Le lacrime di Xarma

Na corona pe na spada! Daje!

spada di Iskar, Corona di Arin

Il druido , sotto forma di piovra, nuota verso la riva impugnando la spada spezzata di Iskar.
Il resto del gruppo si trova a Kaira.
Alborg da sopra un tetto di una casa abbandonata richiama il capo dei demoni (Magma), impartisce gli ultimi ordini: riportare Batio a Kaira e poi sarà libero di tornare sul suo piano con tutti i demoni al seguito.
La fatina manda un messaggio magico a Racael: l’appuntamento è per domani mattina presso “il solito albero” vicino casa di Nikal.
A Kaira intanto regna il caos, la città alta è stata chiusa, le guardie pattugliano la città e fuori le mura c’è un esercito radunato da Vanadi per far fronte all’orda degli orchi.
Il druido, una volta raggiunta la terra ferma (a qualche chilometro da Kaira), si trasforma in umano e “saggia” per la prima volta il potere della spada: chi la impugna risulta essere particolarmente autoritario e convincente.
Il mattino seguente il gruppo si riunisce al boschetto vicino Nikal.
Racael racconta di come sia riuscito ad uccidere il capo degli orchi e a recuperare la spada.
Nikal in quel momento si trova tra i campi intenta a raccogliere verdure. Il gruppo riesce a farsi notare e far avvicinare la ragazza. Gli fanno controllare la spada: Nikal riesce a vedere il forte flusso di magia che scaturisce dalla spada e che avvolge chi la impugna, in questo caso il druido.
Il gruppo dove aver amabilmente discusso con Nikal, si muove verso il vicino paese in cerca di Silas.
Incontrano il mago in taverna, gli raccontano della spada, del capo degli orchi e del patto con Vanadi.
Dopo aver abbandonato l’idea di far costruire una copia dal fabbro Ruskor, decidono di procedere con lo scambio: la spada per la corona.
La fatina invia un messaggio magico a Vanadi, notiziandolo che il gruppo è in possesso della spada.
Dopo qualche istante appare dinanzi a loro un giovane mago che ha l’ordine di teletrasportarli da Vanadi.
Il gruppo rifiuta, non si fidano. Lo scambio sarà fatto in paese, alla presenza di tutti, queste sono le condizioni.
Il giorno stesso, a tarda notte, fuori dalla locanda appaiono Vanadi e un gruppo di maghi.
Alborg li fa entrare e Vanadi si siede al tavolo.
Vanadi si complimenta per la riuscita della missione, tutti i maghi al suo seguito guardano il gruppo con ammirazione.
Ci spiega che il suo intento è quello di unificare tutte le valli sotto l’unica guida del re di valle centro, niente più guerre, solo prosperità e pace. Gli orchi saranno ricacciati indietro, l’armata di valle Arcana sarà contrastata e il regno delle valli si spingerà fino alle terre degli elfi. Grazie alla spada tutto questo sarà possibile.
Racael, per nulla convinto dello scambio, chiede di poter vedere la corona: Vanadi gliela mostra, inizialmente emana una luce che abbagli, ma quando viene presa in mano la luce affievolisce.
Il druido chiede una prova a Vanadi per verificare la veridicità della Corona di Arin: chiede il sacrificio di un mago di Vanadi.
Vanadi rifiuta e ordina alle sue guardie di portare l’oste.
L’oste viene sgozzato davanti a tutti. In terra c’è una pozza di sangue.
Vanadi si avvicina al morto e pone la corona sulla sua testa: la ferita al collo viene rimarginata e l’oste torna in vita!
Racael estrae la spada di Iskar e la pone a Vanadi in cambio della corona.
Vanadi saluta e esce dalla locanda con i suoi maghi.

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Daniele

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