il leader perfetto per la comunità degli elfi. Ci dice di posare le nostre armi e ci invita ad un banchetto di leccornie elfiche. Lasciamo senza nemmeno un alito di dubbio le nostre armi in custodia agli altri elfi del Consiglio e sereni partecipiamo alla cena. Raccontiamo tutto ma proprio tutto, come si fa a tavola in famiglia dopo un lungo viaggio. Gli elfi ci ascoltano tutta la notte interessati. Alle prime luci dell’alba siamo tutti dell’opinione che stabilirsi nella Cittadella per sempre sia in assoluto la cosa migliore da fare. Le nostre armi (compresa la Laban) rimangono dove sono state posate: le abbandoniamo e torniamo stanchi ma emozionati a casa. Passiamo la prima giornata della nostra nuova vita ambientandoci e informandoci sui personaggi, sulla storia del luogo, sulle abitazioni. Veniamo a sapere che Laiman Drelion proviene da un altro villaggio e che sta cercando di riportare la civiltà elfica agli antichi spledori. Ci spiegano inoltre che gli edifici sono costruiti con un tipo di cristallo molto raro e particolare, che è come “vivo” e cresce assieme all’albero nel quale è scavata l’abitazione. Purtroppo le scorte di questo cristallo sono limitate, per cui ora non è possibile costruire nuovi palazzi ma in qualche decina di anni il cristallo rimanente maturerà e ci darà la possibilità di costruire delle case tutte per noi. Quanto il giorno è sereno tanto le nostre notti sono agitate. Specialmente chi conosce il suo vero nome (Racael, l’orso e me), fanno sogni angosciosi, che ci ricordano che non siamo qui per fermarci, ma solo di passaggio per compiere la nostra missione… Al risveglio pochi pensieri confusi ci riportano al nostro destino originario, ma fortunatamente riusciamo a conservarli fino alla sera in cui reincontriamo il Consiglio della Cittadella, ed in cui troviamo la forza di affrontare Leiman cercando di ingaggiarlo con qualche farfuglio di parola che speriamo significhi “Ammaliamento”. Leiman Drelion non si scompone e prosegue con i suoi discorsi. Ci annuncia che il Consiglio ha riflettuto su quello che abbiamo raccontato e che comprende l’importanza della nostra missione. Le nostre armi sono scomparse dalla sala ma vediamo ancora la Laban posata nello stesso punto in cui l’avevamo lasciata. Comprendono l’importanza della nostra missione, sì, ma prima di adempiere il suo destino e lasciarci liberi Leiman richiede alcuni favori da parte nostra:

1. Cercare di contattare l’elfa del Sangue che abbiamo liberato nelleTerre della Corona;

2. Il popolo elfico ha bisogno di ripopolarsi e costituire un esercito potente per potere reimpossessarsi delle sue terre, per cui dobbiamo stilare una lista di personaggi potenti che conosciamo per reclutarli in questa campagna.

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Ritorniamo alla ruota delle valli
Finalemente a casa!

Decidiamo di teletrasportarci all’ingresso del passo per la ruota delle Valli.
Compariamo in mezzo ad un accampamento di militari di Xabiria. A prima vista notiamo tre/quattro tende e altrettante persone che stanno lavorando col piccone la roccia all’ingresso del passo, quella che avevamo fatto saltare in aria quando siamo entrati. Dopo l’iniziale sorpresa, Racael prende la parola e rivolgendosi a quello che sembra il capo delle guardie gli dice che siamo stati inviati da Rufus in persona e che dobbiamo applicare un “filtro magico” per impedire ai mostri maligni che abitano aldilà delle montagne di poter entrare.
Il capo delle guardie crede alle parole del druido, e decide di farci scortare da un paio di guardie all’interno. Giunti a metà cammino, Zook crea un suono illusorio di qualche specie di mostro, dicendo che probabilmente potrebbe essere qualche demone.
Le guardie impaurite decidono di non proseguire insieme a noi…
Una volta soli, ci teletrasportiamo dall’altra parte dell’ingresso.Siamo soli, dietro il buco nella terra per accedere al sottopassaggio. Dopo poco, sentiamo un sibilo e subito dopo vediamo Zook trafitto da una lancia dorata luminosa.
Lo gnomo cade a terra privo di sensi.
Il druido si avvicina a lui, gli estre la lancia che scopare nelle sue mani e lo cura.
Delezar estrae lo scudo a forma di occhio di drago e si protegge.
Continuano a piovere le lance dal cielo.
Zook, dopo esser stato curato, evoca una sfera di protezione che protegge lui e Racael.
Gli altri si rifugiano all’interno del buco alle nostre spalle.
Entriamo tutti dentro il buco.
Le lance non si sentono più.
Si teleportano tutti tranne il druido.
Guardando fuori vede , oltre la collina a oltre 10km da dove arrivavano le lance, una colonna d’orata salire e unirsi al bagliore del sole.
Evoca la fatina che lo teleporta insieme agli altri alla ex casa di Fumorosso.

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Uomini e donne
La zuppa è sempre la zuppa

Un’altra settimana difficile in quel di Xabiria.

Il cielo era ancora tinto di quel soffice rosa del quale si può deliziarsi solo durante l’alba quando Racael decise di andare a raccogliere erbe nel bosco, spingendosi lontano, fino quasi ai margini della città. Qui per caso notò i messaggeri che erano venuti in visita alla torre il giorno prima. Si avvicinò a loro cercando invano di farli desistere.

Alla torre, qualche ora più tardi, stavo cucinando una saporita zuppetta fatinica quando i messaggeri giunsero sotto al palazzo e ricominciarono a chiamare l’Arcimago, comunicandoci che il gruppo era ricercato per furto, omicidio e tradimento. Sembravano decisi, ma parecchio intimoriti. I miei compagni provarono a convincerli con le buone di lasciarci stare, di tornare in città per il loro bene, ma insomma, gli umani sono veramente testardi e questi non volevano proprio lasciare la presa. Così, stuzzicata dal ricordo del giorno precedente, anche io decisi di incantare il terreno sottostante per terrorizzarli e farli allontanare. Purtroppo non avevo notato Racael, che nel frattempo, trasformato in qualche sorta di animalino del bosco, era tornato velocemente indietro. Per cui anche lui si è fatto un giro sulla sulla fiera del terremoto.

Poco male, i druidi devono approfondire la conoscenza delle forze naturali.

Il messaggero e le sue guardie ovviamente scapparono, ma Racael decise di rapire il più stupido che era rimasto indietro, chiedendo ai superstiti un messaggero del Sunna come riscatto.

I giorni passarono, mentre la stupida guardia si lagnava e si lamentava. Non lo maltrattammo, tantomeno lo lasciammo senza viveri. Ma questo si lagnava di continuo, così alla terza giornata di attesa decidemmo di liberarlo in natura a suon di pedate. Non ne seppimo più nulla. Onestamente spero sia caduto in qualche dirupo.

Il quarto giorno, presi dall’inedia, io e Racael decidemmo di teleportarci in città ed indagare sugli esponenti del Sunna.

A questo punto può sorgere il dubbio: ma gli altri che facevano? Lo gnomo, col cuore infranto, dopo l’exploit furioso davanti al palazzo reale aveva deciso di chiudersi nelle sue stanze, studiando pergamene con una lacrimuccia ed il moccolino penzolanti. Elfo e Drow infaccendati in allenamenti con i loro nuovi rubatissimi equipaggiamenti. L’Orso boh. L’Orso forse sta in letargo. L’Orso. Credo mi odi da quando l’ho fatto saltare in aria, per cui non lo vedo molto in giro.

Dove eravamo rimasti? Io e Racael proattivi tornammo in città e ci fingemmo una giovane coppia in visita di piacere, chiedendo agli abitanti del luogo notizie sul re, sugli usi e costumi, sui visitatori del Sunna.

Un’altra parentesi lasciatemela aprire, sul problema che hanno gli esseri umani col genere femminile. Mai viste certe scene a casa mia. Una non può camminare per strada ed essere socievole che questi subito se la vogliono inchianare. Non si può interagire, non si può avvicinarsi, che questi subito si sentono in diritto di metterti le mani addosso od intimarti di stare al tuo posto (generalmente in cucina o in camera da letto). Spesso mi chiedo che cacchio ci faccio a fare qui cercando salvare così tanti stronzi. Perderò la mia vita per salvaguardiare quella di migliaia di pezzi di merda e quattro poveri elfi civili. Capisco anche, però, perché il mio gruppo è composto di soli uomini.

Chiusa la parentesi cinica, vi lascio solo immaginare quindi le vicende che accaderono quando io ed il mio “consorte” decidemmo di dividerci. Ci scappò un morto e qualche ferito, e come al solito provocai un certo scompiglio, che però era ancora abbastanza circoscritto per cui il druido decise di fare l’ultimo tentativo portandomi in un bordello e tentando di farmi entrare nel castello come (ma dai chi l’avrebbe mai detto? Cosa può fare una bella ragazza in questo mondo?) una cacchio di puttana. Anche qui però il mio fascino strabiliante costrinse l’oste della bottega accanto a tentare di stuprarmi (…) e dovemmo abbandonare anche questa ottima trovata. Lasciandoci indietro un’oste moribondo e molti interrogativi.

Nelle strade principali della città le guardie diventavano sempre più numerose e probabilmente anche i maghi al servizio del governo erano stati ingaggiati. Il mio aspetto era troppo riconoscibile, per cui l’unica nostra possibilità fu di ritirarci mestamente a casina.

La zuppa è sul fuoco. Stasera ho aggiunto funghi ed un sacco di peperoncino, come piace a Zook, magari lo farà sentire meglio. Chissà se domani decideremo quale sarà il nostro prossimo passo.

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Viaggio al castello di Xabiria
Sunniti a noi

Durante la mattinata un ambasciatore scortato da un gruppo di soldati si avvicina alla torre di Rufus per esporre al mago un problema: qualcuno ha usato la magia a Xabiria.
Non resistendo alla fantastica opportunità per uno scherzo Zook incanta il terreno in modo da fare credere al comitato che stia franando e, nonostante la dissoluzione del druido il gruppo inizia a impanicarsi.
Nel frattempo il drow si camufffa da Rufus ed esce dalla porta, giusto in tempo per vederli scappare.
I nostri eroi decidono, dopo aver provato le armi rubate dal mercante di Xabiria di incontrare i messaggeri del Sunna come consigliato da Rufus.
Dopo un primo sopralluogo in cui parla con qualche guardia, D’Arcy ci teletrasporta (incautamente?) dentro la città e si nasconde.
Andando verso il palazzo veniamo fermati da un gruppo di guardie che pretendono di esaminare il nostro equipaggiamento da qui il primo problema: Delezar e Rachael hanno addosso parte della refurtiva.
Zook prende tempo e inizia a consegnare i suoi oggetti personali (nulla di rubato) ne di offensivo, quando però dopo l’analisi richiede indietro gli oggetti il sergente gli risponde che prima avrebbero dovuto esaminare anche quelli degli altri. Conscio che ciò può voler dire perdere tutti gli oggetti magici e venire imprigionati Zook, dopo aver chiesto il consenso dei compagni decide di passare all’attacco e dopo aver subito diversi attacchi lancia una palla di fuoco sulle guardie. Inizia il combattimento e il gruppo sconfigge (facilmente, con l’eccezione di Zook momentaneamente senza armatura) le guardie.
Dopo il combattimento il drow recupera una spada magica e una pozione dal corpo del sergente, D’Arcy lascia un messaggio per i messaggio per i viaggiatori del Sunna e torniamo alla torre di Rufus.

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La banda del buco
ovvero come riempire una città di tentacoli arancioni

L’ Elfo, il drow (invisibili), e lo gnomo (camuffato) tornano dal mercante. L orso fa la guardia fuori. Lo gnomo, con la scusa di voler comprare pozioni, manda il mercante nel retro. Goffamente i sue invisibili non riescono ad entrare al primo tentativo, ma al secondo ce la fanno. Lo gnomo intanto immobilizza il mercante con un incantamento mentre gli altri due razziano gemme, due armature, un martello picca, una spada, dei pugnali e altre amenità.
Ma l incantesimo dello gnomo fa comparire un tentacolo che avvolge il mercante
E lo stesso tentacolo cerca di portare via il mercante
Ma lo gnomo riesce a bloccare tentacolo e mercante con una gabbia di forza
Mossa inutile in quanto l orso fuori) tramite legale mentale) li avverte che la città si sta riempiendo di tentacoli e vanno tutti verso il negozio del mercante
L orso con nonchalance si allontana mimetizzandosi (?) tra la folla
Intanto lo gnomo apre un varco su un muro verso il vicolo e da li teleporta tutti nel bosco vicino la torre incantata
L’ orso non riesce più ad uscire dalla città in quanto le porte della città sono state chiuse
Intanto il drow e l elfo testano le armi rubate infliggendo l un altro danni incredibili

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Rufus il Tentacoliere antico
Sunna arriviamo

Ci teleportiamo a casa dello gnomo.
Mentre siamo in giro, vediamo uno dei tentacoli arancioni di Xabiria, si avvicina a noi, lascia un bigliettino e poi si scioglie come neve al sole, lasciando una pozza arancione.
Nel bigliettino c’è scritto:

Xabiria
Piazza Orologio
domani
mezzogiorno

Ed in fondo il simbolo dell’arcimago di Xabiria.
Alchè il giorno dopo , ci teleportiamo nella cittadina. ma veniamo sbattuti fuori dai tentacoli perchè ci siamo buffati, tra protezioni e tatuaggi.
Dispelliamo tutto e andiamo ad un altra porta e da li ci dirigiamo alla piazza dell’ortologio aspettando mezzogiorno e guardando il ladro che svuota tasche di ignari popolani.
Alle 12 in punto al centro della piazza spunta un tentacolo
Molleggia
comincia a camminare e lo seguiamo
la gente fa largo
usciamo dalle porte della città e ci dirigiamo verso il bosco
arriviamo dopo un bel po’ ad una radura con una torre diroccata, ma piena di magie varie, illusione, protezione….
sulla porta il tentacolo si scioglie, anch’esso
La porta si apre, entriamo e dentro troviamo un posto lussuosissimo pieno di libri e bnen arredato.
Dalle scale scende un uomo basso e paffuto, simile al viso sul medaglione, regge una coppa dorata e una caraffa di vino, dietro di lui un tentacolo con un vassoio con dei bicchieri
e dell’uva
esordisce: “Non vi dirò il mio vero nome, ma potete chiamarmi Rufus, e poi no, non sono qui, ma questa è una mia incarnazione, quindi la vostra lama sarebbe inutile. E poi voi siete degli imbecilli ad aver liberato la mia elfa.
Lei è la guardiana del Giardino degli dei! Ci ho messo secoli ad imprigionarla! ah solti!
Ad ogni modo, vi ho chiamato perchè ho messo in moto una serie di eventi per fare in modo che un emissario del Sunna venga presto a chiamarvi e portarvi con se. Inoltre dovete sapere che ci sono 4 avatar che vi cercano per uccidervi.”
chiedendo circa il giardino, ci dice: “Nel giardino vivenano gli antenati degli elfi e altre creature di altri piani, poi ho sedotto la guardiana e l’ho imprigionata come avete già visto. Nel frattempo sono comparse altre razze , altre divinità minori…Sappiate che Lei odia i non morti perchè nonpuò nulla contro di loro. Adesso vi abbandonerò, non ci vedremo mai più, ma in compenso potete usare la torre come volete e potete entrare a Xabiria senza problemi, anche usando la magia. Ci sarebbe un modo per rilocare la torre, ma l’hoscordato.
Mi raccomando: sconfiggete gli avatar e fermate l’apocalisse
Sappiate che c’è chi veglia su di voi e le vostre azioni”

Sparisce

Ci guardiamo in giro, scombussolati da ciò che ci ha detto.
leggendo le pergamene non troviamo magie o incantesimi o rituali, ma bensì poemi, prose licenzioni e boccacceschi…

Prima di partire l’elfo sgraffigna un po’ di posate d’oro da vendere aXabiria per fare un po’ di soldi.

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ULEISIN SILAMEAN ELAMEALNADER
L'elfa sanguinante

La fatina torna da noi per teleportarci al tumulo che ha trovato.
L’orso di gran lena si adopera a scavare con le sue possenti zampe per trovare un varco.
Una volta aperto il tumulo, addentrandoci troviamo un grosso cubo arancione, quasi trasparente, e con distinguibile una forma umana all’interno.
Il materiale arancione sembra lo stesso che costituisce i tentacoli di Xabiria.
I nostri provano a scalfire il cubo in ogni modo inutilmente, finchè non provano con la Laban.
Effettivamente la lama maledetta riesce a crepare il cubo e lentamente a liberare il corpo al suo interno.
Distrutto il cubo e diradata la polvere, vediamo un corpo femminile, un’elfa, nuda, bellissima, bella come mai nessun elfa prima!orecchie lunghissime, lunghi capelli biondissimi…
Il ladro va per aiutarla. Qunado comincia a svegliarsi, si nota subito il suo occhio rosso, mentre l’altro verde acceso. Ci mette un po’ a proferire parola.
Una volta in piedi, si pianta le sue unghie nel palmo della mano, facendola gocciolare di sangue. E li cominciamo a sentirla telepaticamente.
Ci ringrazie e ci racconta che è li da tempo immemore e che è stata intrappolata da un essere abbietto più di mille anni or sono.
Il suo nome è ULEISIN SILAMEAN ELAMEALNADER .
Ad un certo punto compaiono dei vestiti sul suo cortpo, una tunica bianca, dei gambali, una maschera, un pettorale tutto di cuoio rosso.
Lei è stata iprigionata da una creatura che combatte gli Aimar, che vive sotto mentite spoglie: l’arcimago dei medaglioni di Xabiria, e lui ha influenza ovunque, in tutte le terre.
Nel palmo sinistro le compare uno scettro.
Ci racconta come ci ha messo 200 anni per riuscire a farsi sanguinare l’occhio per poter fare la magia con cui ci chiamava.
Ci vuole aiutare nel nostro compito di trovare gli elementi di Xarma, perchè forse le può tornare utile.
La Necromanzia la troveremo in Char
L’Abiurazione è DuBrie
L’Illusione giace a est oltre le montagne dei nani
L’Evocazione è a nord alla testa di un esercito di elementali
La Divinazione è già con noi
La Trasmutazione è Nical, nelle campagne vicino Kriss, in direzione SO
L’Invocazione non è ancoara su questo mondo
L’Ammaliamento è tra gli elfi nelle terre a Sud
dobbiamo stare attenti perche ogni volta che usiamo la spada su un elemento della magia, quella magia potrebbe sparire
Non parla molto non noi
non ci da molte informazioni o rispoonde alle nostre domande.
Lo scettro somiglia ad un bastone ricoperto di Spine, con sopra un pomello a forma di rosa.
Lo stringe forte, compare del sangue tutto intorno e poi lei svanisce, lasciandoci li.

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Shake shake shake
Shake shake shake

Siamo nel vivo della battaglia contro i golem e la fortuna non è dalla nostra parte con Zook chiuso fuori e Kraal nuovamente dipartito, i golem continuano ad attaccare ed faccio quel che posso scagliando frecce per ferirli anche gli altri attaccano tranne Noxus che preferisce mettersi in difesa totale essendo moribondo. D’arcy nel frattempo inizia lanciare un incantesimo di disintegrazione che colpisce il golem di fronte lei polverizzandolo, il druido nel frattempo evoca un orso che attacca l’altro golem e tra incantesimi, morsi, zampate e frecce (che vanno a vuoto) riusciamo a fare fuori il secondo golem. Io preso dall’euforia inizio a fare un balletto molto “shake shake shake” ed attivo l’armatura magica che ho in dosso, scompaio in un boato tremendo facendo quasi fuori la fata, e riappaio da u’altra parte della stanza, che armatura figa anche se al momento la sento scarica.
Il druido nel frattempo porta in vita l’orso e gli spiego il corretto movimento shakeratorio per attivare l’armatura, anche lui riesce ad attivarla anche se con meno grazia shakeratoria.
Kraal e D’arcy iniziano ad esplorare la porta sud che all’interno è identica all’altra porta, ritorna nella stanza delle liane finché non scorge che al di sotto di dove era situato il golem segreto c’è qualcosa che assomiglia ad una porta segreta. La fata allora decide di andare al piano inferiore per vedere se c’è qualche collegamento ma si perde…..

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